Le visioni cosmiche di Franco Marletta

Una retrospettiva curata dalla figlia Giulia e da Luigi Recuperati nell’attico con vista del Nova Express Osservatorio

Una veduta della mostra di Franco Marletta allestita nel Nova Express Osservatorio di Torino
Luigi Crea |  | Torino

All’interno del progetto indipendente DAMA, che ha coinvolto un gruppo di gallerie internazionali invitate a relazionarsi con Torino e la sua storia, presso il Nova Express Osservatorio di via Santa Giulia 67 a Torino è visitabile fino al 7 novembre la personale di Franco Marletta dal titolo «Visioni cosmiche da un osservatorio oscuro; Singolarità, passato, presente e futuro; dipinti e disegni (1936-2011-2021)» a cura di Luigi Recuperati e Giulia Marletta.

La sede è una scatola di vetro di grande bellezza: i volti dipinti da Franco Marletta sembrano guardare da un lato le colline torinesi al di là del Po e dall’altro la Mole Antonelliana. Si tratta di una selezione di opere delle circa duemila trovate nel suo archivio/caveau. Ritroviamo dipinti e disegni visionari riconducibili in gran parte agli anni Sessanta e Settanta messi in dialogo con i testi del filosofo Ray Kurzweil che descrivono una fusione tra l’uomo e la macchina.

Le opere di Marletta, oltre a prefigurare le teorie di Kurzweil e del Post-Umanesimo,  sono anche vicine alla teoria cosmista della vecchia Unione Sovietica.
I paesaggi e i volti appartengono a un mondo estremo che attraverso la scienza e il progresso riesce forse a sconfiggere la morte. In queste sue opere l’artista catanese prefigura forse i tormenti esistenziali che si intensificheranno e lo porteranno negli anni Ottanta prima a sparire dalla scena artistica e poi ad abbandonare la propria casa e la famiglia.

A Gianluigi Ricuperati e alla figlia Giulia va dunque il merito di aver fatto rivivere in questo Superattico con vista un artista eclettico e i suoi lavori precursori di un futuro distopico forse non così lontano da noi.

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