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Giorno per giorno nell'arte | 6 agosto 2019

Aeroporti a Machu Picchu | I misteri irrisolti di Giorgione | Il mecenatismo russo per il patrimonio storico è in mano agli oligarchi | La giornata in 14 notizie

Il sito di Machu Picchu

Un aeroporto nella valle sacra di Macchu Picchu. Archeologi contro turismo di massa a Macchu Picchu, dove è prevista la creazione di uno scalo aeroportuale internazionale molto vicino ai siti Unesco della zona, che mette a rischio l'incolumità di paesaggio e monumenti. Gli abitanti stessi sono divisi tra chi vede nell'operazione un'opportunità di sviluppo e chi non vuole che venga ulteriormente profanata un'area considerata sacra da centinaia di anni. La petizione lanciata lo scorso gennaio da Natalia Maijluf, storica dell'arte ed ex direttrice del Museo d'arte di Lima, per chiedere al presidente peruviano Martín Vizcarra di intervenire, finora ha raccolto solo 75mila adesioni. [La Stampa]

Che cosa voleva dirci Giorgione? «Le Monde» inaugura una rubrica estiva dedicata ai misteri irrisolti celati da famose opere d'arte con un articolo sulla «Tempesta» di Giorgione, capolavoro del 1506 la cui interpretazione è stata rimessa recentemente in discussione dopo la scoperta della figura di un angelo dipinta sopra al ponte, riemersa durante i lavori di restauro. [Le Monde]

La cultura russa in mano agli oligarchi. Il caso della «Casa del comandante» sull'isola della Nuova Olanda a San Pietroburgo, riportata all'antico splendore in otto anni dalla Millhouse Capital (la società che gestisce i beni del magnate russo Roman Abramovic), è solo uno dei numerosi esempi della tendenza che in Russia sta portando i ricchi mecenati a sostituirsi allo Stato nelle operazioni di recupero del patrimonio storico e nella creazione di nuovi spazi culturali. [Le Monde]

L'Inghilterra perde una scultura romana. L'Arts Council inglese attacca un curatore del British Museum che non avrebbe rispettato la procedura prevista per evitare l'esportazione di una scultura romana del II secolo a.C., recentemente volata negli Usa. Il reperto era stato messo in vendita dal conte scozzese James Charteris of Wemyss, che si era accordato con il Metropolitan per una cifra sconosciuta. Per evitare l'espatrio, un museo inglese avrebbe potuto intervenire a patto che un esperto stilasse un documento che certificasse l'importanza dell'opera; ma secondo l'esperto Peter Higgs del British la scultura non era così eccezionale da meritare questo privilegio. [The Daily Telegraph]

Salvo il San Bernardino del Carracci. Il Comune di Carpi (Mo) fa sapere che la tela «San Bernardino che salva Capri», dipinta nel 1619 da Ludovico Carracci e conservata a Notre-Dame a Parigi, non è stata danneggiata dall'incendio e si trova ora al sicuro presso i depositi del Museo del Louvre. [Corriere della Sera]

Il Giappone annulla una mostra scomoda. Per il Giappone il tema della schiavitù sessuale per l'esercito imperiale, che già in passato ha alimentato le tensioni con la Corea del Sud, rimane un tabù. Alla Triennale internazionale di arte contemporanea di Aichi, manifestazione all'insegna della libertà di espressione in Giappone, una piccola mostra con 20 opere, tra reperti, fotografie e una statua, dedicata al tema delle donne arruolate per soddisfare le esigenze sessuali dell'esercito imperiale giapponese durante la seconda guerra mondiale, è stata annullata. [Le Figaro]

Cantieri aperti a Saint-Denis. La basilica di Saint-Denis, capolavoro gotico il cui cantiere per il restauro della facciata è stato spesso indicato come modello per la ricostruzione di Notre-Dame, permetterà ai visitatori di accedere ai ponteggi e ammirare i lavori in corso da qui al 2020, quando le riparazioni dovrebbero essere completate. [Libération]

La National Gallery rivaluta Richard Parkes Bonington. La National Gallery di Londra mette in mostra un raro paesaggio di Richard Parkes Bonington, acquistato per quasi 650mila sterline grazie alla legge che permette di offrire opere d'arte in conto tasse. La «Vista nebbiosa mattutina sulla Senna», dipinta nel 1825, è una delle poche opere di Bonington, precoce talento contemporaneo di Constable e Turner, scomparso prematuramente a soli 25 anni. [The Guardian]

Una disputa colorita. Ultimi aggiornamenti sulla controversia sul nero più nero di tutti (e i diritti per il suo impiego), tra Anish Kapoor, che si è assicurato la concessione del «Vantablack» prodotto dalla società di ricerca scientifica Surrey NanoSystems, e Stuart Semple, che dopo aver risposto con il «rosa più rosa che c'è» rilancia ora con il «Black 3.0», che ha messo in vendita a tutti tranne che a Kapoor e ai suoi collaboratori. [The Guardian]

Un'attrazione turistica scioccante. Se nel 1996 l'apertura di un supermercato di fronte ad Auschwitz fece discutere i polacchi, la nuova proposta di Varsavia per attrarre turisti non è da meno: si tratterebbe di realizzare un parco per famiglie nella «Tana del Lupo» di Hitler, ovvero il luogo dove il Führer scampò all'attentato del generale von Stauffenberg. [la Repubblica]

Versace compra villa Mondadori. Era stata soprannominata «la villa degli scrittori» la Verbanella, splendida dimora che affaccia sul Lago Maggiore dove l'editore Arnoldo Mondadori era solito invitare scrittori e intellettuali a cui proporre contratti editoriali. Dopo un paio d'anni come bed&breakfast, per soli cinque milioni di euro ora passa alla famiglia Versace. [Corriere della Sera]

Un esempio della cultura «made in France»? La Gioconda! Anche «Libération» propone una serie di articoli sui capolavori della cultura «made in France». Dopo l'esordio che trattava del Cyrano de Bergerac, la seconda puntata è dedicata alla «Gioconda» di Leonardo da Vinci, vista come un vero e proprio simbolo nazionale. [Libération]

Sopra al Duomo 365 giorni l'anno. Una pagina del «Corriere» presenta ai lettori Riccardo Re e la sua squadra di 45 operai che, per conto della Veneranda Fabbrica del Duomo, cura la conservazione e il restauro del monumento, in maniera particolare delle sue famose guglie. [Corriere della Sera]

In Oman per restaurare la collezione del sultano. Dopo aver studiato al Centro per la conservazione e il restauro di Venaria, il restauratore italiano Mirko Giangrasso ora lavora per lo più all'estero. Dopo le esperienze ai Musei Vaticani, ad Alby in Francia e a Tiro in Libano, alla fine dell'estate partirà per l'Oman dove si occuperà del restauro della collezione di un museo di Muscat. [Corriere della Sera - Torino]

Redazione, edizione online, 6 agosto 2019


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