Giorno per giorno nell’arte | 6 dicembre 2023

Il Turner Prize 2023 a Jesse Darling • Phillips potrebbe vendere 200 opere appartenute a Lisa Schiff • Rinvenuti due affreschi seicenteschi nella chiesa di San Francesco a Prato • Nella Pinacoteca di Siena è stato ricomposto il Trittico di Santa Chiara • Il restauro di Palazzo Pompei a Verona • La giornata in 11 notizie

Jesse Darling al Turner Prize 2023, Towner Eastbourne. Foto: Victor Frankowski, Hello Content
Redazione |

Il Turner Prize 2023 a Jesse Darling
L’artista britannico Jesse Darling (Oxford, 1981) ha vinto il Turner Prize 2023. Il vincitore del premio di 25mila sterline, considerato il più importante nel mondo dell’arte britannico, è stato annunciato nel corso di una cerimonia tenutasi presso il Winter Garden di Eastbourne, adiacente alla galleria d’arte Towner Eastbourne, sulla costa meridionale del Regno Unito. Darling è stato nominato per le sue mostre «No Medals, No Ribbons» al Modern Art Oxford e «Enclosures» al Camden Art Centre. Al termine del suo discorso di accettazione, in diretta televisiva, Darling ha alzato una bandiera palestinese. Intervistato dalla nostra testata sorella in lingua inglese, «The Art Newspaper», Darling ha fatto riferimento alla copertura della guerra in corso tra Israele e Hamas: «Volevo dire qualcosa alla Bbc. Perché altrimenti non verrebbe detto». [Redazione]

Phillips potrebbe vendere 200 opere appartenute a Lisa Schiff
per contribuire a rimborsare i creditori dell’ex art advisor
La casa d’aste Phillips è in trattative per vendere più di 200 opere appartenute all’ex art advisor newyorkese Lisa Schiff, accusata di frode. Le vendite sarebbero un ulteriore tassello nella liquidazione dei beni di Schiff, che sta cercando di soddisfare i creditori in due cause civili che comportano una spesa di almeno 1,8 milioni di dollari. In attesa dell’approvazione del tribunale, le vendite si svolgeranno in più sessioni nel 2024. Il valore di tutti i lotti, secondo le stime, ammonta a 1,5 milioni di dollari, con opere di artisti di primo piano come Tracey Emin, Damien Hirst e Richard Prince. Tra i pezzi più importanti figurano anche quelli di Katherine Bradford, Ivy Haldeman e Anicka Yi, previsti provvisoriamente per l’asta «New Now» di marzo, oltre a un’opera di Ben Quilty che dovrebbe essere messa all’asta a maggio, stando a quanto riporta «The Observer». Per la potenziale vendita sono state previste altre 900 opere, oltre alle 200 che saranno messe all’asta da Phillips, mentre i curatori fallimentari cercano di creare un elenco completo delle proprietà di Schiff in varie società. Di queste opere aggiuntive, 800 pezzi, per un valore complessivo di 3,1 milioni di dollari, sono stati aggiunti all’inventario dei beni di Schiff Fine Arts ad agosto, mentre altri 100, per un valore di 1,1 milioni di dollari, attualmente risultano mancanti. [Theo Belci]

Rinvenuti due affreschi seicenteschi nella Chiesa di San Francesco a Prato
A Prato la Chiesa di San Francesco ha restituito alla città due affreschi del Seicento. Della loro presenza si era persa la memoria e ora sono tornati a mostrarsi agli occhi di fedeli e turisti. Durante i lavori di restauro nell’abside della chiesasono tornati alla luce due dipinti raffiguranti due momenti legati alla vita del poverello di Assisi. In alto a destra, sulla parete del presbiterio, si possono vedere l’episodio di «San Francesco che riceve le stimmate» e, nella parte a sinistra, «Il sogno di Innocenzo III». Secondo Lia Brunori, funzionaria della Soprintendenza, gli affreschi sono riferibili ai primi due decenni del Seicento. La studiosa è convinta che il lavoro sia stato compiuto «da una affermata bottega fiorentina che porta a Prato un’eco delle grandi imprese decorative di carattere storico-celebrativo che venivano approntate a Firenze». [La Nazione]

