Giorno per giorno nell’arte | 9 dicembre 2021

I segreti della genesi della «Ronda di notte» di Rembrandt | Ha riaperto il Museo Nazionale dell’Afghanistan | I progetti dell’artista americana Simone Leigh per la Biennale di Venezia | La scomparsa di Jean-Marie Rossi | La giornata in 19 notizie

La «Ronda di notte», di Rembrandt
Redazione |

Il Rijksmuseum di Amsterdam scopre la genesi della «Ronda di notte» di Rembrandt in uno schizzo disegnato sotto il dipinto. Tra le altre scoperte degli esperti del museo olandese, la tela appare deformata nella parte superiore. Ora lo Stato olandese intende comprare presso la famiglia Rothschild «L’alfiere», ultima grande opera del maestro olandese ancora in mani private. [El País]

Il Museo Nazionale dell’Afghanistan ha riaperto grazie a un servizio di sicurezza (ottenuto dal suo direttore, Mahammad Fahim Rahimi) garantito dai talebani. «Ero pronto a dare la mia vita per questo museo», ha dichiarato Rahimi. [artnet.com]

L’artista americana Simone Leigh, che rappresenterà gli Stati Uniti nell’edizione 2022 della Biennale di Venezia, rivela i suoi progetti, tra cui una grande tavola rotonda di artisti e pensatori neri. [artnet.com]

Il 9 dicembre si conosceranno le grandi linee della futura sistemazione degli interni della Cattedrale parigina di Notre-Dame, parzialmente arsa dall’incendio del 2019, dopo un fuoco di fila di critiche da parte di diversi esperti e personalità del mondo dell’arte. [Le Figaro]

A Madrid nel quartiere di Carabanchel apre l’ennesimo spazio dedicato all’arte: è Veta, una galleria di 1.200 metri quadrati aperta dal mercante Fer Francés, ex socio del gallerista Javier López e consulente artistico del calciatore Sergio Ramos. [El País]

L’8 dicembre ha aperto per la prima volta al pubblico a Roma, a Villa Torlonia, la Serra Moresca, architettura ispirata all’Alhambra di Granada e concepita per ospitare piante esotiche e rare ma utilizzabile anche come scenario per vari eventi. [AgCult]

Sono stati nominati i componenti del Consiglio di Amministrazione della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo. Sono la soprintendente Barbara Davidde, che lo presiede, e Nicola Cipriani, Paola Diomede, Danilo Leone e Giuseppe Mongelli. [AgCult]

È nata MRT Virtual, la nuova app con realtà aumentata dei Musei Reali di Torino nata in collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali della città. L’applicazione è stata progettata come un raccoglitore di contenuti multimediali, oggi focalizzati sulla conoscenza dell’Altare, la Cappella e il Boschetto dei Giardini Reali.

La città di Segovia avvia un progetto per scavare e poi esporre i resti dell’antico foro, le cui dimensioni indicano la presenza di un’importante élite, per una città che all’epoca contava 5mila abitanti. [El País]

È stato pubblicato un libro tattile per ciechi e ipovedenti sulla «Primavera» di Sandro Botticelli. È il primo volume della collana «tattile» delle Gallerie degli Uffizi, ed è diviso in tre livelli percettivi: visivo, tattile e uditivo. La collana contiene tavole a rilievo e testi in italiano e inglese. [Corriere della Sera]

Tra le 250 assunzioni di profili specializzati in arrivo nel 2022 da parte del MiC mancano gli economisti della cultura, una professione più che mai necessaria in vista di un programma di investimenti di 4,28 miliardi di euro. [Il Sole 24 Ore]

La società internazionale di consulenza artistica Gurr Johns ha acquisito la casa d’aste Forum Auctions, specializzata nella vendita di opere su carta. Nel 2017 aveva comprato Dreweatts & Bloomsbury per 1,25 milioni di sterline. [The Art Newspaper]

Dafne-Donors and Foundations Networks in Europe, associazione europea che riunisce 30 organizzazioni nazionali di supporto al mecenatismo e alla filantropia, e lo European Foundation Centre (Efc) si sono unite in un’unica, più forte piattaforma europea: Philea-Philanthropy Europe Association. [AgCult]

La giornalista e scrittrice Anna di Cagno ha scritto Gala Éluard Dalí. Per interposti uomini, una biografia romanzata della modella, artista e mercante d’arte che conobbe Paul Éluard a Davos, lo sposò, e poi si separò per diventare moglie di Salvador Dalí. [Il Sole 24 Ore].

