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Giorno per giorno nell'arte | 17 dicembre 2018

Un altro Hockney in vendita | Sindromi di Stendhal | Aperti i laboratori di Miró a Mallorca e a Mont-roig | La giornata in 12 notizie

«Henry Geldzahler and Christopher Scott», di David Hockney. © 2018 Christie's Images Ltd

L’onda lunga di Hockney nel mercato all’asta. Continua l’attenzione del mercato delle aste verso l’opera di David Hockney, che lo scorso 15 novembre a New York ha fatto segnare il suo record d’asta di sempre, e il prezzo più alto di sempre per l’opera di un artista vivente, con i 90,3 milioni di dollari pagati per «Portrait of an artist (Pool with two figures)», un olio su tela dipinto nel 1972. Sempre Christie’s ha annunciato la vendita, nella prossima asta londinese del 6 marzo di arte del dopoguerra e contemporanea, del doppio ritratto «Henry Geldzahler and Christopher Scott», opera del 1968-69 dell’artista inglese. L’opera proviene dalle collezioni del magnate americano Barney A. Ebsworth (di cui a novembre Christie’s ha già venduto diverse opere), è coperta da un contratto di garanzia ed è stimata oltre 30 milioni di sterline. [artnet.com]

Schmidt: altre volte ho visto turisti sopraffatti dalla bellezza.
L'arresto cardiaco di un visitatore davanti alla «Nascita di Venere» di Sandro Botticelli, sabato scorso agli Uffizi di Firenze, è solo l'ultimo caso di sindrome di Stendhal, come racconta il direttore Eike Schmidt. [Corriere della Sera]

Visitabili i laboratori di Joan Miró. Aprono al pubblico oggi a Mallorca e a Mont-roig del Camp, nella Catalogna meridionale, i due laboratori di Joan Miró (quello di Mont-roig progettato dall'architetto Josep Lluís Sert nel 1956), che per volontà del pittore sono stati restaurati per presentarsi esattamente così come l'artista li aveva lasciati al momento della sua morte. [El País]

Se i bambini non vanno al museo, il museo va dai bambini. Singolare esperimento del Museo del Novecento di Firenze, che ha impegnato tempo e risorse per trasferire un quadro di Severo Pozzati nei locali della scuola elementare Collodi, dove si è tenuta una lezione ai bambini davanti all'opera d'arte. Visto il successo dell'iniziativa, verrà replicata con altre tele di De Pisis e altri autori. [la Repubblica]

Trovato in Svizzera un archivio d'artista. Una coppia di coniugi, i Biasca-Caroni, dopo aver acquistato un immobile vicino ad Ascona (Svizzera), vi hanno scoperto all'interno una raccolta di opere e documenti di Luigi Pericle Giovannetti, artista marchigiano trasferitosi a Basilea a metà del secolo scorso. [Corriere della Sera]

Il museo dove finiscono le storie d'amore. Doppia pagina di «Repubblica» per il Museo delle relazioni interrotte, fondato a Zagabria dalla produttrice cinematografica Olinka Vistica e dallo scultore Drazen Grubisic per tutelare il loro patrimonio comune dopo il divorzio, e al quale è stato di recente anche dedicato un libro. [la Repubblica]

Miami, 268 gallerie da 35 paesi diversi. Si è conclusa la settimana scorsa la fiera d'arte contemporanea Art Basel Miami: da segnalare per l'edizione di quest'anno la grande presenza di collezionisti sudamericani, che hanno speso cifre importanti soprattutto per opere di grandi dimensioni, sia tele sia sculture. [la Repubblica]

Christian Gálvez si difende. Nonostante le polemiche con i curatori e gli storici dell'arte spagnoli, il conduttore televisivo Christian Gálvez, grande appassionato di Leonardo, difende la sua mostra al Las Alhajas Palacio a Madrid e il suo valore divulgativo. [El País]

Architettura, parla Nouvel. Gli edifici moderni? Secondo l'archistar francese Jean Nouvel devono tener conto della storia, della geografia e del clima del paese dove sorgono. E invece a quanto pare sembrano cloni l'uno dell'altro. [El País Semanal]

Spolverato e decolonizzato. Ha riaperto in Belgio l'Africa Museum di Tervuren, fondato nel 1910, cercando di dare di sé un'immagine post-coloniale senza più nascondere le violenze perpetrate sui popoli africani. [Le Monde]

Proust a 1,5 milioni. Un’edizione originale di Du côté de chez Swann di Marcel Proust, primo volume della monumentale opera À la recherche du temps perdu, pubblicato da Gallimard nel 1919, è stato venduto lo scorso venerdì 14 dicembre da Sotheby's a 1,51 milioni di euro. Era stimato tra 600mila e 800mila. Il volume, che apparteneva alla collezione di Pierre Bergé, l’uomo d’affari francese morto nel 2017, ha battuto il precedente record per un’edizione originale registrato nel 2009 da un volume di Les Fleurs du mal di Charles Baudelaire, battuto per 775mila euro. Si trattava della quarta vendita all’asta della biblioteca di Bergé, che ha totalizzato 8,10 milioni di euro, il doppio delle stime. [Il Giornale dell'Arte]

Una collezione-monstre si avvicina al mercato
. Una delle maggiori collezioni statunitensi di arte moderna e contemporanea, quella dei coniugi Harry e Linda Macklowe (magnati immobiliari), pare destinata ad affacciarsi al mercato dell’arte: lo ha ordinato il giudice Laura Drager alla coppia, che sta per divorziare. Tra le 165 opere in questione, spicca ad esempio una «Marilyn» di Warhol da 50 milioni di dollari, nove opere di Picasso, un Jackson Pollock da 35 milioni, un Brice Marden da 12 milioni, una dozzina di opere di Jeff Koons (tra cui una scultura in bronzo da 10 milioni). La stima totale si aggira intorno ai 700 milioni di dollari. Né Christie’s né Sotheby’s hanno rilasciato commenti su eventuali mandati per la vendita all’asta da parte dei Macklowe. [artnet.com]

Redazione, edizione online, 17 dicembre 2018


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