Nella Pinacoteca di Siena è stato ricomposto il Trittico di Santa Chiara
Nella Pinacoteca di Siena, grazie alla collaborazione con la Galleria dell’Accademia di Firenze, si è realizzato il progetto di ricomposizione del Trittico di Santa Chiara, nato da un’intuizione dello storico dell’arte Miklós Boskovits (scomparso nel 2011) che ebbe l’idea di accostare la «Madonna con Bambino» di Firenze, attribuita a Guido da Siena, con i due sportelli laterali del museo senese raffiguranti «Storie di santi», riferiti a Dietisalvi di Speme. I punti di giuntura della parte centrale combaciano esattamente con quelli degli sportelli laterali e questo elemento è stato molto importante per attribuire le parti a una stessa opera. [La Nazione]

Il restauro di Palazzo Pompei a Verona (sede del Museo di Storia Naturale)
È il palazzo in cui sono nati i Musei Civici di Verona in seguito alla donazione dei proprietari nel 1833 alla città (ancora non esisteva il Comune e si era sotto il Governo austriaco) perché accogliesse le raccolte d’arte e naturalistiche. Oggi è sede del Museo di Storia Naturale che conserva un patrimonio immenso con caratteristiche di unicità, purtroppo molto scarsamente valorizzato. Palazzo Pompei, disegnato da Michele Sanmicheli e realizzato nella prima metà del XVI secolo, è stato in anni passati messo in vendita rischiando di essere alienato (insieme a tanti altri palazzi storici della città per i quali si cerca una destinazione). Ora invece il Ministero della Cultura ha destinato, si legge in una nota inviata dall’ufficio stampa del Comune di Verona, «ulteriori 680mila euro per l’intervento di consolidamento sismico e restauro delle facciate dell’edificio, opera per la quale è stato già siglato un accordo con il nostro Ente l’anno scorso e per il quale sono state incrementate le risorse a disposizione, portandole a un totale di 1,5 milioni di euro. Può ora partire l’iter amministrativo con l’affidamento dell’incarico di progettazione, direzione lavori e attività tecniche necessarie a definire i lavori che consentiranno non solo di intervenire sulle facciate (da cui recentemente si sono staccate alcune porzioni, Ndr) con opere conservative indispensabili, ma anche di verificare e garantire la riduzione della vulnerabilità sismica dell’edificio rinascimentale». L’obiettivo è di «salvaguardare il monumento storico, ma anche la fruizione del Museo»; la prospettiva è di completare l’iter progettuale nel 2024 e di iniziare il cantiere nel 2025. [Camilla Bertoni]

Un ritratto del Fayyum acquistato dal Palais des Beaux-Arts di Lille a 100mila euro sarebbe pesantemente alterato
Nel 2011, il Palais de Beaux-Arts di Lille aveva acquistato il ritratto di un soldato romano, proveniente dalla regione del Fayyum, a sud del Cairo e risalente al II secolo, per quasi 100mila euro, grazie al 70% di sovvenzioni pubbliche ripartite tra la città, la regione e il Fonds régional d'acquisition pour les musées. Il resto era stato finanziato da una sponsorizzazione del Crédit Mutuel. «La madre di tutti i ritratti», sentenziava nel 2011 il direttore del Palais des Beaux-Arts de Lille, che lo aveva appena acquistato. Si trattava dell’unica acquisizione di un oggetto archeologico da parte dell’istituzione di Lille negli ultimi 50 anni. Ma l’oggetto, la cui provenienza si è rivelata dubbia, sarebbe stato visibilmente alterato. Sequestrato nel maggio 2023 con la massima discrezione, è stato posto sotto sequestro giudiziario. [Libération]

A Genova una conferenza di Stefano Zuffi su «Lorenzo Lotto e le Marche»
Il 15 dicembre alle ore 17 si terrà a Genova, presso la Biblioteca Berio in via del Seminario, l’incontro «Lorenzo Lotto e Le Marche». L’appuntamento, a cura dello storico dell’arte Stefano Zuffi, è uno degli incontri previsti nell’ambito della mostra «Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi. Capolavori dalla Santa Casa di Loreto», promossa da Fondazione Crc e Intesa Sanpaolo e aperta al pubblico sino al 17 marzo 2024 a Cuneo, presso il Complesso Monumentale di San Francesco. Il professor Zuffi, componente del comitato scientifico della mostra cuneese, analizzerà il ruolo che per Lorenzo Lotto ha avuto il santuario della Santa Casa di Loreto, meta di pellegrinaggi ma anche straordinario luogo di arte rinascimentale. La conferenza è patrocinata da Genova Capitale Italiana del Libro 2023. [Redazione]

