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Opinioni

Italia interrotta: le rovine anticipate

Le opere iniziate e mai finite non si contano in Italia

Viadotto San Giacomo dei Capri a Napoli

«Anche se l’arresto [dei lavori], lungi dall’essere conseguenza di qualche cataclisma naturale, era quello della sconsideratezza politica ed economica, conferiva però una bellezza particolare a tutte le imprese fallite della capitale di questo apparente scandalo; la bellezza dei progetti di cui restavano portatrici, la bellezza di ciò che avrebbe potuto essere, la bellezza del momento in cui tutto era ancora possibile, la bellezza del gesto originale e dello slancio primario bruscamente interrotto.

Di quelle rovine anticipate la natura se n’era, in qualche modo, impadronita per fonderle nella bellezza del paesaggio, ricoprendole pudicamente in certi punti di un velo di vegetazione. La virtualità, la non conoscenza del possibile, rimpiazzava la storia, la non conoscenza del passato. [...] Si potrebbe certamente ironizzare sull’incapacità dei decisori e dei responsabili di portare a termine una sola di queste grandi ambizioni. Si potrebbero anche esaminare uno a uno questi abbozzi, alcuni dei quali non erano poi così lontani dal buon esito.

Si può infine pensare all’insieme che essi avrebbero costituito se fossero stati tutti completati, preludio di città radiose in cui tutto, forse, avrebbe trovato posto. Si dirà allora che quei grandi progetti, come i “grandi racconti” del XIX secolo evocati dal filosofo Jean-François Lyotard, sono arrivati troppo presto in un mondo che non era pronto ad accoglierli, che non hanno superato la prova della storia, e che questo spiega i sentimenti misti di speranza, nostalgia e malinconia che ispirano a chi, scoprendoli oggi, si chiede, come per gli scritti di Saint-Simon, Fourier o Karl Marx, se prefigurano ancora qualcosa di un avvenire possibile o se sono soltanto i resti grandiosi di un sogno abbandonato».

Marc Augé
antropologo, autore del saggio Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità (1996)

L'ITALIA INTERROTTA
Malaffare, clientelismo, incompetenza e improvvisazione hanno partorito in Italia una spropositata quantità di edifici incompiuti. I due gruppi di architettura Alterazioni Video e Fosbury Architecture hanno condotto una ricerca per oltre un decennio, dunque a partire dall’inizio della più grande crisi economica dal dopoguerra, che ha prodotto anche una mappatura di queste opere incompiute che sono distribuite un po’ dovunque. «Incompiuto: Nascita di uno Stile», è il titolo del volume recentemente pubblicato da Humboldt Books, da cui è tratto il brano pubblicato.

Marc Augé, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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