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Giorno per giorno nell'arte | Notre Dame

Parigi, un incendio devasta la cattedrale di Notre-Dame, seconda chiesa più visitata in Europa dopo San Pietro e patrimonio dell'Umanità Unesco

La cattedrale di Notre-Dame è ubicata nella parte orientale dell'Île de la cité, nel cuore di Parigi

Parigi. Poco prima delle 19 di lunedì 15 aprile ha preso fuoco la cattedrale di Notre-Dame. Le fiamme sarebbero divampate dall’impalcatura in un solaio nella parte superiore dell’edificio. Un’ora più tardi è crollata la parte superiore della guglia principale. Centinaia di pompieri (500, provenienti anche dalle regioni circostanti Parigi) si sono riversati sul posto per spegnere le fiamme e mettere in salvo le opere d’arte. Il capo dei pompieri ha informato che la struttura della chiesa è stata preservata nella sua integrità e il Tesoro della cattedrale risulterebbe intatto: nella chiesa costruita 850 anni fa sono conservate tutte le reliquie della passione di Gesù Cristo acquisite dalla monarchia francese nel Medioevo. In tarda serata, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron ha annunciato una sottoscrizione nazionale: «Ricostruiremo Notre Dame».

Alla mattina del 16 aprile, è questo il bilancio dell’incendio: sono salve la facciata, le torri, le vetrate, l’altare e la croce dell’altare. Sulla volta dove c’era la guglia ora c’è un buco, ma il resto della volta sussiste. Non si conoscono i danni che ha riportato il coro. Le opere rimuovibili (come la Corona di spine e la tunica di San Luigi) sono state tutte portate via, ma il resto no. Alcuni grandi dipinti all'interno della cattedrale si pensa abbiano subito alcuni danni dal fumo ma sono in gran parte intatti. Nella riunione tenuta questa mattina per il «piano di ricostruzione» sono state individuate delle fragilità: ci vorranno 48 ore per mettere in sicurezza il frontone del transetto nord e parte della torre sud. Da venerdì si potrà entrare per ritirare le opere d'arte che stanno ancora dentro, saranno portate al Louvre e restaurate. Il grande organo, dalla lunga e complessa storia ma che nelle sue parti principali porta la firma dell'organaro Aristide Cavaillé-Coll (1811-99), non è stato danneggiato in maniera preoccupante, perché non è stato raggiunto dall'acqua.

Si cerca di capire meglio da che cosa si sia generato il fuoco, partito dal cantiere dei restauri, e per quale motivo il sistema antincendio non abbia funzionato. Si privilegia per ora la tesi dell'incidente. Da valutare anche le condizioni dell'edificio: nel caso la struttura portante fosse integra, sarebbe possibile effettuarne la ricostruzione in una decina d’anni. Ci sono polemiche sulla gestione da parte dello Stato: in Francia gli edifici di culto sono stati confiscati alla Chiesa ma poi lasciati senza manutenzione. I danni artistici e simbolici sono incalcolabili.

Una colletta è stata lanciata oggi dalla Fondation du Patrimoine. Sono già stati raccolti 300 milioni di euro, 200 dal gruppo Lvmh e dalla famiglia Arnault e 100 dai Pinault, padre (François) e figlio (François-Henri). La regione mette 10 milioni. Vi sono già diverse collette on line. Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha proposto su Twitter la convocazione, nelle prossime settimane, di una conferenza internazionale dei donatori, che si potrebbe tenere all'Hôtel de Ville, con mecenati provenienti da tutto il mondo, per raccogliere i fondi necessari al restauro.

