Ritts e il lato nascosto

Chiara Coronelli |  | Milano

L’esordio è noto: nel 1978 nel deserto californiano di San Bernardino, fermo in una stazione di servizio per una gomma a terra, scatta una serie di ritratti all’amico che viaggia con lui. Nessuno dei due è ancora quello che sarebbe diventato, Richard Gere non è ancora una star, Herb Ritts non sa nemmeno di voler essere un fotografo: eppure nell’immagine dell’attore ripreso a figura intera e dal basso, sullo sfondo di un cielo bianco, con le mani dietro alla testa, ci sono già tutti gli elementi della fotografia di Ritts. Ci sono il sole della California e i suoi spazi aperti, la natura e la sensualità del corpo, la forza e la fragilità dell’individuo, e soprattutto ci sono il controllo e la misura di quegli ingredienti.

Si intitola proprio «Herb Ritts. In equilibrio» la rassegna a cura di Alessandra Mauro, in corso fino al 5 giugno al Palazzo della Ragione (catalogo Contrasto-GAmm Giunti). Dell’artista di
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