Una mostra anche per il Festival di Sanremo

La canzone italiana approda nelle Gallerie d’Italia-Torino

Mina con un berretto da marinaio al porto di Sanremo, nei giorni del X Festival nel 1960 in un servizio fotografico di Giuseppe Benzi e Franco Gremignani. © Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Ada Masoero |  | Torino

A pochi giorni dall’inizio del 74mo Festival di Sanremo, il primo febbraio debutta la mostra «Non ha l’età. Il Festival di Sanremo in bianco e nero (1951-1976)», curata da Aldo Grasso per le Gallerie d’Italia-Torino, in partnership con Rai e con la collaborazione di Rai Teche (fino al 12 maggio, catalogo Gallerie d’Italia/ Skira).

Novanta immagini dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo raccontano la stagione lontana, tra il suo debutto e il 1976, quando il Festival si teneva nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo. Anni gloriosi, quelli, per la canzone italiana, specie dal 1955 quando, dopo le prime edizioni trasmesse solo dalla radio, il Festival approdò sulla (allora neonata) televisione italiana, diventando, e rimanendo, uno degli eventi di punta della programmazione Rai. Più che sui cantanti sul palco, il curatore ha scelto, fra queste 15mila immagini Publifoto, di soffermarsi sul backstage o sulle folle che osannavano gli artisti per le vie della città, puntando sul versante sociologico di quel momento, attesissimo, di serenità e di svago, di partecipazione collettiva e di condivisione delle speranze e dei sogni che, nell’Italia del dopoguerra, ferita da tragedie ancora vicinissime nel tempo, si potevano nuovamente coltivare.

Senza contare che le immagini dei primi anni, quando ancora non c’erano le riprese televisive, costituiscono una documentazione imperdibile, alla quale, per gli anni successivi, si aggiungono in mostra le immagini video della Rai. Ecco allora una giovanissima Mina seduta in platea durante le prove del Festival 1961 con un’improbabile acconciatura a fungo e, sul palco, nello stesso anno, Adriano Celentano al suo esordio a Sanremo che scandalizza il borghesissimo pubblico volgendogli le spalle mentre attacca «24.000 baci». C’è Domenico Modugno (è il 1960: arriverà secondo) che, braccia spalancate, prova sul palco «Libero» e, nel 1964, con Mike Bongiorno c’è Gigliola Cinquetti che con la melensa «Non ho l’età», canzone amata dalle madri e detestata dalle teenager d’allora, vinse a 17 anni il Festival.

E poi, i fotografi arrampicati sulle sedie per fotografare Iva Zanicchi e Claudio Villa, vincitori nel 1967, il grande Louis Armstrong nel 1968, i Ricchi e Poveri nel 1973. E una foto di gruppo del 1961, sulla scalinata del Casino, oggi impietosa, in cui, con Pino Donaggio, Little Tony, Tony Renis, Betty Curtis, poi lungamente acclamati, si vedono figure del tutto dimenticate, alle quali neanche il Festival di Sanremo garantì la fama e il successo.

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