Nasce il nuovo Comitato per l’Archivio Maria Morganti
Nasce il nuovo Comitato per l’Archivio Maria Morganti, costituitosi per tutelare e valorizzare l’opera dell’artista, in un contesto in cui l’Archivio stesso si è fatto Opera. È un caso unico nel suo genere quello di un’artista che trasforma in autonomia lo strumento archivistico in una meta opera, ovvero uno spazio concettuale per riflettere sulla pittura e i suoi svolgimenti e stravolgimenti. Il Comitato è composto, insieme all’artista, da Barbara Garatti, archivista e curatrice d’archivio, dalle storiche dell’arte Cristina Baldacci e Elena Volpato, nonché da Luca Pes, storico, e Piero Pes, studente di filosofia, rispettivamente marito e figlio dell’artista. I suoi membri si pongono come testimoni e attori della vita dell’Opera-Archivio riconoscendo le peculiarità dell’universo creativo dell’artista. Al contempo si fanno garanti del suo fondamento legale, collaborando con l’artista all’interpretazione dello spazio di pensiero e ambiguità tra queste due dimensioni. È possibile richiedere informazioni sulle procedure di archiviazione autentica scrivendo all’indirizzo archivio@mariamorganti.it o visitando il sito.

L’Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence a Manuel Borja-Villel
Il Centro di Studi Curatoriali del Bard College (Ccs Bard) ha assegnato a Manuel Borja-Villel l’edizione 2024 dell’Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence e a Carla Acevedo-Yates il primo Scott Lorinsky Alumni Award, che premia un ex alunno del Ccs Bard per i risultati ottenuti nella realizzazione di mostre, nell’istruzione e nella ricerca. L’Audrey Irmas Award, accompagnato da un premio di 25mila dollari, premia risultati curatoriali di rilievo che promuovono le visioni e i pensieri innovativi. Il vincitore di quest’anno è stato premiato per aver svolto il suo incarico di direttore del Museo Reina Sofía supervisionando un radicale riallestimento della collezione e istituendo il «Museo en Red», una rete di enti che interloquiscono con il museo e lo influenzano. Carla Acevedo-Yates riveste la carica di Marilyn and Larry Fields Curator al MoCA (Museum of Contemporary Art) di Chicago, mettendo sotto i riflettori artisti latinoamericani poco conosciuti. [Redazione]

Addii
Carlo Guarienti. È morto il 4 dicembre nella sua casa di Roma, all’età di 100 anni, l’artista Carlo Guarienti. Scrive Vittorio Sgarbi su «Il Giornale»: «Non so con quale emozione l’avrebbe vista, la mostra che io volevo per lui, a Roma, per il compimento del suo centesimo anno. Lui ci è arrivato, a 100 anni, il 28 ottobre scorso. Noi siamo in ritardo. Lo ricorderemo alla Galleria d’arte moderna di Roma il prossimo anno, il primo della sua nuova vita in quell’aldilà che ha immaginato in ogni suo dipinto. Carlo Guarienti è stato l’ultimo pittore metafisico, così lontano e discreto che nessuno dei suoi familiari, vivi nel suo mondo, ha dato la notizia della sua partenza. Così come ha vissuto, è tutto nelle sue opere. È il pittore con cui ho avuto più stretti rapporti, per più di quarant’anni». [Il Giornale]

NOTIZIE DAL MIC
Sangiuliano: «Il Discobolo Lancellotti resterà a Roma e mi auguro che la Germania restituisca la base marmorea settecentesca»
«Il Discobolo Lancellotti è patrimonio della Nazione e proprietà dello Stato italiano. È e resterà nella collezione del Museo Nazionale Romano. Ieri ho avuto un incontro costruttivo e cordiale su tante questioni con l’Ambasciatore tedesco a Roma, Hans-Dieter Lucas e ho preso nota delle sue spiegazioni in merito alla lettera del direttore dello Staatliche Antikensammlungen di Monaco di Baviera, che considero inaccettabile nei suoi contenuti». Lo dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che aggiunge: «Mi è stato riferito che il Governo di Berlino non chiede alcuna restituzione e non rivendica il discobolo e che si è trattata di un’iniziativa del direttore del museo bavarese. Credo che questo direttore ci debba delle scuse. Mi auguro che, nel quadro della cooperazione culturale con la Germania che intendo rafforzare fortemente, troveremo un accordo per il rientro in Italia anche della base marmorea settecentesca che appartiene all’opera di proprietà dello Stato italiano, rimasta finora a Monaco di Baviera». [AgenziaCult]

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