Il 7 dicembre la casa d’aste Sotheby’s ha battuto all’asta a Londra l’Afrodite Hamilton, vendendola a un collezionista privato asiatico per 18,6 milioni di sterline, nuovo prezzo record di sempre all’asta per una scultura antica in marmo, dopo una battaglia di rilanci durata 20 minuti. L’opera partiva da una stima di 2-3 milioni di sterline. [ArtNews]

Mostre che aprono
Opere su carta, dal XVI al XIX secolo, sono al centro della mostra raffinata «The Seduction of Drawings. Da Gherardo Cibo a Vincenzo Camuccini», a cura di Luca G. Baroni, presentata dal 9 al 18 dicembre dalla galleria antiquaria Cortona Fine Arts, in corso Monforte 18a. Fra i lavori esposti figurano disegni di autori famosi, come Gian Domenico Tiepolo (1727-1804), presente con un «Paggio con corazza» e con un «Levriero», datato sul verso «Xbre 72» cioè dicembre 1772, quando l’artista si dedicava alla decorazione della villa di famiglia fuori Padova (una piccola tela di sua mano, giunta a Ca’ Rezzonico proprio da Villa Tiepolo, esibisce lo stesso soggetto) o Ubaldo Gandolfi (1728-81), qui con un seducente e rifinitissimo foglio a penna. Altri sono invece meno noti, ma non meno interessanti: come il milanese Carlo Biffi (1605-ante 1665), scultore del Duomo di Milano ma che sappiamo essere stato un appassionato disegnatore e incisore di visionaria fantasia barocca, di cui è presentato lo «Studio di cinque teste», attribuitogli da Giulio Bora, unico suo disegno attualmente noto. Con questi, figurano una «Scena di genere» del savonese Domenico Guidobono (1668-1746), l’inchiostro e acquerello «Amore e Psiche» del genovese Santino Tagliafichi (1756-1829), e lavori di Baldassarre Franceschini detto il Volterrano, Giovanni Stefano Danedi detto il Montalto, Giuseppe Bernardino Bison, Giovanni Migliara, Vincenzo Camuccini e altri. [Ada Masoero]

«Balera» è il titolo del nuovo progetto espositivo, che, pensato in continuità con la mostra «Più in là che Abruzzi» curata da Simone Ciglia al MuMi-Museo Michetti di Francavilla a Mare (Ch) nel 2019, Eugenio Tibaldi (Alba, Cn, 1977) presenta alla Galleria Umberto Di Marino (9 dicembre-12 febbraio). In mostra le tre installazioni, accompagnate dai disegni progettuali, si riferiscono all’indagine che l’artista ha compiuto su alcuni abitanti dell’Abruzzo, regione considerata storicamente come territorio di estremo confine del Regno borbonico. Per cogliere la percezione che gli abruzzesi hanno della propria condizione di emarginazione, Tibaldi ha somministrato un questionario a quelle stesse persone che, avendo partecipato al bando «Abruzzo Include», avevano quindi dichiarato la propria condizione di marginalità. Ciò che all’artista interessa non è lavorare sull’oggettività del dato, ma sulla percezione che l’individuo ha di sé, quindi su come il sentimento personale di esclusione sociale, politica, economica e culturale, se «autocertificato» con la partecipazione al bando pubblico, automaticamente si «istituzionalizzi» e, quindi, diventi più vero: il passaggio dalla percezione alla dichiarazione di fatto. Perché siano le percezioni soggettive a emergere, le sale della galleria, sono prive della consueta illuminazione artificiale, in modo che le sensazioni derivanti da ciascun oggetto che compone le sculture possano affiorare, mutevoli, col mutare della luce naturale. [Olga Scotto di Vettimo]

Mostre che chiudono
È visitabile fino al 19 dicembre, nella Sala delle Colonne del Palazzo Comunale di Pontassieve, «Gianfranco Ferroni “...fra quattro mura stupefatte di spazio”», mostra organizzata nel ventennale della scomparsa di un artista (Livorno, 1927-Bergamo, 2001) che figura di diritto nel novero dei massimi pittori figurativi italiani del dopoguerra. Curata da Adriano Bimbi e Antonio Natali, l’esposizione raccoglie una selezione di opere del maestro, concesse in prestito da Arialdo Ceribelli, il gallerista bergamasco che è anche curatore, insieme a Chiara Gatti, della mostra «Gianfranco Ferroni. La durata della memoria». In corso a Bergamo fino al 16 dicembre, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e l’Archivio Gianfranco Ferroni, l’esposizione è ospitata a Palazzo Bassi Rathgeb e raduna una trentina di lavori, fra disegni e dipinti, rappresentativi di quel momento, tra la fine degli anni Sessanta e il decennio successivo, in cui l’attenzione di Ferroni si concentra su quelle stanze silenziose che saranno da allora al centro della sua ricerca. La «ripresa veridica della realtà, scrive Natali in catalogo, è tuttavia trasfigurata da una contemplazione sospesa». Negli anni Settanta di Ferroni, la lucida «invenzione della pittura come regia» giustifica, come suggerisce Gatti, un pregnante parallelo con Luigi Ghirri, ratificando come inconfutabile la nota affermazione di Giorgio Morandi secondo la quale «non c’è niente di più astratto del reale». [Alessandra Ruffino]

Addii

È scomparso il 5 dicembre all’età di 91 anni a Parigi l’antiquario Jean-Marie Rossi, uno dei grandi nomi del mercato dell’arte francese, che in più di mezzo secolo nella sua sede di Place Beauvau ha costruito un impero. Oltre al Settecento, ha spaziato nei generi e nelle epoche arrivando sino all’arte contemporanea. Ne ricorda la figura la specialista di mercato dell’arte Béatrice de Rochebouët. [Le Figaro]

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