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Giorno per giorno nell’arte

Giorno per giorno nell'arte | 9 settembre 2020

La Venere di Arles potrebbe lasciare il Louvre per tornare a casa | I fatturati delle gallerie d'arte: -36% | Il castello di Harry Potter mette in riga i turisti | La giornata in 11 notizie

La Venere di Arles. Foto tratta da Wikipedia

La Venere di Arles potrebbe lasciare il Louvre per tornare «a casa». Un deputato e il sindaco della città di Arles auspicano il ritorno nella sua città di origine della Venere di Arles, una statua in marmo, copia romana di un originale greco, rinvenuta nel 1651 presso il teatro romano della cittadina provenzale, che aveva lasciato il luogo del suo rinvenimento nel 1683 su richiesta del Re Sole. [Le Figaro]

Le gallerie d'arte hanno perso il 36% del loro giro d'affari. Con l'emergenza da pandemia di Covid-19, le gallerie d'arte hanno visto i loro fatturati segnare un -36% su scala globale, secondo quanto riporta il rapporto Art Basel UBS. A sentire le organizzazioni di categoria, un terzo dei mercanti di settore potrebbe essere costretto a chiudere. [Le Monde]

Il castello di Harry Potter mette in riga i turisti.
Al castello britannico di Alnwick (scelto come set per il Castello di Hogwarts nella saga cinematografica di Harry Potter), dopo la riapertura post-lockdown, si moltiplicano i comportamenti aggressivi dei turisti costretti ai percorsi obbligati e alle code. Il duca e la duchessa di Northumberland, proprietari del maniero, hanno diffuso una lettera ai visitatori, richiamandoli all'ordine. [La Stampa]

«Impression, soleil levant» parte per la Cina. «Impression, soleil levant», l'opera più celebre di Claude Monet (che però è un'habituée dei prestiti tra musei), parte con otto altri dipinti per Shanghai per essere esposta a partire dal 17 settembre allo One Art Museum. È un segno della ripresa degli scambi culturali internazionali. [Le Monde]

A Genova restaurate le vetrate della chiesa della Santissima Annunziata di Portoria.
Sono state restaurate le vetrate della chiesa della Santissima Annunziata di Portoria a Genova, da sempre conosciuta come Santa Caterina. La presentazione dei lavori, che hanno anche riguardato i rosoni con le immagini della Virtù, si terrà domenica 13 settembre, in concomitanza con la riapertura del Museo dei Beni culturali cappuccini, annesso al fabbricato della chiesa. [Avvenire]

Torna accessibile la cripta di Notre-Dame a Parigi.
La cripta archeologica della cattedrale, posta sotto il sagrato, con il quartiere di epoca romana scoperto nel 1965, era stata chiusa per precauzione dopo il rogo del 2019. La riapertura del sito (prevista per oggi), che include vasche termali e rappresenta l’unico scavo archeologico visitabile a Parigi, potrà divenire anche l’occasione per rivivere la storia della cattedrale di Notre-Dame, oggetto di una mostra nella stessa cripta. [Avvenire]

Assegnati questa mattina i Compassi d'Oro a Milano. Sono stati assegnati questa mattina i premi per la 16ma edizione del Compasso d'Oro, gli «oscar del design». Il premio aveva un titolo: «Sviluppo, sostenibilità e responsabilità». [Il Giornale dell'Arte]

I finalisti del «Wildlife Photographer of the Year». Il quotidiano «El País» pubblica una galleria fotografica dei 16 scatti finalisti al concorso «Wildlife Photographer of the Year». La mostra si potrà visitare al Museo di Storia Naturale di Londra a partire dal 16 ottobre. [El País]

Le meraviglie di Napoli.
«Sette Meraviglie», la serie che illustra i più importanti monumenti italiani, realizzata con le più moderne tecniche di ripresa, dedica la sua nuova stagione ai gioielli di Napoli. In onda in prima visione su Sky Arte tutti i giovedì dal 10 settembre: domani saranno mandati in onda i primi due episodi: «Da Virgilio a San Gennaro» e «Castel Nuovo – La Napoli medievale». [Il Mattino]

Una Venezia alternativa. Consigli di viaggio. Giambattista Marchetto suggerisce un itinerario tra luoghi meno conosciuti della Laguna veneziana: vigne, orti, siti e musei archeologici tra Altino, Mazzorbo, Burano, San Francesco del Deserto, Torcello e Murano. [Il Sole 24 Ore]

Un faro spagnolo ora è diventato ancora più visibile. Il faro di Capo Ajo, alto 16 metri, che dal 1930 è punto di riferimento e guida le navi lungo la costa cantabrica, in Spagna, è sempre stato del tradizionale colore bianco. Ora non più. L'edificio ha ricevuto una decorazione arcobaleno, opera dell'artista spagnolo Okuda San Miguel, che l'ha realizzata in soli tre giorni. [La Stampa]

Redazione, edizione online, 9 settembre 2020



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