Giorno per giorno nell’arte | 8 luglio 2022

Gli artisti salutano Boris Johnson | Vincenzo de Bellis direttore-regista ad Art Basel | 50 anni dei Bronzi di Riace | Prove di aperture per il museo nel Castello Visconteo-Sforzesco | Successo per Masterpiece London | Dior omaggia l’arte ucraina | La libertà per David Hockney | La giornata in 19 notizie

La sfilata di Dior nel Musée Rodin di Parigi
Redazione |

Si è dimesso la mattina del 7 luglio il primo ministro britannico Boris Johnson. Tante le reazioni ironiche e taglienti del mondo dell’arte, da Steve e David Shrigley a Bob e Roberta Smith. Johnson ha affermato di rimanere a capo del Partito conservatore fino all’autunno, quando verrà selezionato un nuovo leader. «Il settore culturale può rimanere calmo e se Nadine Dorries rimane in carica, possiamo continuare a lavorare con lei», afferma a «Il Giornale dell’Arte» l’ex ministro della cultura conservatore Ed Vaizey. Meno ottimista l’artista vincitore del Turner Prize, Tai Shani, che ha twittato: «Non credo che la sua scomparsa farà alcuna differenza». Per Bob e Roberta Smith in gioco ci sono problemi molto più grandi di un uomo che lascia il suo posto: «Non si tratta di Boris o della sua personalità, ma dell’inevitabile delusione per la Brexit che sta impoverendo il Regno Unito, amplificata dalla guerra in Europa», dice. Le arti possono svolgere un ruolo cruciale nell’affrontare le divisioni politiche: «Abbiamo bisogno di un periodo in cui costruire ponti e ricucire relazioni, i politici hanno acquisito potere dividendo le persone, l’arte crea dialogo e guarisce le ferite», conclude. [Gaerth Harris e José da Silva]

Vincenzo de Bellis diventa direttore di Art Basel, l’idea è di Marc Spiegler, che rimane direttore globale della fiera con un ruolo, però, più strategico. Il 7 luglio Art Basel ha annunciato la nuova posizione di direttore di fiere e piattaforme espositive in tutto il mondo, de Bellis, curatore del Walker Art Center di Minneapolis, già direttore di Miart (2012-16), sarà dunque il primo a rivestire la carica. «L’intervento di de Bellis per la gestione delle fiere mi permette di dedicarmi maggiormente allo sviluppo strategico della nostra organizzazione», spiega Spiegler, che dovrà inoltre reclutare un nuovo direttore per le edizioni americane, poiché Noah Horowitz si è dimesso per approdare a Sotheby’s. «Ci sono piani a lungo termine che richioedono un regista per Art Basel. Abbiamo una quarta fiera a Parigi e nuove iniziative fisiche e digitali che estendono il nostro impegno oltre le fiere, è naturale rafforzare il nostro team di leadership», aggiunge Spiegler. Clément Delépine, ex co-direttore della fiera Paris Internationale, è stato nominato direttore di Paris+ par Art Basel in marzo. [Anni Shaw]

Sono state presentate il 7 luglio a Roma dal ministro Dario Franceschini le celebrazioni per i 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace: Bronzi50 1972-2022. Era il 16 agosto 1972 quando sul fondale di Porto Forticchio, a 230 metri dalle coste di Riace Marina, in Calabria, dopo una segnalazione del sub Stefano Mariottini, i carabinieri del nucleo sommozzatori riportarono alla luce i Bronzi di Riace, sepolti da secoli sotto la sabbia a otto metri di profondità. Alti circa 200 centimetri, in ottimo stato di conservazione, le due statue raffiguranti due guerrieri sono di provenienza greca, databili al V secolo a.C. «I Bronzi di Riace rappresentano un attrattore unico, devono diventare simbolo di Italia, ha detto il ministro. Chi viene nel nostro Paese deve vedere il Colosseo, Venezia, Firenze e anche i Bronzi. Per questo serve la promozione, ma servono anche le infrastrutture, i collegamenti con gli aeroporti, l’alta velocità. Nessuno nel mondo ha i Bronzi, sono statue straordinarie che hanno anche una bellissima storia da raccontare con ancora tanti misteri». [Redazione]

