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Giorno per giorno nell'arte | 9 agosto 2019

Il ritorno del Pinturicchio a Perugia | Il restauro della Sempergalerie a Dresda | La delusione di Ai Weiwei | La giornata in 11 notizie

Il dipinto di Pinturicchio recuperato dai Carabinieri e presentato questa mattina

Il Pinturicchio torna a casa. È tornata a Perugia una «Madonna con Bambino» attribuita al Pinturicchio e rubata in una casa privata nel settembre del 1990. La tempera su tavola era finita nel catalogo di un’asta londinese: i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio culturale l’hanno individuata grazie alla Banca Dati dell’Arma sulle opere trafugate, come ha voluto specificare il loro comandante e generale di brigata Fabrizio Parrulli. Via video il ministro per i Beni e Attività Culturali Alberto Bonisoli questa mattina ha segnalato che il dipinto è rientrato in Italia tramite l’azione diplomatica-culturale. Dal 10 agosto fino al 6 gennaio 2020 la tavola rimane esposta nella sala 24 della Galleria Nazionale dell’Umbria il cui direttore Marco Pierini è stato appena confermato per un secondo mandato dal ministro. [Stefano Miliani per Il Giornale dell'Arte]

Restaurata la Sempergalerie di Dresda.
Dopo sei anni di lavori sono stati ufficialmente chiusi i cantieri del restauro della Sempergalerie, la galleria progettata nel XIX secolo dall'architetto Gottfried Semper per la città di Dresda. La ristrutturazione, che ha portato nuovi lucernari, un moderno sistema antincendio, un nuovo impianto di ventilazione oltre al rinnovamento di tetto, facciata e pareti, è costata 49,8 milioni di euro (2,7 in più del previsto). La riapertura completa ai visitatori, come sede della riallestita Gemäldegalerie und Skulpturensammlung (Galleria di dipinti e collezione di sculture) è prevista per il 7 dicembre 2019. [Frankfurter AZ]

Ai Weiwei deluso dalla Germania. L'artista dissidente cinese Ai Weiwei annuncia di voler lasciare Berlino, dove vive da quattro anni con un incarico di docente a contratto, con parole polemiche: secondo l'uomo la Germania «non è una società aperta» e la cultura tedesca «è così forte da non poter realmente accettare altre idee o argomenti». [Corriere della Sera]

Convinto di possedere un Rembrandt, ora scopre che è una copia. Dieci anni fa in un bar di Herstal (Liegi), un cittadino belga acquista per 500 euro un «Ecce Homo» di pregevole fattura. Su consiglio di un amico, lo fa valutare, e scopre che è un Rembrandt da 30 milioni. Subito depositato nel caveau di una banca, da ieri sera può uscire: nuovi esami da parte di esperti hanno assicurato che si tratta solo di una copia. [la Repubblica]

La furbizia di Banksy. Una doppia pagina di «Libération» ripercorre l'ormai quasi ventennale carriera del writer inglese Banksy, che ha sempre vissuto e operato nell'anonimato, nonostante numerosi tentativi di identificarlo. Un atteggiamento che, se all'inizio del suo lavoro era dettato da un'esigenza pratica (gli street artist spesso vengono confusi con vandali), ormai è diventato soltanto una strategia di comunicazione. [Libération]

La biblioteca di de Waal a Venezia. «Repubblica» traduce un intervento di Edmund de Waal per la «Venice review», nel quale lo scrittore racconta il suo lungo rapporto con la città lagunare dove sta allestendo nei locali dell'Università Ca' Foscari una speciale biblioteca dell'esilio, oltre 2mila titoli legati al tema e consultabili dai visitatori. [la Repubblica]

I misteri delle opere d'arte: «Il grande Vetro» di Marcel Duchamp. Per la rubrica dedicata ai misteri delle opere d'arte famose, Jean-Jacques Larrochelle oggi esamina «Il Grande Vetro» (o «La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche») di Michel Duchamp, un'opera dadaista realizzata tra il 1915 e il 1923, lavoro enigmatico a partire anche dalla scelta di utilizzare così tanti materiali diversi sulla stessa tavola. [Le Monde]

Va a Gerusalemme l'archivio Max Brod. La proprietà del lascito dello scrittore ebreo Max Brod, che in Israele è più famoso di Franz Kafka, è stata a lungo contestata, ma ieri finalmente un accordo tra la Biblioteca nazionale di Gerusalemme e le città di Berlino e Zurigo fa sì che tutto il materiale venga conservato in Israele. [Frankfurter AZ]

L'Austria si «compra» la casa di Hilter per 812mila euro. La Corte Suprema austriaca ha posto fine a una lunga battaglia giudiziaria sulla casa di Adolf Hitler: confermato l'esproprio del 2017 da parte dello Stato, all'ex proprietario dell'edificio viene aumentato il risarcimento, che è stato portato a 812mila euro. [El País]

Vacanze a Barcellona? Non ditelo a nessuno. L'associazione dei residenti di Barcellona lancia l'ennesima provocazione per denunciare l'invasione dei visitatori che da anni ormai sta portando allo spopolamento del centro, le cui abitazioni vengono convertite in alloggi per turisti. Hanno chiesto ai visitatori di evitare il passaparola per richiamare ulteriori turisti. [La Stampa]

Analoghi problemi anche in Italia. Il «Venerdì» presenta un analogo servizio su due delle maggiori città d'arte italiane: Firenze, dove un appartamento su quattro ormai è su AirBnb, e Venezia, dove la scelta di vivere di turismo ha portato la città a trasformarsi in una «Disneyland rinascimentale», con il fantasma del numero chiuso che incombe. [il Venerdì di Repubblica]

Redazione, edizione online, 9 agosto 2019


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