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Pablo Picasso «Il gufo», 1952, Hamburger Kunsthalle

© Succession Picasso / VG Bild- Kunst, Bonn 2026. © Hamburger Kunsthalle / bpk. Foto Elke Walford

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Pablo Picasso «Il gufo», 1952, Hamburger Kunsthalle

© Succession Picasso / VG Bild- Kunst, Bonn 2026. © Hamburger Kunsthalle / bpk. Foto Elke Walford

2.500 anni di sculture, e non solo, all’Hamburger Kunsthalle

Per la prima volta il museo tedesco espone al completo la propria collezione sculture di grande e piccolo formato, rilievi, dipinti, grafica, monete, medaglie, fotografie e installazioni video e ambientali insieme a prestiti prestiti straordinari, tra cui oltre 25 lavori provenienti dal Musée d’Orsay 

Chiara Caterina Ortelli

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Fino all’11 aprile 2027 l’Hamburger Kunsthalle ospita «Sculptural. The New Galleries», la prima esposizione mai dedicata all’intera collezione scultorea del museo di Amburgo. Allestita negli spazi rinnovati del piano terra, si estende su circa 1.500 metri quadrati interamente ripensati per l’occasione, con elementi espositivi sviluppati appositamente per questo progetto. Il percorso coinvolge quasi mille opere tra sculture di grande e piccolo formato, rilievi, dipinti, grafica, fotografie e installazioni video e ambientali, relativi a 2.500 anni di storia visiva. Alle opere della collezione permanente si affiancano prestiti straordinari, tra cui oltre 25 lavori provenienti dal Musée d’Orsay di Parigi.

Il cuore scientifico e narrativo della mostra è la riscoperta di un tesoro a lungo dimenticato: circa 6mila monete, medaglie e placchette in oro, argento e bronzo raccolte fin dalla fondazione del museo da Alfred Lichtwark, primo direttore del Kunsthalle dal 1852 al 1914. Fu proprio lui a introdurre questa insolita iniziativa per un museo d’arte, acquistando medaglie d’arte contemporanea e i relativi bozzetti direttamente dagli studi parigini, testimoniando una conoscenza profonda della scultura francese di fine Ottocento. Questi oggetti illustrano anche la ricezione dell’antichità propria dell’epoca, già evidente nell’architettura neoclassica del Kunsthalle e nella grande collezione di calchi in gesso fondata all’inaugurazione del museo. Circa 650 di queste «sculture en miniature» sono oggi esposte per la prima volta al pubblico.

Tetradramma in argento, Atene, 440-420 a.C., verso con la raffigurazione di un gufo. © Hamburger Kunsthalle

Il percorso espositivo sviluppa temi trasversali che connettono epoche lontane: l’ideale classico dell’antichità viene esplorato e messo in discussione attraverso accostamenti puntuali con opere del Novecento e del XXI secolo. Nella Sala delle Colonne, originariamente dedicata alla dea Atena e oggi sede del caffè del museo, il gufo di una tetradramma greca incontra «Il gufo» (1952) di Pablo Picasso.

Il fregio del Partenone che corre lungo il soffitto della sala è stato restaurato e illuminato per la prima volta. I calchi in gesso ottocenteschi tratti da capolavori antichi, ceduti all’Università di Amburgo nel 1980, tornano ora in prestito decennale. Ritratti antichi dialogano con fotografie contemporanee; grandi sculture di Auguste Rodin e Aristide Maillol si confrontano con calchi corporei degli anni Sessanta e installazioni video di Marina Abramovic.

Il circuito si conclude nella rotonda con un’opera commissionata per l’occasione: «The Breast Wishing Fountain From Grandma’s Lab» (2026) di Laure Prouvost, una fontana dei desideri che risponde in modo singolare al luogo e al concept della mostra, resa possibile dalla Fondazione Dr. Heinz H. O. Schröder.

L’intero progetto, curato da Annabelle Görgen-Lammers, responsabile della collezione, è stato reso possibile grazie agli Amici del Museo, in cooperazione con l’Università di Amburgo, il Kmk, il Münzkabinett di Berlino e soprattutto grazie a un finanziamento complessivo di 4 milioni di euro da parte della Fondazione Dorit & Alexander Otto.

Fernand Khnopff, maschera, 1897 ca. © Hamburger Kunsthalle / bpk. Foto Christoph Irrgang

Aristide Maillol, «La rivière étendue», 1947. © Hamburger Kunsthalle / bpk. Foto Christoph Irrgang

Chiara Caterina Ortelli, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

2.500 anni di sculture, e non solo, all’Hamburger Kunsthalle | Chiara Caterina Ortelli

2.500 anni di sculture, e non solo, all’Hamburger Kunsthalle | Chiara Caterina Ortelli