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Eugenio Viola

Foto Sebastián Jaramillo Matiz, Bogotà 2026

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Eugenio Viola

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Il Madre di Viola: diffuso, democratico, internazionale e militante

Eugenio Viola, dopo sette anni al Mambo di Bogotà, torna a Napoli nel museo dove aveva lavorato dal 2009 al 2016. Ha superato gli altri candidati Eva Fabbris, Andrea Bruciati e Fabio Migliorati

Olga Scotto di Vettimo

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Eugenio Viola (Napoli, 1975) è il nuovo direttore della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e del museo Madre di Napoli. A darne l’annuncio a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, Roberto Fico, presidente della Regione, Onofrio Cutaia, assessore regionale alla Cultura, Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, e Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. La commissione selezionatrice, presieduta da Rosanna Romano e composta da Maria Vittoria Marini Clarelli, storica dell’arte ed ex soprintendente della Galleria Nazionale d'Arte moderna e montemporanea di Roma, e da Francesco Spano, direttore Federculture ed ex Segretario Generale della Fondazione MaXXI di Roma, ha concluso l’iter della selezione pubblica per titoli e colloquio, avviata lo scorso 13 marzo, con termine per la presentazione delle candidature successivamente prorogato al 15 maggio, ammettendo al colloquio finale dello scorso 16 luglio cinque candidati dei 21 candidati ammessi alla procedura di valutazione dei titoli, su 33 istanze complessive presentate. Si sono presentati alla prova Eugenio Viola, la direttrice uscente Eva Fabbris, Andrea Bruciati e Fabio Migliorati.

Per Viola si tratta di un ritorno nell’istituzione in cui ha iniziato la propria carriera museale. Tra il 2009 e il 2016 ha lavorato al Madre, dove ha co-curato, tra l’altro, le prime presentazioni istituzionali in Italia di Boris Mikhailov e Francis Alÿs, oltre a un’installazione permanente di Daniel Buren. «Torno dove molto è cominciato, con il desiderio di restituire qualcosa a un museo, a una città e a un territorio che hanno segnato profondamente il mio percorso. Non torno al Madre per guardare indietro, ma per mettere ciò che ho imparato altrove al servizio del suo futuro», ha dichiarato il neodirettore. Una prospettiva condivisa dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, che evidenzia che Viola «metterà al servizio del Madre le sue competenze e la sua visione per rendere il museo sempre più al centro delle dinamiche artistiche contemporanee, un motore di creatività capace di captare tendenze, esplorare linguaggi nuovi e diversi e intensificare gli scambi e le contaminazioni tra Napoli e la scena internazionale». Anche l’assessore Onofrio Cutaia sottolinea che si celebra oggi «il ritorno a casa di un figlio eccelso di questa terra», che ha proposto una «straordinaria programmazione, che si estenderà capillarmente fino alle periferie urbane e alle aree interne con programmi educativi d’eccellenza e progetti di inclusione per le comunità vulnerabili, trasforma il museo in un'infrastruttura pubblica diffusa, democratica e militante». Il progetto presentato da Viola non si limita, infatti, alla programmazione espositiva, ma propone un rilancio complessivo dell’istituzione. Il Madre viene immaginato come un museo aperto, internazionale, plurale, comunicativo e sostenibile, il cui posizionamento si articola intorno a tre ambiti: Napoli e la Campania, il Mediterraneo e i Sud globali, la scena italiana in dialogo con il contesto internazionale. In questa prospettiva Napoli non rappresenta soltanto il territorio di riferimento, ma un «metodo» attraverso cui interpretare le trasformazioni e le contraddizioni del presente.

Dopo l’esperienza napoletana, Eugenio Viola dal 2019 al 2026 è stato direttore artistico del Mambo, Museo de Arte Moderno de Bogotá, contribuendo alla sua riorganizzazione e al suo riposizionamento nazionale e internazionale e curando più di 50 mostre. Nel 2015 ha curato il Padiglione estone alla Biennale di Venezia e nel 2022 il Padiglione Italia alla 59ma Esposizione Internazionale d’Arte, affidato a Gian Maria Tosatti. Viola succede, dunque, a Eva Fabbris, direttrice dal 2023, che ha sviluppato una programmazione fondata sulla ricerca, sulle riletture della storia artistica di Napoli e della Campania e sull’apertura alle più giovani generazioni. Il passaggio avviene mentre sono in corso le mostre su Maria Lai, la mostra del Premio Meridiana e «Gli anni. Capitolo 3», nuova tappa del progetto espositivo attraverso cui il Madre ricostruisce la storia recente dell’arte nel territorio mediante opere, archivi, mostre, collezioni e relazioni.

Olga Scotto di Vettimo, 17 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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