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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliIl Premio ANGAMC alla carriera 2026 viene assegnato a Emilio Mazzoli, una delle figure più incisive e riconoscibili del sistema dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Il riconoscimento, promosso dall’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, sarà consegnato sabato 7 febbraio alle ore 18,30 nell’Area Talk di Arte Fiera Bologna, nel corso di una cerimonia aperta a galleristi e visitatori.
A consegnare il premio sarà Andrea Sirio Ortolani, presidente di ANGAMC, alla presenza del direttore artistico di Arte Fiera Davide Ferri, del direttore operativo Enea Righi, del presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari e del critico d’arte Achille Bonito Oliva, che ripercorrerà la storia del gallerista e della Galleria Mazzoli. L’incontro sarà moderato dal giornalista Nicolas Ballario.
Fondatore della Galleria Mazzoli, con sedi a Modena e Berlino, Emilio Mazzoli ha attraversato oltre cinquant’anni di arte contemporanea mantenendo una posizione indipendente, curiosa e radicale. Un percorso iniziato nel 1970 con l’apertura a Modena di Futura, Galleria d’arte contemporanea, inaugurata con una personale di Giulio Turcato, seguita da una collettiva che riuniva Jannis Kounellis, Luciano Fabro e Giulio Paolini. Già in questi esordi si manifesta una linea chiara: attenzione all’avanguardia, rigore curatoriale e fiducia nel rischio. Nel 1977 nasce lo spazio espositivo che porta il suo nome, Emilio Mazzoli, dove trovano posto mostre di Vincenzo Agnetti, Gilberto Zorio, Enrico Castellani, Giovanni Anselmo e Mario Schifano. Ma è alla fine degli anni Settanta che la sua attività assume un ruolo decisivo nella storia dell’arte italiana: l’incontro con Achille Bonito Oliva dà avvio alla stagione della Transavanguardia. Le mostre dedicate a Enzo Cucchi, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Nicola De Maria e Francesco Clemente segnano l’affermazione internazionale del movimento, rendendo la Galleria Mazzoli uno dei suoi principali epicentri.
Parallelamente, Mazzoli costruisce relazioni profonde e durature con alcuni degli artisti più radicali del secondo Novecento: da Gino De Dominicis, di cui la galleria pubblica il primo e unico catalogo, a Mario Schifano, Salvo, Tano Festa, Franco Angeli, Emilio Prini e Alighiero Boetti, sostenuto anche attraverso il finanziamento dei suoi primi viaggi in Afghanistan per la realizzazione degli arazzi. Lo sguardo di Mazzoli si estende presto oltre i confini nazionali. La galleria diventa un luogo di dialogo privilegiato con la scena americana ed europea, grazie anche alla collaborazione con il critico e curatore Richard Milazzo. Artisti come Alex Katz, Ross Bleckner, Robert Longo, Malcolm Morley, David Salle, Peter Halley, Annette Lemieux, Mike Bidlo e molti altri trovano a Modena uno spazio di confronto e sperimentazione. Emblematico, in questo senso, è il 1981, quando la Galleria Mazzoli ospita la prima mostra personale al mondo di Jean-Michel Basquiat, curata da Diego Cortez.
Achille Bonito Oliva ed Emilio Mazzoli alla mostra di Giuseppe Gallo, Caverna di Kant, Galleria Mazzoli, Modena, 2019. Courtesy Galleria Mazzoli, Modena. Ph. Rolando Paolo Guerzoni
Jean-Michel Basquiat e Emilio Mazzoli, 1981. Courtesy Galleria Mazzoli, Modena
Accanto alle arti visive, l’attività di Emilio Mazzoli è attraversata da un intenso dialogo con la letteratura e la poesia. Dalla creazione del Premio Delfini per la poesia contemporanea — ideato con Achille Bonito Oliva e Nanni Balestrini — fino all’edizione di collane poetiche che affiancano testi di autori come Jack Spicer, George Oppen, Paul Vangelisti e Nanni Cagnone alle opere degli artisti della galleria, il suo lavoro testimonia una concezione ampia e non disciplinare della cultura.
Come si legge nella motivazione ufficiale: «Il Premio ANGAMC viene attribuito alla carriera di Emilio Mazzoli, che nella sua attività di gallerista ha saputo distinguersi pervisione, coraggio e qualità curatoriale, contribuendo in modo decisivo alla crescita e alla diffusione dell’arte contemporanea dagli anni Settanta ad oggi. Con la sua galleria ha scoperto, ha sostenuto e accompagnato artisti destinati a segnare la storia dell’arte italiana e internazionale, assumendo un ruolo centrale nel dialogo con la scena americana ed europea. La sua opera, arricchita da un’intensa attività editoriale e da un profondo dialogo tra artivisive, letteratura e poesia,rappresenta un modello esemplare di impegno culturale e passione civile».
Istituito nel 2017, il Premio ANGAMC alla carriera è l’unico riconoscimento italiano dedicato specificamente alla figura del gallerista, professionista fondamentale nella diffusione dell’arte contemporanea. Con l’assegnazione a Emilio Mazzoli, ANGAMC celebra non solo una carriera di straordinaria coerenza, ma una visione dell’arte come spazio di libertà, relazione e responsabilità culturale.
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