Giorno per giorno nell’arte | 9 novembre 2021

Tre interventi del World Monuments Fund in Africa e America del Sud | I marmi del Partenone minacciati da infiltrazioni d’acqua | L’Archivio Digitale Antonio Canova | La giornata in 15 notizie

I marmi del Partenone al British Museum
Redazione |

L’8 dicembre il World Monuments Fund ha annunciato di aver ricevuto tre sovvenzioni dallo U.S. Ambassadors’ Fund for Cultural Preservation (Afcp), per un totale di più di un milione di dollari, per tre progetti: Takiyyat Al-Gulshani al Cairo, in Egitto (il primo complesso religioso islamico fondato nella capitale egiziana dopo la conquista ottomana del 1517); l'Old Fourah Bay College a Freetown, in Sierra Leone (la prima università in stile europeo fondata nel 1827 nell’Africa occidentale); e il Cerro Sechín ad Ancash, in Perù (un sito precolombiano sulla costa centrosettentrionale del Paese). [wmf.org]

Nel British Museum, delle infiltrazioni d’acqua minacciano i marmi del Partenone. Per il cattivo stato dei tetti e delle vetrate sono ancora chiuse (da circa un anno, e fino al 13 dicembre) le gallerie di arte greca e assira dalla sala numero 13 alla sala 18. Nella sala 17 sono conservati i marmi Elgin. [Le Figaro]

Il 9 novembre alle 17.30, nel Museo Civico di Bassano del Grappa (Vi), viene presentato l’Archivio Digitale Antonio Canova, la maggior raccolta mondiale di documenti manoscritti canoviani ora completamente digitalizzata e quindi visibile online. Intervengono Giovannella Cabion, assessora alla Cultura del Comune di Bassano; la direttrice dei Musei Civici della città Barbara Guidi; il responsabile della Biblioteca Civica Stefano Pagliantini e il giornalista e scrittore Pierluigi Panza.

A Firenze, per permettere la rotazione della campana maggiore, il Campanile di Giotto non suonerà fino al 26 novembre e resterà chiuso al pubblico il 9, il 25 e il 26. [Ansa]

In Francia per il concorso pubblico «Mondes nouveaux», un appello alla creatività lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron, sono stati accettati oltre 260 progetti artistici, che beneficeranno di un budget di 25 milioni di euro. [Le Monde]

È stato presentato al Museo Galileo di Firenze l’8 novembre il restauro di un Globo celeste, realizzato da Jodocus Hondius Jr. e Adrian Veen nel 1613, che riporta le stelle osservate da Tycho Brahe e quelle antartiche rilevate da Pieter Dierchsz. Keyser e Frederick de Houtman. L’intervento è stato realizzato da L'Officina del Restauro sotto la direzione scientifica del Museo fiorentino che lo custodisce e sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze, con il contributo di Friends of Florence. [Ansa]

L’8 novembre ha riaperto al pubblico la Certosa di Trisulti (Fr), recentemente all’onore delle cronache per il tentativo, poi fallito, da parte di Steve Bannon, consigliere dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di farne la sede di una scuola del sovranismo. La Certosa riapre gratuitamente tutta la settimana, con visite guidate nel weekend. Il complesso, risalente agli inizi del 1200, custodisce al suo interno una farmacia dell’800 perfettamente conservata. [la Repubblica]

A Zagabria e Sarajevo ha preso il via l’8 novembre una settimana di eventi dedicata al restauro e alla ricostruzione postsismica con 16 aziende italiane partecipanti in presenza a due seminari tecnologici e incontri di business con operatori e istituzioni croate e bosniache. L’iniziativa è organizzata dall’Ice-Agenzia di Zagabria e di Sarajevo, in collaborazione con l’Ufficio Partenariato Industriale dell’Ice di Roma e le Ambasciate italiane in Croazia e in Bosnia Erzegovina. Il 9 novembre a Zagabria presso l’Hotel Dubrovnik e l’11 novembre a Sarajevo alla Biblioteca Nazionale 30 imprenditori italiani, guidati da rappresentanti delle tre principali Associazioni del settore (Assorestauro, l’Associazione per il restauro architettonico, artistico e urbano, Ance, l’Associazione delle imprese edili, e Oice, l’Associazione di ingegneria, design e società di consulenza) presenteranno le specializzazioni delle loro aziende. [La Voce del Popolo]