Scoperta in Perù un’antica scultura Chimú, probabilmente legata al rito del sacrificio umano. La statua, ben conservata, è uno dei manufatti più antichi scoperti nel sito archeologico di Chan Chan, regione occupata sporadicamente tra il 600 d.C. e il periodo coloniale. La scultura è stata scoperta insieme a semi di nectandra, che hanno proprietà psicoattive e sono associati ai sacrifici umani rituali nella cultura Chimú. È emersa durante un progetto di conservazione della Huaca Takaynamo, piramide di un antico complesso che si ritiene fosse utilizzata per scopi cerimoniali e funerari. La statua alta 47 cm risale al primo periodo Chimú (900-1470 d.C.) e ha un’età compresa tra 850 e 1.500 anni. «La scultura, in perfetto stato di conservazione, indossa un cappuccio con un taglio trapezoidale nella parte superiore stretta e ha una decorazione di sette fasce verticali di colori chiari e scuri alternati. Il viso è piatto, di taglio ovale e dipinto di rosso. Il naso, dal profilo dritto, si staglia sul piano del viso. Gli occhi a mandorla e le orecchie circolari mostrano irregolarità, con una resina nera usata per apporre piatti di madreperla», si legge nel rapporto pubblicato dal Ministero della Cultura peruviano. [Gabriella Angeleti]

Si è chiusa il 6 luglio al Royal Hospital Chelsea la fiera londinese Masterpiece, tra minerali preziosi, artiste «dimenticate», un cranio di triceratopo di 66 milioni di anni e vendite importanti. All’11ma edizione hanno partecipato nuove gallerie come Jonathan Clark Fine Art, Waddington Custot e Adrian Sutton, e habituée tra cui Dickinson, Charles Ede, Annely Juda Fine Art, Philip Mold e Pangolin. La sezione di sculture curata quest’anno da Melanie Vandenbrouck, del Victoria and Albert Museum di Londra, comprendeva opere tra cui «Untitled» (1969) di David Annesley, «The Last Frontier» (2021) di Angela Palmer e il bronzo di «Walking Woman» (1984) di Lynn Chadwick, venduto per circa 2 milioni di sterline. L’impressionante teschio di triceratopo di 66-68 milioni di anni al centro dello stand di David Aaron è stato venduto velocemente per una somma non rivelata, a un «giovane» collezionista privato. Tra le proposte della Fine Minerals International una fluorite dalla Russia, scoperta negli anni ’80 venduta a 600mila dollari a un noto collezionista di minerali. [Riah Pryor]

Quarantacinque oggetti dei 269 che formano la collezione Strada, giunta al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina in seguito a un esproprio per pubblica utilità promosso dal MiC, sono visibili fino al 30 settembre nel Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano, dove si apre il museo. Un’anteprima in attesa di poter esibire l’intera raccolta formata da Antonio Strada (1904-1968) intorno a un nucleo di reperti rinvenuti sin dall’800 nei terreni della famiglia, poi arricchito con l’acquisizione di altre collezioni. L’arco cronologico (oltre 18 secoli) va dalla preistoria all’età longobarda ma il nucleo d’eccellenza è costituito dai vetri romani, fra i quali s’impone la rarissima coppa di vetro verde chiaro del secondo quarto del I secolo d.C. firmata da Aristeas (se ne conoscono sei, ma questa è l’unica integra), esposta di recente in due mostre al Metropolitan Museum e al Corning Museum of Glass di New York. [Ada Masoero]

