Il fragile corpus di Piranesi a Perugia

Restaurate 140 incisioni di vedute romane alla Galleria Nazionale dell’Umbria

Veduta di piazza Navona con una fuga prospettica quasi vertiginosa, di Giovanni Battista Piranesi. (nella foto, dopo il restauro). Foto di Marta Silvia Filippini, Papier Restauro
Stefano Miliani |  | Perugia

Una piazza Navona con una fuga prospettica quasi vertiginosa, piazza San Pietro a vista d’uccello... La Galleria Nazionale dell’Umbria possiede un fragile corpus di vedute romane di Giovanni Battista Piranesi: 140 incisioni in due volumi. «Era necessario intervenire, spiega Carla Scagliosi, che ha diretto il restauro. Nei casi più difficili nastri adesivi e interventi del passato non corretti avevano compromesso la leggibilità e facevano aderire sporco e polvere sulla carta. Alcuni nastri erano sovrapposti, in più casi andavano risarciti degli strappi, soprattutto in alcuni bordi, per i quali abbiamo usato una carta il più possibile vicina a quella originale».

Quanto all’epoca, Carla Scagliosi ricorda come i due volumi vengano datati tra il 1746 e la morte del disegnatore e architetto nel 1778. Marta Filippini della Papier Restauro, che ha eseguito il lavoro, nella relazione scrive: «La tipologia di carta, priva di collatura, rende estremamente difficoltoso l’intervento e la rimozione delle numerose macchie dovute a restauri pregressi [….]. La rimozione dei nastri adesivi è stata effettuata applicando le più recenti tecniche testate e messe a punto presso l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro».

Al restauro è dedicato uno dei «Quaderni della Galleria Nazionale dell’Umbria» in via di pubblicazione presso Aguaplano.

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