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Restauro

Riaperta dopo i restauri la Painted Hall di Greenwich: non è la Cappella Sistina, però...

L’ex Royal Hospital conserva uno degli esempi di pittura epica del Barocco britannico

La Grand Square all’Old Royal Naval College a Greenwich. © Old Royal Naval College

Greenwich (Gb). Alla riapertura, lo scorso 23 marzo, i visitatori della Painted Hall di Greenwich, a Londra, avrebbero potuto schiacciare un pisolino sovrastati dai 4mila metri quadrati dipinti da James Thornhill, con un turbinio di re e regine, muscolose ninfe e cherubini, nuvole in movimento, cascate di drappeggi, figure allegoriche come la Pace, il Tempo, la Verità, l’Europa e l’America e un ritratto sottilmente camuffato di Luigi XIV che si contorce come un serpente schiacciato sotto un piede.

Il progetto di restauro della vertiginosa grandeur del pezzo forte dell’ex Royal Hospital di Greenwich, originariamente disegnato da Christopher Wren per ospitare i marinai in pensione, ha previsto la realizzazione di graziosi divani letto in quercia rivestiti in pelle color cremisi. Sono state anche ritrovate e prese in prestito dal National Maritime Museum, poco oltre sulla collina, le panche rimosse più di un secolo fa, quando lo spazio fu adibito a primo museo nazionale di arte navale.

«Vogliamo che i visitatori si prendano tutto il tempo necessario per ammirare questo luogo straordinario», ha dichiarato Will Palin, direttore dei restauri all’Old Royal Naval College. Ma non vogliamo che stiano in piedi e si facciano male al collo. Ora potranno sedersi e persino sdraiarsi, con gran comodità».

I lavori in una delle sale più spettacolari del Regno Unito hanno richiesto più di due anni, con un costo di 10 milioni di euro, di cui 3,6 messi a disposizione dall’Heritage Lottery Fund. Oltre alla pulizia delle superfici dipinte risalenti a 300 anni fa, tra cui quella di una macchia marrone che si dice essere salsa schizzata durante un allegro banchetto, e il restauro delle parti danneggiate, il progetto ha previsto una nuova, delicata, illuminazione e la presenza di tende che permettono di vedere attraverso le altissime finestre.

Ora il bel sotterraneo in pietra ha un caffè e un bookshop e, per la prima volta, un centro culturale. Da una barriera di vetro intorno a un’apertura nel pavimento si può ammirare una delle scoperte più sorprendenti: due sale esistenti di un palazzo di epoca Tudor demolito dove Enrico VIII nacque e dove spesso tornò per festeggiare il Natale. La Painted Hall non è un vero affresco, ma pittura a olio applicata direttamente sull’intonaco.

È sopravvissuta magnificamente nonostante secoli di traspirazione, fumo di candele e inquinamento londinese. Palin rende omaggio ai suoi predecessori degli anni Cinquanta che gli hanno fatto un favore rimuovendo 15 strati di vernice ormai scolorita. Il lavoro di Thornhill non è apprezzato da tutti, e serve una certa dose di fede per accettare la descrizione della sala come la «Cappella Sistina del Regno Unito», ma resta senza dubbio monumentale. Francesco Rossellini, il fiorentino che ha condotto il team di restauratori, ha dichiarato: «Ora lo rispetto di più». Si è trattato del secondo più grande progetto di restauro aperto al pubblico di tutta Europa, con 85mila visitatori che pagavano per salire sulle impalcature e osservare i lavori.

«Senza dubbio è il lavoro migliore di Thornhill, ha dichiarato Palin. È assolutamente eccezionale in un ambito a dire il vero piuttosto limitato, quello dei capolavori epici del Barocco inglese». Palin non crede alla leggenda secondo la quale, una volta pronta la sala, i poveri e vecchi marinai l’abbiano trovata talmente tetra da chiedere di mangiare in un luogo più modesto. «Penso che probabilmente l’altezza del soffitto rendesse impossibile scaldarla a dovere e quindi, fatta eccezione per le grandi occasioni pubbliche, si sia preferito un posto più caldo e appropriato».

Tra le grandi occasioni ci fu la camera ardente del vice ammiraglio Lord Nelson, il cui corpo tornò in patria in una botte di brandy dopo la vittoria e la morte nella battaglia di Trafalgar. Dopo il 1810, per un certo periodo, divenne la prima galleria nazionale di arte navale e quindi nuovamente una sala da pranzo quando vi subentrò l’Old Royal Naval College. La marina lasciò definitivamente questo luogo solo negli anni Novanta.

Il lavoro di Thornhill ha reso omaggio al potere navale inglese e alle manovre politiche che garantirono una monarchia protestante attraverso l’incoronazione di Maria, figlia protestante del deposto re cattolico Giacomo II, e del marito Guglielmo d’Orange, seguita dalla sorella Anna, il cui regno ha ispirato di recente il pluripremiato film «La favorita». Dopo 19 anni di lavori, Anna era morta senza figli, gli Hannover erano arrivati e l’artista dovette incorporare un altro sovrano, Giorgio I, seduto alquanto goffamente su una nuvola priva di grazia.

La grande parete di fondo fu l’ultima a essere completata e ai suoi piedi si trova un omino con una grande parrucca e un abito marrone: Thornhill in persona. La sua mano è piegata con un’angolazione bizzarra, potrebbe indicare il suo capolavoro o invitare al pagamento. Dopo molte richieste, venne infine pagato 6.685 sterline. Giorgio I, anche se il suo ritratto non gli rendeva particolare onore, nominò Thornhill suo artista di corte, e addirittura cavaliere.

Maev Kennedy, edizione online, 22 marzo 2019


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