A Parigi la quarta edizione del Prix Le Bal/Adagp de la Jeune Création, supportato dal Ministero della Cultura francese e finalizzato al sostegno di progetti a lungo termine, è andato alla fotografa Marine Peixoto (1984, Montpellier) per il suo lavoro «La force», cominciato nel 2020 quando è stata invitata a fotografare il gruppo di Street Workout durante gli allenamenti nel parco parigino di Bercy. Il premio di 20mila euro, dedicato a fotografi e video artisti under 40, francesi o residenti in Francia da almeno un anno, è destinato a un autore che per due anni viene accompagnato e sostenuto nella realizzazione dell’intero progetto, che una volta completato viene pubblicato ed esposto a Le Bal, sede espositiva parigina. Per vedere «La force» si dovrà attendere l’autunno 2023, mentre dal 9 dicembre al 6 febbraio 2022 è in mostra Eric Minh Cuong Castaing con «Forme(s) de Vie», lavoro con il quale si è aggiudicato la precedente edizione del premio. [Chiara Coronelli]

Mostre che chiudono

Hidetoshi Nagasawa (1940-2018) pensava a sé stesso come a uno scultore giapponese che aveva vissuto cinquanta anni in Italia; le due culture si erano fuse dentro di lui, per cui sosteneva che nella sua opera «Si deve vedere solo la presenza equilibrata di entrambe» e per meglio definire la sua identità citava gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco a Firenze e un monaco giapponese che aveva operato nello stesso periodo. Fino al 13 novembre a Roma la z2o project rende omaggio allo straordinario artista, stimato in campo internazionale, con una mostra, «L’ordine dei moti», ideata da Michele Guido in collaborazione con Ryoma Nagasawa. La mostra è incardinata su una grande installazione ambientale «Matteo Ricci» eseguita nel 2010, in occasione dell’anniversario della morte del missionario gesuita e matematico (1552-1610), considerato un precursore delle relazioni tra Oriente e Occidente. «Questo lavoro è composto da otto elementi in marmo e acciaio, intrecciati tra loro in un equilibrio dinamico, in maniera di formare una croce adagiata a terra; ciascun braccio della croce volge verso i quattro punti cardinali, tendendo verso l’alto, spiega la gallerista Sara Zanin. Espressione di tensione e congiunzione tra cielo e terra, la scultura trascende la distanza tra passato e presente eternandosi nel continuum dello spazio». È esposto anche un nucleo di opere su carta. [Francesca Romana Morelli]

