La Fondazione Siotto racconta la Sardegna

L’istituzione si propone di incentivare gli studi sulla storia regionale rivolgendosi soprattuto ai giovani attraverso borse di studio, convegni, concerti, mostre e molto altro

Una delle sale della Fondazione “Giuseppe Siotto”
Olga Scotto di Vettimo  |  | Cagliari

«Le istituzioni vivono se c’è un cuore che pulsa. Non è sufficiente seguire le norme. Occorre che siano frequentate soprattutto dai giovani. È questa forse la caratteristica che rende unica in Sardegna l’esperienza della Fondazione “Giuseppe Siotto”, nata con lo scopo di incentivare gli studi sulla storia della Sardegna anche attraverso una serie di iniziative rivolte ai giovani, sostenendo le loro ricerche», dichiara Aldo Accardo, presidente dell’istituzione culturale cagliaritana.

Fondata nel 1986 su disposizioni testamentarie di Vincenzina Siotto, in memoria del padre, la Fondazione, diretta da Francesco Accardo, ha come scopo lo studio, la ricerca e la divulgazione della storia della Sardegna, «ma ponendola al di fuori delle questioni localistiche», precisa ancora il presidente. «Operiamo attivando borse di studio destinate ai giovani; organizzando convegni, concerti, mostre; promuoviamo ricerche e pubblicazioni non solo di libri, ma anche di dischi, come quello del compositore sardo del ’700 Giuseppe Angus; partecipiamo a iniziative commemorative e di valorizzazione della nostra storia e del nostro patrimonio culturale».

Riconosciuta nel 1996 come Ente Morale, è l’unica istituzione regionale presente tra gli Istituti nazionali di Alta cultura del MiC, distintasi proprio per la qualità delle attività culturali e di ricerca. La presidenza Accardo, oltre a risanare la delicata situazione amministrativa e finanziaria generatasi dopo la morte dell’ultima discendente, ha avviato numerose collaborazioni innanzitutto con il Comune di Cagliari, la Regione Sardegna e le Università di Sassari e di Cagliari, dove Accardo è stato ordinario di Storia contemporanea, e più di recente con l’AICI, SISSCO e altre realtà di rilievo nazionale.

Nell’ottocentesco Palazzo Siotto, ubicato nel centro storico di Cagliari, dove negli anni Venti del ’900 la famiglia fissò la propria residenza, si aprono la sala conferenze, dotata del pianoforte acquistato grazie a un crowdfunding spontaneo; gli spazi museali, che accolgono anche opere di giovani artisti; la biblioteca, che raccoglie più di 10mila titoli; l’archivio, che conserva documenti riferibili all’Azienda agraria «Casa Siotto» a Sarroch, in provincia di Cagliari, fiorente impresa attiva fino alla morte di donna Vincenzina.

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