La conservazione dell’arte ambientale

Gli eventi meteorologici devastanti riaprono la riflessione sulla relazione arte-natura

Un’opera della montagna di Arte Sella, «Nido di Sella II» di Nils-Udo. Foto Giacomo Bianchi
Valeria Tassinari |

La «montagna contemporanea» su cui si estende il progetto di Arte Sella e la grande tenuta intorno alla Fattoria di Celle, dove ha sede la Collezione Gori, sono due straordinari siti dedicati all’arte ambientale, due contesti paesaggistici e concettuali che, per la maggior parte degli aspetti, non potrebbero essere più differenti. Eppure, l’effetto che regalano a chi li visita è piuttosto simile: si esce dall’esperienza con la sensazione di avere attraversato il bosco incantato delle fiabe, quello che ti ammalia, ti mette alla prova e ti cambia, facendoti scoprire qualcosa di te che non immaginavi di avere.

Del resto, nonostante le situazioni che propongono opere d’arte immerse nell’ambiente siano ormai sempre più numerose anche nel nostro Paese, proprio questi due luoghi, entrambi abitati da un genius loci dal sapore ancestrale e dallo sguardo contemporaneo, restano senza dubbio i punti di
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