Giorno per giorno nell’arte | 9 agosto 2022

L’Horniman Museum restituisce alla Nigeria 72 oggetti | 30 opere di arte Khmer restituite dagli Stati Uniti alla Cambogia | Scoperto un ponte romano imperiale sulla via Tiburtina | Scoperto in Turchia un monumentale edificio di 4mila anni fa | È morto Issey Miyake | La giornata in 10 notizie

Issey Miyake
Redazione |

Nuove direttive britanniche sulle restituzioni, e l’Horniman Museum restituisce alla Nigeria 72 oggetti. L’Arts Council England (Ace) ha pubblicato una nuova guida, molto attesa, per musei e gallerie sulle problematiche di restituzione, che mira a «fornire consigli e migliori prassi per i musei in Inghilterra sulle risposte nei casi di restituzione e rimpatrio». Il nuovo documento Restitution and Repatriation: A Practical Guide for Museums in England è stato realizzato in collaborazione con l’ente accademico Institute of Art and Law. Le nuove linee guida, pubblicate sulla scia di numerosi casi di restituzione di alto profilo nel Regno Unito, non potrebbero giungere più a proposito dopo che l’Horniman Museum & Gardens nel sud di Londra, un’istituzione finanziata direttamente dal governo, ha annunciato che trasferirà la proprietà di 72 oggetti della sua collezione, comprese 12 targhe in ottone (bronzi del Benin), alla Nigeria. Anche altri oggetti sequestrati dall’esercito britannico nel 1897 saranno trasferiti al governo nigeriano. [Gareth Harris]

Ancora restituzioni, dagli Stati Uniti alla Cambogia. La giustizia americana ha restituito l’8 agosto alla Cambogia 30 opere di arte Khmer trafugate nei pressi dei famosi templi di Angkor e che erano state oggetto di traffico internazionale verso gli Stati Uniti. È stato il procuratore federale di Manhattan Damian Williams, capo della più grande procura del paese, a consegnare ufficialmente le antichità rubate all’ambasciatore della Cambogia negli Stati Uniti, Keo Chhea, davanti alla stampa internazionale. «Effettuiamo in questo giorno la restituzione del patrimonio culturale cambogiano al popolo cambogiano e riaffermiamo il nostro impegno a ridurre il traffico illecito di opere d’arte e di antichità», ha dichiarato il magistrato. Da parte sua, l’ambasciatore cambogiano, come documenta un breve video dell’Associated Press su YouTube, ha affermato che per il popolo cambogiano il ritorno di 30 antichità nel paese è come riavere «la nostra anima». [Redazione]

Scoperto un ponte romano imperiale sulla via Tiburtina. I resti di un ponte romano sono venuti alla luce durante le indagini archeologiche condotte sotto la direzione della Soprintendenza Speciale di Roma per i lavori del Comune di Roma di allargamento della Tiburtina, all’altezza dell’undicesimo chilometro della via moderna e al VII miglio di quella antica. La struttura, a una prima analisi di epoca imperiale, serviva alla antica Tiburtina ad attraversare il Fosso di Pratolungo, poco prima del punto in cui il corso d’acqua confluisce nell’Aniene. [Redazione]

Scoperto in Turchia un monumentale edificio di 4mila anni fa. Un edificio monumentale costruito in blocchi di pietra, con muri alti fino a tre metri e mezzo, risalente al XVIII secolo a.C., è stato scoperto a Kültepe, in Cappadocia. È uno dei ritrovamenti presentati dagli archeologi dell’Università Statale di Milano intervenuti a Kayseri, in Turchia, al Kültepe International Meeting, convegno dedicato all’antica Kanesh in Cappadocia, che ha riunito i maggiori studiosi mondiali di archeologia, storia e filologia dell’Anatolia antica. Il team Paik (Progetto archeologico italiano a Kültepe) è guidato dal professor Luca Peyronel, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico, presso il dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici della Statale. [Redazione]

Mandato di cattura per un collezionista collaboratore della giustizia. Un tribunale penale di New York ha emesso un mandato di cattura per Georges Lotfi, collezionista e mercante di antichità libanese che per anni aveva informato le autorità sui movimenti di manufatti saccheggiati e contrabbandati. Ora è accusato di aver commerciato lo stesso genere di reperti. Lotfi, 81 anni, ex commerciante di prodotti farmaceutici con sede a Tripoli (nel Libano settentrionale), è un appassionato collezionista e un attivo commerciante di mosaici romani. È accusato di traffico di «centinaia di pezzi», presumibilmente contrabbandati dal Libano, dalla Siria e dalla Libia dilaniati dalla guerra, che teneva nelle sue residenze vicino a Beirut e a Tripoli, Manhattan, Parigi e Dubai, o in depositi nel New Jersey, prima di metterli sul mercato. Diversi manufatti sono stati sequestrati dall’Art Trafficking Unit (Atu) dell’Ufficio del Procuratore distrettuale di New York, guidato dal colonnello Matthew Bogdanos, nonché da funzionari doganali in Francia e in Libano. [Vincent Noce]