Finora Nicola Samorì (Forlì, 1977) ha realizzato una sua caratteristica interpretazione dell’arte del passato; un punto di non ritorno su questa rotta è stata la recente antologica «Sfregi» a Bologna, quando a Palazzo Fava ha instaurato una sorta di corpo a corpo con le opere antiche contenute nelle sale museali, facendo subire alle sue interpretazioni la pressione esercitata dallo spirito travagliato della nostra epoca. Fino al 26 novembre, a Roma da Monitor, Samorì presenta una personale «Roma (manuale della mollezza)» che segna un nuovo tratto della sua ricerca (in realtà si rintracciano propositi non sviluppati nel lavoro precedente): «Questa è la mia prima mostra che prende le ferie dal museo, dichiara Samorì, e presenta forme che non hanno radici nelle pinacoteche». Ora l’artista sa di doversi misurare con nuove sfide: «Che cosa resta della mia opera quando viene strappata alla citazione, quando si deve reggere unicamente sui piedi dell’invenzione?». Articolata nella concezione, la mostra si apre con un corpo di marmo dalla forma sgonfia e ripiegata su sé stessa, mettendo così a fuoco una categoria che da sempre affascina Samorì: «Lo stato del molle, per sua natura instabile». Così avvia la sua esplorazione attraverso disegni, due altorilievi in marmo, la cui matrice si rintraccia nel proprio lavoro, non più nel museo. L’installazione «La tecnica dell’eclisse», in cui una quindicina di dipinti giovanili è «oscurata» attraverso procedimenti memori dell’alchimia. Infine a Pereto nella sede di Monitor, fino al 14 novembre, organizza una collettiva, «Senza figura», in cui nel doppio ruolo di pittore e curatore ha scelto quattro artisti, ai quali si sente legato per affinità di esperienza artistica, ma anche perché «prendono di petto la natura». [Francesca Romana Morelli]

Aprono oggi

A Milano negli spazi della Fabbrica Sassetti, ex edificio industriale del quartiere Isola, inaugura il 9 novembre «The Thin Line», personale della fotografa Giada Ripa (nata a Londra, cresciuta a Bruxelles, e formatasi all’Icp di New York), curata e allestita da Pippo Ciorra con l’architetto Luca Di Lorenzo Latini, e promossa da Snam. Fino al 5 dicembre sono esposti una quindicina di lavori tratti dall’omonimo progetto, anche pubblicato lo scorso anno da 5 Continents Editions. L’autrice ha percorso 4000 chilometri, dal confine italiano con l’Austria, in Friuli Venezia Giulia, fino alla costa siciliana di Mazara del Vallo, in una perlustrazione lenta e delicata del territorio italiano che ospita nelle sue viscere il tunnel del gasdotto Snam, destinato un domani a trasportare gas rinnovabili come biometano e idrogeno. Per sei mesi ha ripreso un paesaggio fatto di colline, pascoli, fiumi, boschi, località turistiche, autostrade e centri urbani, per rivelare in controluce quello che succede sotto la superficie della terra, e immergersi solo verso la fine del viaggio nel sottosuolo, dentro le gallerie che ospitano il condotto d’acciao. In un racconto che si apre a un orizzonte virtuoso, dove natura e infrastrutture possono convivere senza traumi, e dove il futuro si annuncia forse più green. [Chiara Coronelli]

Apre il 9 novembre a Milano, nello spazio Leica Gallery, la mostra «La collezione ideale», sorta di vademecum per chi fosse in cerca di suggerimenti su come iniziare a collezionare fotografie. «Collezionare fotografie è una continua scoperta, ma da dove iniziare?», è questa la domanda che Denis Curti, curatore della rassegna, si è posto per disegnare un percorso che si sviluppa in 25 opere firmate da autori tra i quali anche Richard Avedon, Florence Henri, Weegee, Mario Giacomelli, Leslie Krims, Gabriele Basilico, Paolo Gioli, Pierre Molinier, Paolo Ventura. Tutte le opere selezionate, tra stampe vintage, edizioni numerate e prove d’autore, sono firmate o autenticate. [Chiara Coronelli]

Addii

È morta a San Pietroburgo per un malore, a 58 anni di età, Paola Cioni, direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura della città russa. Aveva diretto altri Istituti Italiani di Cultura, a Toronto, Francoforte, Vilnius. Era una studiosa della Russia, della sua storia e dello scrittore Maksim Gor'kij. [la Repubblica]

È morto il 6 novembre per cause ancora non conosciute, all'età di 44 anni, l'artista newyorkese (texano di nascita) Lance De Los Reyes, che usava il soprannome di Rambo. Era conosciuto nella comunità artistica per i suoi graffiti e per i poemi criptici che dipingeva su cartelloni ed edifici di New York. [The Art Newspaper]

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