Una statua dell’abolizionista di colore Harriet Tubman commissionata dalla città di Filadelfia sta dividendo i cittadini a causa della scelta dell’artista, lo scultore Wesley Wofford, un uomo bianco: in molti sostengono che la città abbia perso l’occasione di sostenere un artista nero. «Se fosse stata fatta una chiamata aperta e fosse stato scelto Wesley, sarebbe andato tutto bene», spiega l’artista Dee Jones. Wofford ha ricevuto un finanziamento di 500mila dollari per progettare la scultura in bronzo da collocare nel piazzale del municipio di Filadelfia. La Città lo ha invitato a creare l’opera per la sua collezione d’arte pubblica dopo che un’altra sua scultura, «The Journey to Freedom», ha ricevuto un’accoglienza positiva quando è stata temporaneamente installata fuori dal municipio a inizio anno. Marguerite Anglin, direttrice della collezione, afferma che la Città aveva tentato di acquistare «The Journey to Freedom», senza riuscirci. I funzionari hanno dunque dato il finanziamento a Wofford per creare una scultura simile che raccontasse la storia di Tubman, nata schiava nel Maryland e fuggita a Filadelfia nel 1849. Sarà una delle prime opere di Filadelfia dedicata a una figura femminile storica afroamericana. [Claire Voon]

Ilya ed Emilia Kabakov hanno incontrato i colleghi inglesi di «Il Giornale dell’Arte» nella loro casa a Long Island, New York, raccontando la natura spesso profetica dell’arte e parlando dell’invasione russa dell’Ucraina, dove entrambi gli artisti sono nati. «Si è scoperto che tutto ciò che la Russia è riuscita a costruire e cambiare negli ultimi 30 anni è scomparso dall’oggi al domani e tutto sta tornando allo stesso vecchio sistema di repressione. Non sto nemmeno menzionando l’operazione militare in Ucraina, che in effetti è la più spaventosa delle guerre poiché potrebbe portare a una guerra nucleare totale. Tutti sono al limite. Perché questo sia successo, e a che scopo, nessuno lo sa. Non crediamo che lì sia possibile costruire un futuro democratico. Utopia è una parola che non può prendere vita, soprattutto in un Paese come la Russia, perché c’è un certo tipo di inerzia. Da un lato ci sono molte persone incredibilmente talentuose. D’altra parte questo è un Paese che più e più volte, dopo certi intervalli, butta via o distrugge i suoi talenti. È successo con la rivoluzione. È successo nel 1937 e dopo la seconda guerra mondiale, quando un numero enorme di persone è rimasto in Occidente, ha lasciato l’Unione Sovietica, è morto o è stato nuovamente imprigionato. E sta accadendo ora». [Sophia Kishkovsky]

David Hockney, nato a Bradford 84 anni fa, tornato in Gran Bretagna per visitare la sua mostra «Hockney’s Eye: The Art and Technology of Depiction», al Fitzwilliam Museum di Cambridge fino al 29 agosto, racconta a «The Guardian» di avere vissuto in un tempo di grande libertà, un’epoca che oggi è finita. Per farlo utilizza la metafora del fumo: «Il fumo per Hockney è un simbolo della libertà degli anni ’60. È stato un pioniere in questa era di liberazione, forse il primo artista a ritrarre la vita gay maschile senza scuse o melodramma, proprio come vivevano lui e i suoi amici. Fumare è il motivo per cui vive in Francia: quella che vede come una libertà fondamentale è ora limitata in Gran Bretagna e negli Stati Uniti». Hockney vive in Normandia: «mi sono rinchiuso in una bella casa in Normandia dove posso fumare e fare quello che voglio», dice al giornalista Jonathan Jones. [The Guardian]

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Upstart Co-Lab, solo un terzo dei musei sta investendo le proprie risorse in modi socialmente responsabili, per generare cioè cambiamenti positivi nel mondo. La ricerca ha preso in esame 61 musei indipendenti negli Stati Uniti con un patrimonio complessivo di 10 miliardi di dollari. Tra i musei intervistati solo il 31% ha in atto strategie di investimento a impatto sociale e solo il 35% ha donne o gestori di fondi BIPOC che supervisionano le loro dotazioni. Si stanno però in generale compiendo piccoli passi verso investimenti più efficaci, incluso il reclutamento di nuovi membri del consiglio con esperienza nell’area e l’identificazione di strategie diverse con le società di investimento. [Redazione]

