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Giorno per giorno nell'arte | 25 novembre 2019

Clamoroso furto da un miliardo di euro a Dresda | Massimo storico di visitatori alla Biennale | Scoperte mummie di leoni a Saqqara | La giornata in 14 notizie

Una veduta dell'infilata di vetrine all'interno della Grünes Gewölbe, a Dresda

Clamoroso furto da un miliardo di euro nel Castello di Dresda. La celebre collezione della Grünes Gewölbe, la sala della Volta Verde, nel Castello di Dresda, è stata saccheggiata. Per la «Bild», il quotidiano che ha dato la notizia, è il «più grande furto d'arte nella storia del dopoguerra». Il bottino (l'ammontare del cui valore è stimato intorno al miliardo di euro) è composto soprattutto da gioielli antichi, mentre sono stati tralasciati vasi e dipinti, probabilmente perché troppo ingombranti. Il castello è stato circondato dalle forze di sicurezza tedesche ma gli autori del furto erano giù riusciti a fuggire. [la Repubblica]

La Biennale di Arti visive chiude con 600mila visitatori, suo massimo storico. Si è chiusa ieri la 58ma Biennale di Arti visive, curata da Ralph Rugoff. In sei mesi, ha ricevuto 593.616 visitatori. Di questi il 31% al di sotto dei 26 anni. [La Biennale]

Scoperte mummie di leoni a Saqqara. In una camera funeraria di Saqqara, dove recentemente sono state rinvenute 75 statue di gatti e numerosi animali mummificati, gli archeologi sono convinti di aver identificato fra queste ultime le sepolture di cinque cuccioli di leoni. È la prima volta che ci si trova di fronte a mummie di questi animali. [Frankfurter AZ]

Una Protezione Civile per il patrimonio. Un ramo della Protezione Civile interamente dedicato alla tutela del ricco patrimonio culturale italiano: questo è ciò che auspica l'archeologo Giuliano Volpe, presidente emerito del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del Mibac, dopo i recenti episodi di Venezia e Matera (e, per guardare oltre confine, di Notre-Dame a Parigi). [huffingtonpost]

La Bocconi delle archistar. Oggi a Milano, in presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, viene inaugurato il nuovo campus dell'Università Bocconi, progettato dalla coppia di architetti giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa dello studio Sanaa sulla zona dove un tempo sorgeva la vecchia centrale del latte. [Corriere della Sera]

«Christie's ritiri il marmo romano dall'asta». Il professor Christos Tsirogiannis invita ufficialmente la casa d'aste Christie's a ritirare dalla vendita una statua romana in marmo del I secolo d.C., che ritrae il dio Eros e che viene stimata tra le 500mila e le 800mila sterline, in quanto sarebbe ricollegabile ad attività di commercianti di antichità fuorilegge. L'asta è prevista per il prossimo 4 dicembre. [The Guardian]

All'asta un Macrino d'Alba ex Savoia. Un ritratto di Filippo II, realizzato da Macrino d'Alba a fine Quattrocento e identificato qualche settimana fa in un ciclo di perizie di esperti, andrà all'asta il prossimo 3 dicembre da Christie's a Londra, in una vendita di arredi, dipinti e oggetti d'arte di Casa Savoia. [La Stampa]

Se ami l'arte devi sopportare il petrolio. Le continue proteste, a volte non solo verbali, contro il British Museum di Londra e altre gallerie inglesi che accettano sponsorizzazioni da parte della compagnia petrolifera British Petroil spingono Chris Harvey a chiedersi che cosa succederebbe se davvero simili fonti di introito venissero meno. [The Daily Telegraph]

Per una storia del cantiere architettonico e artistico del XVI secolo. Si apre oggi, alle ore 14, presso l’Istituto Svizzero di Roma, il seminario internazionale di studi «Il cantiere nel Cinquecento: architettura e decorazione. I. Roma», a cura di Silvia Ginzburg, Letizia Tedeschi e Vitale Zanchettin. Studiosi e discussants per tre giorni affronteranno il tema dello sviluppo storico del cantiere cinquecentesco. Domani i lavori proseguiranno presso la Sala conferenze dei Musei Vaticani, per poi concludersi, mercoledì 27, presso la Bibliotheca Hertziana. Il seminario è concepito come prima tappa di un progetto che intende rileggere la storia del cantiere architettonico e artistico del XVI secolo. L’evento è promosso dall’Archivio del Moderno, Accademia di Architettura, Università della Svizzera italiana; Bibliotheca Hertziana - Max-Planck Institut für Kunstgeschichte; Dipartimento di Studi Umanistici, Università Roma Tre; Istituto Svizzero, Roma; Musei Vaticani; con il patrocinio e il sostegno dell’Ambasciata di Svizzera in Italia. [Arianna Antoniutti per Il Giornale dell'Arte]

Restituito a Camerino un dipinto di Giulia da Varano rubato. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova hanno restituito il 23 novembre a Camerino (Mc) un ritratto di Dosso Dossi di Giulia da Varano. I militari hanno recuperato il dipinto, rubato nel luglio del 1980 insieme ad altre dodici opere dalla pinacoteca civica, da una galleria padovana. Il quadro è stato consegnato a Palazzo Sabbieti di Camerino (Mc), sede dell’Università, e viene esposto al deposito di opere d’arte da luoghi terremotati Venanzina Pennesi fino al 6 gennaio nel progetto «La bellezza ritrovata». [Il Giornale dell'Arte]

Venezia verso il voto sull'autonomia. Tomaso Montanari si chiede come i recenti fenomeni disastrosi legati all'acqua alta a Venezia influiranno sull'andamento del voto di domenica prossima, quando alle urne i veneziani dovranno esprimersi sulla separazione da Mestre. [il Fatto Quotidiano]

«Non sono un esperto di cinema, ma sono esperto di amministrazione». Gabriele Ferraris ha intervistato il nuovo presidente del Museo del Cinema di Torino, Enzo Ghigo, che promette maggiore stabilità dopo un triennio di dispersione nel quale «ognuno è andato per conto suo». [Corriere della Sera - Torino]

«È un'allegoria della politica che incita all'odio». Dopo le polemiche (e gli attacchi alla famiglia dell'artista sui social) seguite all'esposizione de «La pacchia è finita», la sua provocatoria scultura che ritrae l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini nell'atto di sparare con una pistola a due migranti, l'autore dell'opera Salvatore Scuotto precisa meglio la sua posizione. [il Secolo XIX]

Costruito in Islanda il tempio di Thor. Il continuo aumento degli adoratori delle antiche divinità nordiche ha portato alla costruzione a Reykjavik di un nuovo tempio dedicato a Thor, a mille anni dalla chiusura dell'ultimo da parte di re Olaf di Norvegia, che portò in Islanda il Cristianesimo. [il Fatto Quotidiano]

Redazione, edizione online, 25 novembre 2019


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