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Il tallone di Achille

Un nuovo Stato

Achille Bonito Oliva: «L’arte vuole salvare la forma. Non per buona educazione, semmai per dimostrare a tutti la sua disposizione a essere socievole»

Ilya Prigogine nel 1977. Foto tratta da Wikipedia

«Noi siamo già tutti morti», dice Prigogine. Malgrado tale lucida asserzione, l’umanità continua i suoi banchetti, assistita da un dinamismo fomentato dallo sviluppo tecnologico. La fame di vita determina la continuità della storia, ci invita tutti e ancora a un «pranzo gratis», secondo un’ulteriore asserzione dell’ironico Prigogine. L’arte fa lo stesso: prosegue nelle sue libere traiettorie creative una strategia della sorpresa, puntando sulla sperimentazione e sulla citazione.

Esperimento tecnico ed esperienza creativa intrecciano le proprie valenze per fondare la realtà lampante della forma. Insomma è evidente: l’arte vuole salvare la forma. Non per buona educazione, semmai per dimostrare a tutti la sua disposizione a essere socievole. Che non significa essere accomodante, piuttosto isolare lo spettatore nella contemplazione di un nuovo stato di conoscenza.

Achille Bonito Oliva, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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