Dior rende omaggio al folclore ucraino e all’artista Olesia Trofymenko nella nuova collezione Haute Couture svelata a Parigi. La direttrice creativa della maison francese, Maria Grazia Chiuri, si è ispirata a una mostra che ha visto a Roma: «Storie brevi: artisti contemporanei dall’Ucraina», aperta fino al 25 aprile scorso con 140 artisti giovani ed emergenti curata da Solomia Savchuk in collaborazione con la Fondazione Imago Mundi. «Note per i riferimento ai motivi floreali distintivi identificati con la storia dell’Ucraina, le opere di Trofymenko (1982) sono intrise di usanze e decorazioni folcloristiche presenti in Ucraina e in molte culture della regione balcanica e dell’Europa», si legge su «Artnet». La sfilata si è tenuta il 4 luglio al Musée Rodin di Parigi. [Artnet]

Il «New York Times» riferisce di una collezionista d’arte che ha inviato un acquerello di Marc Chagall di sua proprietà per essere autenticato da un team di esperti in Francia che, però, lo ha riconosciuto come un falso e ha annunciato che lo avrebbe distrutto. La collezionista, Stephanie Clegg, aveva acquistato il pezzo da Sotheby’s anni fa per 90mila dollari e aveva ora pianificato di venderlo attraverso la stessa casa d’aste, che le avrebbe detto di presentarlo per l’autenticazione, secondo quanto riferito dalla collezionista. La casa d’aste ha affermato che la sua garanzia sulla paternità di un’opera dura solo cinque anni e ha dunque offerto a Clegg un credito di 18.500 dollari sulle future commissioni di vendita. Lei ne chiede 175mila. [New York Times]

Distrutto nella notte in Georgia lo  «Stonehenge d’America», monumento costruito nel 1980, recante un messaggio in dieci parti per ricostruire la società, rivolto ad eventuali sopravvissuti di un evento apocalittico. Costruito con quattro lastre di granito levigato, ciascuna del peso di 20 tonnellate, aveva incise suggestioni New Age da alcuni associate a rituali satanici. Tra le regole da seguire incise nel monumento: mantenere l’umanità sotto il mezzo miliardo di individui e in perenne equilibrio con la natura; e guidare saggiamente la riproduzione, migliorando la forma fisica e la diversità. Diversi politici locali attribuivano al monumento di ispirare le attività di movimenti occulti. Al momento non ci sono sospetti. [Daniel Cassadi]

19 fotografi di fama internazionale di nuovo insieme per l’Afghanistan. Torna fino al 18 agosto la raccolta fondi di ISHKAR che sostiene gli ospedali di Emergency in Afghanistan attraverso la vendita online di scatti d’autore su un Paese tormentato dalla guerra da oltre quarant’anni. Tra i fotografi pluripremiati in vendita, Steve McCurry,  Lorenzo Tugnoli, premio Pulitzer 2019 e World Press Photo 2019 e 2020, e Rena Effendi, autrice di numerosi lavori sui giovani, dal Cairo a Kabul, che ha esposto anche alla Biennale di Venezia. E poi ancora Andrew Quilty, Emily Garthwaite, Solmaz Daryani, Farshad Usyan, Charles Thiefaine e Matthieu Paley, solo per cirane alcuni. «La fotografia ha la capacità di ispirare, evocare memorie e avvicinarci a questioni complesse in tutto il mondo. È un’occasione per riflettere sulla bellezza di Paesi come l’Afghanistan, senza trascurare le criticità da affrontare», spiega la fotografa Emily Garthwaite. L’Afghanistan sta attraversando una profonda crisi economica e sociale, aggravata da una torrida siccità e dalle conseguenze di decenni di guerra che hanno fatto precipitare tre quarti dei 40 milioni di afgani in grave povertà. [Redazione]