17 aprile - Ha già superato la cifra di 700 milioni di euro la colletta lanciata per creare un fondo per i restauri, grazie all'intervento dei grandi magnati di Francia come Arnault, L'Oréal, Pinault e gli altri. Per quanto riguarda la possibilità di ricostruire l'edificio, si moltiplicano le previsioni e le opinioni: da Macron che promette di farla risorgere in cinque anni (ossia in tempo per le Olimpiadi del 2024), agli esperti che parlano di tempi fino a tre volte superiori. Mentre alcuni (come Renzo Piano) auspicano un rifacimento in legno delle parti bruciate, c'è chi invece sostiene che sarebbe meglio utilizzare materiali alternativi (Frédéric Létoffé, presidente del «Groupement des entreprises de restauration des monuments historiques»). Secondo Antonio Paolucci, ex direttore dei Musei Vaticani, la tecnologia del restauro ha fatto enormi passi avanti rispetto ai tempi della Basilica di Assisi. Per Elisabetta Fabbri, responsabile dei cantieri della Fenice di Venezia, molto dipenderà anche dalla burocrazia. Per Stefano Zecchi, il rischio è di creare una copia senz'anima. 

18 aprile - Mentre sfiora il miliardo di euro la colletta per far rinascere la Cattedrale di Notre Dame, si riflette sul fatto che l'edificio non fosse assicurato (e che quindi il recupero sarà interamente a carico dello Stato). La polemica arriva anche in Italia, tra chi chiede di assicurare il Colosseo e chi, come il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, spiega che per monumenti così importanti è impossibile calcolare un premio assicurativo adeguato. Inoltre pare che vi sia stato anche un problema informatico dietro il ritardo dei soccorsi, e continua il dibattito fra gli architetti su tempi e modalità di ricostruzione. Intanto il sindaco di Parigi Anne Hidalgo si schiera con Macron, fra coloro che ritengono possibile un recupero record in cinque anni, e il Presidente affida la gestione dei lavori all'esercito.

19 aprile - Acquista sempre più credito l'ipotesi che individua la causa dell'incendio di Notre Dame in un cortocircuito all'impianto per la costruzione di un nuovo ascensore. Intanto sul sagrato si prepara la costruzione di una struttura provvisoria per fedeli e turisti.
Le opinioni sono divise riguardo a come ricostruire la Cattedrale di Parigi: mentre qualcuno la rivuole identica all'originale aumentano le proposte alternative, come per esempio un tetto trasparente da cui ammirare la città. È stato lanciato ieri un concorso per idee aperto agli architetti di tutto il mondo.

24 aprile - Il presidente dell'Associazione francese Siti e Monumenti, Alexandre Gady, riflette sul progetto del governo di emanare una legge speciale per accelerare la ricostruzione di Notre Dame. Si tratterebbe infatti di un provvedimento irrispettoso nei confronti delle norme che regolano gli interventi sul patrimonio e i cantieri sui monumenti storici.

25 aprile - Il ritrovamento di sette mozziconi al di fuori dell'area del restauro fa pensare che gli operai fumassero anche sulle impalcature sopra Notre Dame. Secondo la ditta incaricata dei lavori è escluso che il rogo possa essere stato causato dal una sigaretta ma, anche alla luce del precedente episodio dell'incendio dello storico edificio di Belleville-sur-Meuse, la negligenza rispetto alle misure di sicurezza pare evidente.

27 aprile - Installato sul soffitto di Notre Dame, per riparare l'interno dalla pioggia e dal sole, un telone con una foto del vecchio tetto, che dovrebbe creare l'illusione quasi perfetta della Cattedrale così com'era prima dell'incendio.

30 aprile - Sono ben 1.170, tra curatori, architetti, docenti e professionisti del restauro, ad aver firmato un appello al presidente francese Emmanuel Macron affinché riconsideri il suo piano di ricostruzione quinquennale della Cattedrale di Notre Dame: una bozza di legge di emergenza, adottata dal Consiglio dei ministri, che autorizza l'istituzione pubblica creata per la ricostruzione a ignorare le norme di tutela del patrimonio. Una pagina di «Le Monde» fa il censimento dei 44.292 monumenti storici francesi che, in fase o in attesa di restauro, potrebbero beneficiare dell'effetto Notre Dame, che spingerà le imprese incaricate dei lavori a prestare più attenzione alla sicurezza.

