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Restauro

La Marciana in restauro

Interventi nel vestibolo con i marmi Grimani, nel salone e sull'impiantistica

Il vestibolo della Biblioteca Marciana a Venezia in cui era allestito lo Statuario Grimani

Venezia. «La Biblioteca Marciana ha continuamente bisogno di restauri e di manutenzione», osserva Stefano Campagnolo, dallo scorso 4 settembre direttore della prestigiosa istituzione con un mandato (rinnovabile) di tre anni. La sua progettazione va ben oltre questo periodo e prevede il rifacimento del tetto, l’attivazione di un impianto automatico antincendio, l’estensione della climatizzazione indispensabile per il caveau dove sono custoditi i testi più preziosi e antichi che soffrono, a dispetto del proverbiale scirocco veneziano, per eccesso di secchezza.

Il costo totale supera i 2 milioni di euro coperti dal Ministero dei Beni culturali, dall’autofinanziamento reso possibile dalla riforma Franceschini, dall’ArtBonus (con cui è stato finanziato il restauro, in corso, del globo di Vincenzo Coronelli) e dai contributi dell’Associazione degli Amici della Biblioteca. Gli interventi più importanti riguardano il vestibolo e il magnifico salone, quest’ultimo decorato in base a un programma iconografico progettato dall’Aretino e da Tiziano: alle pareti le figure di filosofi; sulla volta 21 tondi firmati dai più importanti manieristi dell’epoca compresi Tintoretto, Salviati e Paolo Veronese.

I dipinti sono in buono stato di conservazione, mentre occorre intervenire sulle parti lignee e sugli stucchi. Nel vestibolo, dove si trova la «Sapienza» di Tiziano, la criticità riguarda soprattutto il soffitto a causa dei distacchi di frammenti. La durata prevista degli imminenti lavori è di due anni.

Nel frattempo le statue delle nicchie saranno trasferite in Palazzo Grimani, quasi una restituzione appartenendo alla celebre collezione di antichità del patriarca Giovanni Grimani che nel 1587 donò alla Repubblica di Venezia 200 marmi antichi (oggi appartenenti alle collezioni del Museo Archeologico) allestite appunto nel vestibolo della Biblioteca Marciana.

Nei progetti del nuovo direttore rientra anche il facsimile Utet (come era stato fatto per il breviario Grimani) della Divina Commedia nell’edizione del Cinquecento conservata in Biblioteca. È previsto per il centenario della morte di Dante (1321). Infine una rarità: il ritrovamento di due piccoli frammenti di musica polifonica del Trecento, di cui lo stesso Campagnola è un cultore.

Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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