La bellezza salverà il mondo, ma il mondo salvi la bellezza

Franco Fanelli |

Attenti all’analfabetismo di ritorno, alla tragica arroganza di chi crede di sapere tutto e invece non conosce niente. E il teatro, anche il più sperimentale, non dimentichi mai la sua radice popolare

Toni Servillo (1959) parla delle arti visive con la cautela tipica di chi è totalmente immerso nella specificità del suo lavoro, in questo caso particolarmente coinvolgente trattandosi di uno dei più grandi attori oggi sulla scena e che evidentemente detesta la tuttologia. Eppure, da sempre, il Titta Di Girolamo struggente protagonista de «Le conseguenze dell’amore», l’uomo tramutatosi in maschera in un altro film di Sorrentino, «Il divo», l’attore teatrale che spazia da Goldoni a De Filippo, ama la coesistenza e l’intreccio tra i diversi linguaggi espressivi ed è perfettamente conscio della responsabilità civile di cui deve farsi carico un uomo d’arte. 

Jep Gambardella che svela il bluff e il vuoto di
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