16 maggio - Si torna a parlare in maniera preponderante di Notre-Dame sui quotidiani: viene fermata, fra le polemiche, la raccolta fondi per la ricostruzione , che sull'entusiasmo iniziale si era creduto potesse arrivare a un miliardo di euro, e invece si ferma a 850 milioni. Critiche anche alla Fondazione per il patrimonio francese, che ha appena lanciato una seconda sottoscrizione per gli altri beni del Paese in pericolo. Il «Figaro» fa il punto della situazione sull'inchiesta della polizia per chiarire le cause dell'incidente, e presenta anche una pagina sul dibattito riguardo alla ricostruzione e alle possibilità di modificare l'aspetto dell'edificio in senso più moderno («Le Figaro»). Rispetto a questo tema, viene pubblicata l'immagine realizzata al computer della più bizzarra delle idee finora pervenute, quella di realizzare sopra il tetto della Cattedrale una grande piscina a forma di croce («la Repubblica»).




Rassegna stampa

«Notre Dame fu devastata dalla rivoluzione: poi arrivò Victor Hugo»
Intervista a Philippe Daverio di Pierluigi Panza
[Corriere della Sera]

Incendio Notre Dame, le immagini all'interno della cattedrale
Fotogallery
[Repubblica]

La fragilità dell'Europa millenaria
di Bernard Henri-Lévy
[La Stampa]

Sacre de Napoléon, obsèques de Mitterrand... Notre-Dame de Paris, 850 ans d’histoire
di Thomas Wieder e Jérôme Gautheret
[Le Monde]

Ken Follett: «Les cathédrales sont le cœur de notre patrimoine européen»
Intervista di Eugénie Bastié
[Le Figaro]

Las obras que se perdieron en el fuego de Notre Dame (y las que fueron salvadas gracias a una cadena humana)
di Alex Vicente
[El País]

Luxury Titans Lead $450 Million Effort to Restore Notre Dame
di Phil Serafino
[bloomberg.com]

Notre Dame will be rebuilt, President Macron confirms
di Vincent Noce
[The Art Newspaper

Speciale «Cathedral of Notre Dame»
di «The Art Newspaper»
[The Art Newspaper]

Antonio Paolucci: «Parigi si ispiri al restauro eseguito nell’Ottocento»
Intervista di Francesco Erbani
[la Repubblica]

Renzo Piano e la ricostruzione di Notre Dame: «Il legno? Una buona idea»
Intervista di Elvira Serra
[Corriere della Sera]

Nascerà una nuova cattedrale. Ma sarà una copia senza anima
di Stefano Zecchi
[Il Giornale]

Vincent Dubois, le sonneur de Notre-Dame
Intervista all'organista della cattedrale parigina, di Thierry Hillériteau 
[Le Figaro]

France invites designs for new spire to grace Notre-Dame
di Henry Samuel e James Rothwell
[The Daily Telegraph]

«Reconstruire Notre-Dame, un projet de loi express qui pose de très graves questions»
di Alexandre Gady
[Le Figaro]

Notre Dame, le ammissioni dell’impresa: «Gli operai fumavano sulle impalcature». Ma gli inquirenti: «Non è causa del rogo»
di F.Q.
[il Fatto Quotidiano]

Pour recouvrir Notre-Dame, une bâche avec une photo de l’ancienne toiture
di Jean-Jacques Larrochelle
[Le Monde]

Notre-Dame: «Monsieur le président, ne dessaisissez pas les experts du patrimoine!»
firmato da «Tribune collective», 1.170 conservatori, architetti, professori
[Le Figaro]

Patrimoine : un effet Notre-Dame espéré pour les petits monuments
di Jean-Jacques Larrochelle, Marianne Boyer, Mathilde Costil, Francesca Fattori, Eugénie Dumas et Romain Imbach
[Le Monde]

Libération»)

Redazione, edizione online, 16 aprile 2019


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