Sashi finlandese alla Fondazione Magnani Rocca

Nella caffetteria Bstrò del museo la carta racconta il territorio mentre la proposta di vini salentini rivela le origini del simpatico maître

Carpaccio di sashi marinato alle erbe e agrumi di Sorrento con stracciatella di burrata
Rocco Moliterni |  | Mamiano di Traversetolo (Pr)

La Fondazione Magnani Rocca è una bella villa con tanto di parco e limonaia perduta nelle campagne del Parmense a Mamiano di Traversetolo. Ci si va per la collezione di dipinti, strumenti musicali e sculture, tra cui mi ha deliziato una principessa Sophia Scherbatova di Bartolini (nel senso di Lorenzo, vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, non di Massimo protagonista del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2024), e per mostre non grandi ma sempre interessanti, come quella sul giovane Boccioni.

Ci sono capitato l’ultima domenica di ottobre: l’incertezza se pranzare al ristorante o alla caffetteria «Bstrò» è stata risolta dal fatto che il primo era impraticabile per un evento privato. Il Bstrò è un locale non grande ma con tavoli all’esterno e vista parco: la pioggia intermittente mi ha consigliato di pranzare all’interno dove regna, curiosamente per essere nella Bassa padana, un maître pugliese esuberante e simpatico che giustamente ha visto tutti i film di Checco Zalone e li cita qua e là.

La carta, nonostante l’ostrica come amuse bouche, è ben radicata nel territorio, anche se dove batte il cuore del maître si capisce dalla proposta di vini salentini. C’è una verticale di parmigiano con degustazione di 14, 36 e 60 mesi, accompagnati da pani fatti in casa con degustazione di olio evo. Non mangiando formaggi ho lasciato perdere così come ho evitato quella di Felino (che non è un leone o un gatto ma il salame prelibato della zona) e quella della Bassa con culatta della selezione Delsante, perché entrambe prevedevano l’onnipresente parmigiano, cosa più che giustificabile (se il Parmigiano non lo mangi a Parma dove vuoi mangiarlo?).

Ho così ripiegato (si fa per dire) su una degustazione Parma che prevedeva solo filetto di prosciutto crudo 30 mesi Ruliano con pani al latte (non da sogno) e olio evo (buono). Piuttosto mi ha stupito che tra le varie degustazioni non ci fosse quella di culatello che pure è uno dei cibi superstar della zona. Poi nella breve lista dei piatti del giorno ho puntato su un carpaccio di sashi marinato alle erbe e agrumi di Sorrento con stracciatella di burrata (anche qui fa capolino la Puglia) e pan brioche. Confesso che non avevo mai mangiato il sashi (in compenso adoro il sushi), che è una carne finlandese abbastanza gustosa. Con un caffè, un bicchiere di malvasia nera del Salento e rinunciando a un cannolo farcito al momento di zabajone ho speso 45 euro e mi sono goduto la mostra di Boccioni non ancora futurista.

© Riproduzione riservata Interno del ristorante
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