In cucina c'è un tesoro

Acquistato per poche centinaia di sterline, un antico vaso cinese va all'asta con una stima di 100-150mila

Un particolare con un'elegante gru argentata del vaso cinese imperiale, marchio Qianlong (stima 100-150mila sterline). Cortesia di Dreweatts
Carlotta de Volpi |

Negli anni Ottanta, un chirurgo inglese acquistò per poche centinaia di sterline un antico vaso blu cobalto che dispose nella sua cucina. Quando il figlio lo ereditò, scelse di collocarlo a sua volta in cucina. Nessuno dei due sapeva però che l’oggetto in questione fosse un manufatto cinese estremamente raro, dal valore mille volte superiore a quello pagato in origine. Quanto di più, potremmo scoprirlo presto, perché il vaso andrà all’asta con una stima di 100-150mila sterline (esclusi i diritti) il 18 maggio da Dreweatts, casa d’aste di Newbury, in Inghilterra. «Siamo lieti di proporre sul mercato questo importante vaso che, da quando lho visto per la prima volta negli anni Novanta, è passato attraverso due generazioni della stessa famiglia» afferma Mark Newstead, consulente specializzato in ceramiche e opere d’arte orientali.

Gli esperti di Dreweatts sostengono che il manufatto sia stato realizzato nel XVIII secolo alla corte dell’imperatore Qianlong. Alto 61,5 cm, riporta il marchio distintivo del periodo (1736-95) ed è adornato da eleganti gru argentate, fluttuanti pipistrelli, nuvole e fiori dorati.

Questo tipo di vaso è chiamato «tianqiuping» o «vaso a sfera celeste», in quanto allude alle rappresentazioni mitologiche cinesi del cielo come un globo che si libra sopra la Terra. Anche il suo colore ha connotazioni spirituali: lo smalto blu cobalto, infatti, è spesso indicato come «blu sacrificale», la tinta associata ai recipienti delle cerimonie di sacrificio che si svolgevano presso l’Altare del Cielo.

Il manufatto è notevole per le sue insolite tecniche di smaltatura e testimonia la creatività degli artigiani che lavorarono durante il periodo Qianlong esplorando e perfezionando diverse modalità di smaltatura per soddisfare il gusto dell’imperatore, volto all’innovazione e all’esotico pur rimanendo radicato nell’antichità. La qualità eccezionale e la presenza imponente di questo «tianqiuping», così come la sua fine decorazione di buon auspicio, lo avrebbero reso adatto all’esposizione in una delle sale del palazzo imperiale.

Il catalogo del 18 maggio comprende in tutto 200 lotti, tra i quali spicca un raffinato album di 67 acquerelli, probabilmente dipinti da almeno quattro artisti distinti, raffiguranti componenti della corte imperiale, flora e fauna locale, e anche paesaggi della regione sud-orientale della Cina durante la dinastia Qing (17-22mila sterline).

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