Una guida per persone con disabilità realizzata da persone con disabilità. Alla Fondazione Burri e nell’ufficio turistico di Città di Castello si trova la guida per persone con disabilità cognitive e verbali Museo Burri ex Seccatoi del Tabacco che il Comune definisce «unica nel suo genere»«la prima per un museo in Italia». Qual è la particolarità? L’hanno realizzata dieci giovani tra i 17 e i 25 anni, seguiti da tre educatori e una logopedista, che vivono in prima persona quelle difficoltà di comunicazione e relazione. Dopo aver frequentato per otto mesi gli ex Seccatoi, il gruppo descrive in un opuscolo di venti pagine, attraverso simboli, foto e parole semplici e chiare, le opere e la vita dell’artista tifernate. La guida, gratuita, inserita nel progetto «Ti illustro la città con la comunicazione aumentativa alternativa», finanziata con fondi Europei di Agenda Urbana, ha coinvolto i servizi sociali comunali e l’Usl Umbria 1. Ha gestito il progetto la Cooperativa La Rondine per il Comune, la Fondazione Burri ha collaborato. [Stefano Miliani per Il Giornale dell’Arte]

La civiltà di El Argar, uno dei più fitti misteri dell’archeologia spagnola. La cultura di El Argar, apparsa nel 2200 a.C. nel Sud-est della Spagna, scomparve misteriosamente nel 1550 a.C. Quali le cause? Secondo gli esperti potrebbe essersi determinato un esaurimento delle risorse naturali che la sostenevano, circostanza che causò la fuga della popolazione o la morte per fame di più della metà dei neonati; oppure una gigantesca rivoluzione popolare che devastò tutte le sue città a causa dell’insopportabile giogo della classe dirigente, detentrice di armi, risorse e vite. Comunque sia, la cultura argarica, «la prima società divisa in classi nella penisola iberica», come la definisce l'Università Autonoma di Barcellona, ​​​​è stata quella che ha creato il primo Parlamento conosciuto al mondo, quella che seppellì i suoi aristocratici con splendidi corredi d’oro e d’argento. Ne scrive sul sito di «El País» Vicente G. Olaya.

Un raggio tra le Alpi. Un raggio bianco attraverserà le Alpi trentine dalla Val di Non verso la Valle dell’Adige dalle 21 di oggi martedì 9 agosto per poco più di un’ora, nel 77mo anniversario della bomba atomica sganciata su Nagasaki. Il fascio di luce è un’opera di Stefano Cagol che nel 2013 ha già fatto balenare dalla diga del Vajont e al confine artico tra Norvegia e Russia. Adesso il 53enne artista trentino proietta il raggio come monito sulle tante emergenze del nostro tempo, tra cui la drammatica riduzione dei ghiacciai e dei ghiacci polari, la crisi climatica, le guerre in Europa e altrove. L’azione si chiama «The End of the Border (of the mind)». Il fascio di luce parte da Castel Belasi a Campodenno (Tn), luogo pubblico d’arte nel borgo di Segonzone ai piedi delle Dolomiti di Brenta, dove Cagol ha in corso una personale fino al 30 ottobre curata da Emanuele Quinz dal titolo «Il Fato dell’Energia. Ghiacci glaciali, surriscaldamento e divinazioni» con video, foto, sculture e installazioni. [Stefano Miliani per Il Giornale dell’Arte]

Catalogazione e archiviazione per le fotografie dell’Ottocento al Museo di Brescia. Sono stati ordinati e classificati gli scatti del XIX secolo in unico esemplare del Museo Nazionale della Fotografia di Brescia. Autrice del lavoro, all’interno di un corso del Master in Archiviazione e Catalogazione fotografica dell’Università di Trieste, Pieranna Scagliotti, sotto la guida della curatrice e docente di Storia della Fotografia Luisa Bondoni. Si tratta di 150 tra dagherrotipi, ambrotipi e ferrotipi, facenti parte delle collezioni del museo, datati a partire da metà Ottocento. [Redazione]

Addii
La sera del 5 agosto è morto a Tokyo, all’età di 84 anni, lo stilista giapponese Issey Miyake. Nato a Hiroshima il 22 aprile 1938, aveva 6 anni quando gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica sulla sua città natale. Miyake sopravvisse, ma sua madre morì tre anni dopo a causa delle radiazioni. Appena laureato a Tokyo, si trasferì a Parigi per studiare alla Scuola della Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Dopo avere lavorato a Parigi e New York, Miyake tornò a Tokyo nel 1970 per fondare il Miyake Design Studio. Dopo una carriera ventennale, Miyake lasciò le creazioni di moda al suo collaboratore Naoki Takizawa, per potersi dedicare alla ricerca. Nel 1993 fu nominato Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore in Francia. Tra i vari premi ottenuti, nel 2014 gli fu attribuito il Compasso d’Oro per la creazione della lampade IN-EI Issey Miyake, realizzate per l’azienda italiana Artemide. [Redazione]

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Redazione