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Giusi Diana
Leggi i suoi articoliDopo Palazzo Butera, dal 2021 sede della Collezione Francesca e Massimo Valsecchi, e l’annunciata apertura della galleria Hauser & Wirth all’interno dello storico Palazzo Forcella De Seta, situato nel quartiere della Kalsa, a Palermo sbarca un’altra fondazione, questa volta francese, la B&B Riccobono Art of the Future dei coniugi Bernard e Brigitte Riccobono, di origini siciliane, che annunciano l’apertura di una seconda sede del loro MAiiA, Museum of Artificial Intelligence & Immersive Art.
L’obiettivo dei due collezionisti è quello di «sostenere le pratiche artistiche emergenti, attraverso la realizzazione di una rete di musei dedicati all’Intelligenza Artificiale e all’arte immersiva nel Mar Mediterraneo». La prima sede del MAiiA verrà aperta in un edificio storico di La Valletta a Malta, su progetto degli architetti DeMicoli & Associates e dello studio di design Mattermake, che lavora nell’intersezione tra architettura, artigianato e tecnologia. Per la sede palermitana, che si annuncia ancora più grande, è stato incaricato lo studio di design francese Ora-ïto che interverrà su un complesso di archeologia industriale, l’ex fabbrica di tessuti Gulì. Il quartiere è quello popolare della Noce, non lontano dai Cantieri culturali alla Zisa, un’area cittadina dalle potenzialità ancora inespresse, che sembra attrattiva per gli investitori stranieri. Si tratta di padiglioni industriali della prima metà del Novecento che si estendono su una superficie di 10mila metri quadrati, tuttora in stato di abbandono da quando la Ditta tessile Gulì ha chiuso le proprie attività. Sarà necessario un impegnativo restauro e un adeguamento alle nuove funzioni culturali per convertire questi spazi in «sede di residenze d’artista, workshop, installazioni interattive ed eventi immersivi», che coinvolgeranno artisti affermati sia che emergenti. L’obiettivo della fondazione B&B Riccobono Art of the Future è realizzare una rete mediterranea di musei che, come chiarisce sul proprio sito, «attraverso la fusione di arte visiva, media digitali e Intelligenza Artificiale, punta a ripensare il ruolo degli spazi culturali nel XXI secolo».
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