Mostre che aprono
Arte contemporanea e natura: è il tema di Performing PAC Estate 2022, quarta edizione del format estivo del PAC di Milano. Intitolato «Take me to the place I love» (dal 12 luglio all’11 settembre) il progetto presenta video, fotografie, installazioni e una piccola mostra flashback che, attingendo all’Archivio del PAC, esplorano «l’interazione tra esseri viventi, ambienti, luoghi, paesaggi e immagine nella ricerca artistica contemporanee». Ecco allora l’evocazione della mostra (ideata da Jean-Hubert Martin) «Richard Long-Jivya Soma Mashe. Un incontro in India», 2004, e la «Warli Spiral» di Long, acquisita allora da Milano per il Museo del Novecento. Da una dichiarazione di Long deriva pure il titolo della rassegna, evocativo però anche del brano «Under the Bridge», 1992, dei Red Hot Chili Peppers. Tutti gli artisti (Ilaria Abbiento, Lara Almarcegui, Dorothy Cross, Marta Dell’Angelo, Ettore Favini-Antonio Rovaldi, Flatform, Francesco Simeti, Melanie Smith) raccontano «luoghi del cuore» immersi nella natura; la sera, si tengono iniziative speciali (pacmilano.it). [Ada Masoero]

Dall’8 luglio al primo novembre nel Castello di Poppi in provincia di Arezzo la mostra «Nel segno della vita», parte del ciclo espositivo espositivo di «Terre degli Uffizi», curato dalle Gallerie insieme a Fondazione Cr Firenze. Al centro del percorso il grande olio su tela dipinto raffigurante l’Eremita Torello da Poppi, attribuita al pittore fiorentino Santi Pacini, restaurato per l’occasione, fu commissionata negli anni ’70 del Settecento per la chiesa di Santa Trinita a Firenze. Tra gli altri lavori in mostra l’«Allegoria dell’Incarnazione e Sibille» e «Il voto contro natura», opere ottocentesche di Salvatore Grita. [Redazione]

Dal 18 al 22 luglio il centro storico di Galatina diventa un crocevia di artisti internazionali, studiosi, curatori e ricercatori per «PERFORM(HER)», ambizioso progetto culturale che unirà in modo trasversale e aperto, diversi ambiti di studio e generazioni, con un approccio polifonico, inclusivo e orizzontale. Il progetto è curato e ideato da Domus Artist Residency, residenza internazionale per l’arte contemporanea e la ricerca, fondata dall’artista Romina De Novellis. «Il corpo umano, liberato dalle griglie del binarismo sessuale, sarà protagonista di questa nuova edizione, un focus teorico e pratico sulla performance come pratica di identità e autoaffermazione, sulla performance come rituale e video art. Tra gli ospiti internazionali anche la francese ORLAN, che dagli anni ’60 riflette e ricerca sul e attraverso il corpo», spiegano gli organizzatori. Tra gli ospiti artisti e studiosi quali Rada Akbar, Sergio Racanati, Mara Montanaro e David Zerbib. [Redazione]

Mostre aperte
Prosegue fino al 18 settembre alla Hayward Gallery di Londra la mostra «In the black fantastic», una grande collettiva che racconta l’eredità dell’afrofuturismo fra mito, fantascienza e tradizioni spirituali. Nella mostra, a cura di Ekow Eshun, dipinti, fotografie, video, sculture installazioni di 11 artisti legati alla diaspora africana: Nick Cave, Sedrick Chisom, Ellen Gallagher, Hew Locke, Wangechi Mutu, Rashaad Newsome, Chris Ofili, Tabita Rezaire, Cauleen Smith, Lina Iris Viktor e Kara Walker. Ogni artista riceve l’equivalente di una mostra personale in uno spazio separato. [Redazione]

Addii
È morto all’età di sessant’anni Kazuki Takahashi, artista e creatore di creatore di Yu-Gi-Oh. La scomparsa è avvenuta improvvisamente in seguito a un’immersione nel lago di Naga, una città dell’arcipelago di Okinawa. Takahashi è stato un grande innovatore, creatore dei giochi di carte basati sui manga, un brand che ha saputo appassionare il pubblico di ogni età grazie ai propri contenuti e alle sue citazioni tanto da renderlo noto in tutto il mondo. [Redazione]

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