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Giorno per giorno nell'arte | 6 marzo

L'arte contemporanea a Londra da Sotheby's | Il Pritzker a Isozaki | Archeosismologia applicata | La giornata in 13 notizie

Oliver Barker sul podio di Sotheby's durante la gara per il piccolo ritratto «Testa di ragazzo», di Lucian Freud. Sulla destra, «Juncture», di Jenny Saville. © Sotheby's

Sotheby's, arte contemporanea: 93,2 milioni di sterline. 60 lotti venduti su 66, una percentuale di venduto del 90,9% per lotti e un incasso di 93,2 milioni di sterline (contro stime di 75,5-104,5 milioni): sono questi i numeri dell'«Evening auction» di arte contemporanea che Sotheby's ha tenuto ieri sera a Londra. Il prezzo più alto è stato fatto registrare da «Apex», tecnica mista su tela del 1986 di Jean-Michel Basquiat, venduta a un privato europeo per 8.227.950 sterline (stime 5-7 milioni). Un «Abstraktes Bild» di Gerhard Richter è invece volato negli Usa per 6.918.100 sterline (stime 6-8 milioni). Al quarto posto la «Testa di ragazzo» di Lucian Freud, un ritratto di Garech Browne, giovane rampollo della famiglia Guinness, a 5.779.100 sterline è stato acquistato da un privato europeo (stime 4,5-6,5 milioni) e al quinto «Juncture», del 1994 di Jenny Saville, pagato da un anonimo 5.442.200 sterline contro una valutazione di 5-7 milioni. Tra gli italiani, un «quattro tagli rosso» di Lucio Fontana del 1966 è andato a 2.895.000 sterline (stime 2,8-3,2); un ottone del 1962, sempre di Fontana, a 2.655.000 (stime 1,4-1,8) e un «Legno» di Alberto Burri del 1958 entro le stime a 1.515.000. [Il Giornale dell'Arte]

L'imperatore dell'architettura.
È stato assegnato all'architetto giapponese Arata Isozaki (87 anni) il premio Pritzker 2019, considerato tra le massime onorificenze del settore. Isozaki ha firmato oltre cento edifici in tutto il mondo. Tra le sue creazioni più importanti, il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, il Palau Sant Jordi di Barcellona e la Biblioteca Nazionale del Qatar. In Italia ha realizzato la Torre Allianz a Milano. [Corriere della Sera]

Quando il monte Vettore scosse il Colosseo
. Gli ultimi studi sulla faglia del Monte Vettore, responsabile del sisma di Umbria e Marche tre anni fa, permettono di ricondurre ai movimenti dei monti Sibillini anche le scosse che devastarono il Colosseo nel 443 d.C. Lo stesso sistema di faglie ha generato, nel corso degli ultimi 9mila anni e prima del 2016, almeno cinque terremoti distruttivi. Il terremoto del 443 d.C., storicamente registrato dalle cronache dell'epoca, fu avvertito anche a Ravenna e danneggiò altri monumenti romani, come la Basilica di San Paolo fuori le mura. [Il Messaggero]

Addio a Di Bello. Scomparso a 81 anni l'artista campano, milanese d'adozione, Bruno Di Bello. Uomo schivo e ironico, negli anni '50 fu tra i protagonisti del Gruppo 58 e tra i primi sostenitori della «pittura nucleare». Nel 1966 tenne la sua prima personale alla Galleria Lucio Amelio di Napoli; nel 1971 espose alla Biennale di Venezia e, per la prima volta, allo Studio Marconi di Milano, dove tornò svariate altre volte. [Corriere della Sera]

Una performance virtuale. Il titolo avrebbe dovuto essere «The artist is absent», ma poi è stato scelto il più generico «The Life»: l'ultima performance di Marina Abramovic per le Serpentine Galleries di Londra prevede che l'artista compaia solo come ologramma, trasformando in virtuale la più concreta delle espressioni artistiche. [la Repubblica]

Un nudo leonardesco? Secondo gli esperti del Louvre ci sono somiglianze tra la tecnica usata per realizzare il busto nudo conosciuto come «Monna Vanna», un disegno a carboncino conservato al Musée Condé di Chantilly, tradizionalmente attribuito alla bottega di Leonardo da Vinci, e la «Monna Lisa». Ma è troppo poco per stabilire un'effettiva attribuzione al maestro rinascimentale. [The Daily Telegraph]

Un fungo bianco minaccia i Moai. Molti Moai dell’Isola di Pasqua, realizzati prevalentemente in tufo, si stanno rovinando e tra un secolo potrebbero diventare solo dei blocchi fragili come argilla. La colpa è di un pericoloso lichene bianco che oltre a creare macchie e buchi sta cambiando la stessa consistenza del materiale con cui sono fatti. [La Stampa]

Dormire dentro una chimera. Dalle capsule abitative di Tokyo al rifugio sul lato svizzero del Monte Rosa, una doppia pagina di «Libération» presenta i più arditi progetti architettonici per hotel o strutture ricettive nel mondo. [Libération]

Il tesoro più grande è il nostro patrimonio culturale. Viene presentato oggi alle 16.30 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, Il tesoro più grande. Come gli italiani pensano, tutelano e valorizzano il patrimonio culturale, un volume edito dalla Fondazione Enzo Hruby con contributi, tra gli altri, di Franco Bernabé, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, Tiziana Maffei, presidente di Icom Italia, Luca Nannipieri, critico d'arte. [Il Giornale dell'Arte]

Julia Draganovic a Villa Massimo. Il ministro per la Cultura Tedesco, Monika Grütters, ha comunicato che dal primo luglio l'attuale direttrice della Kunsthalle di Osnabrück Julia Draganovic prenderà il posto di Joachim Blueher al vertice dell'Accademia Tedesca di Roma a Villa Massimo. [Frankfurter AZ]

Le isole Cook cambieranno nome. Le isole Cook nell'Oceano Pacifico (così chiamate in onore dello scopritore, l'ammiraglio inglese James Cook, 1728-79), intendono affrancarsi dal loro passato coloniale anche attraverso il cambiamento del nome, che verrà scelto entro il prossimo aprile tra alcuni termini indigeni. [Il Giornale]

La nuova MK gallery. A lungo derisa negli anni '90 per il suo aspetto che male si adattava al tessuto urbano circostante, la Milton Keynes Gallery è stata ripensata dagli artisti Nils Norman e Gareth Jones, e dopo un cantiere costato 12 milioni di sterline è pronta a riaprire al pubblico: la data è quella del 16 marzo. [The Guardian]

La casa dei ritratti a muro. Si inaugura oggi l'ambizioso progetto dell'artista australiano Rone che ha trasformato un palazzo abbandonato in stile Art Déco a Melbourne in una galleria realizzando un'opera in ciascuna stanza. [The Guardian]

Redazione, edizione online, 6 marzo 2019


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