Giorno per giorno nell’arte | 5 ottobre 2022

In Olanda dimissioni in massa del team curatoriale di una mostra | Scoperto il sarcofago del tesoriere reale di Ramsete II | Torna il mosaico della Casa del Citarista | Il punto sui restauri a Villa Farnesina | Un bando per distruggere la bruttezza | La giornata in 13 notizie

Il «Trionfo di Galatea» di Raffaello a Villa Farnesina a Roma (particolare)
Redazione |

In Olanda dimissioni in massa del team curatoriale di una mostra per «condizioni di lavoro insopportabili». Il team curatoriale dell’attuale edizione di «Sonsbeek», mostra olandese d’arte contemporanea che si articola in diverse edizioni annuali, dal 2021 al 2024, si è dimesso in massa, adducendo come motivo «condizioni di lavoro difficili e non favorevoli, precarie e, alla fine, insopportabili». L’esposizione è attualmente aperta nella città di Arnhem. In una lettera inviata all’inizio di questa settimana alla direzione della Sonsbeek Foundation, che gestisce la mostra quadriennale, il team curatoriale, composto da Amal Alhaag, Zippora Elders, Krista Jantowski, Aude Mgba e dal direttore artistico Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, oltre a Antonia Alampi (co-curatrice fino a Sonsbeek 2021), ha detto che il suo ultimo giorno con l’organizzazione sarebbe stato il primo novembre. Nella lettera si descrive anche un ambiente «formato dal disprezzo strutturale, da mancanza di rispetto, cattiva gestione, sessismo e razzismo istituzionale». I membri ritireranno le loro proposte per tutti i progetti che devono ancora essere realizzati. [Redazione]

Un team di archeologi egiziani ha scoperto il sarcofago del tesoriere reale di Ramsete II. L’archeologa settantenne Ola el Aguizy, professoressa emerita di lingua egizia nel dipartimento di archeologia dell’Università del Cairo, aveva cominciato a scavare nell’area sepolcrale reale nel 2005 e ha scoperto della tomba di Ptah-em-wia (tesoriere reale di Ramsete II), un monumentale sarcofago in granito più di 15 anni dopo, nel maggio 2021. Ne parla Dalya Alberge in un articolo pubblicato dal sito di «The Guardian».

Il mosaico della Casa del Citarista
. Al Mann di Napoli torna esposto dopo molti anni in allestimento permanente il mosaico con testa di Medusa che decorava la casa del Citarista a Pompei. Il manufatto (circa due metri per due di superficie), che rappresentava la decorazione pavimentale in «opus tessellatum» della domus pompeiana, avrebbe ispirato i motivi del mosaico del memoriale dedicato a John Lennon nel Central Park di New York. L’opera torna visibile al pubblico in una data simbolica: proprio il 5 ottobre, sessantennale dell’uscita di «Love me do», primo singolo dei Beatles. [Redazione]

Il punto sui restauri a Villa Farnesina. La straordinaria bellezza della Galatea di Raffaello Sanzio, oggi coperta da uno spesso strato di polvere che offusca le meravigliose cromie, tornerà ad essere visibile grazie ai restauri in corso a Villa Farnesina che riguardano, oltre Raffaello, le pitture del Sodoma. Il restauro, affidato ad Antonio Forcellino, potrà essere visto dal 9 ottobre fino al compimento dei lavori previsti a gennaio 2023. Le visite gratuite, a cura dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dovranno essere prenotate a farnesina2@lincei.it. Il progetto di conservazione riguarda «Il trionfo di Galatea» di Raffaello, nella loggia al piano terra, il vicino «Polifemo» di Sebastiano del Piombo e le pitture murali di Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. I lavori sono diretti dal Conservatore della Farnesina, Virginia Lapenta e vigilati dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Le indagini tecnico-diagnostiche ricostruiranno tutte le fasi esecutive dell’opera di Raffaello. [Tina Lepri]

Un bando per distruggere la bruttezza. La Fondazione Crc (Cassa di Risparmio di Cuneo) è impegnata in un vasto, e per molti aspetti visionario, progetto di riqualificazione del territorio urbano e del paesaggio della «provincia granda» che, attraverso il Bando distruzione, dal 2017 ha visto la realizzazione di 38 progetti per abbattere o mitigare brutture architettoniche e far posto alla bellezza. Tra questi, 10 hanno assunto la forma di opere di arte pubblica, che hanno coinvolto artisti come Valerio Berruti a Monticello d’Alba, Iena Cruz a Madonna dell’Olmo, Krayon a Moiola e Hilario Isola a Guarene e Santa Vittoria d’Alba. Ora è la volta di Alice Visentin (Ciriè, To, 1993) con l’opera «My Heritage» a Limone Piemonte, selezionata nell’ambito del Bando 2021 (con la consulenza di Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli), insieme agli interventi di Victoria Stoian a Castagnito e Alex Cecchetti a Monforte d’Alba. Il progetto di Visentin (a cura di a.titolo e Andrea Lerda con l’Associazione Art.ur), inaugurato il 2 ottobre, prevede una serie di ceramiche colorate apposte su un muraglione di cemento realizzato negli anni ’50 nella centrale piazza San Sebastiano, luogo emblematico della tempesta Alex che colpì la Valle Vermenagna nell’ottobre di due anni fa. [Alessandro Martini]

«Weekend Romanino» alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Per il 7, 8 e 9 ottobre alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia è previsto un «Weekend Romanino» per festeggiare il ritorno nelle sale del museo della «Pala di San Domenico» dopo il restauro e un prestito. Il 7 ottobre alle 18.30 si parlerà di restauro, analizzando soprattutto gli interventi eseguiti sulla «Pala di San Domenico» e sulla «Pala Rovelli» del Moretto, mettendo a confronto i due maestri della pittura del Cinquecento bresciano. Sabato 8 e domenica 9 alle ore 15.30 sono previste visite guidate sul tema «Romanino: Rinascimento alternativo», un’iniziativa dedicata agli adulti per scoprire stile, vita, segreti e curiosità del Rinascimento bresciano, arricchita da letture di Giovanni Testori e Pier Paolo Pasolini. [Redazione]

A Bologna nel quartiere di Porta Europa viene esposto «Nero con punti», lavoro pittorico di grandi dimensioni del 1958 di Alberto Burri, patrimonio del Gruppo Unipol, che torna visibile dopo un lungo lavoro di restauro condotto da Muriel Vervat in collaborazione con l’Istituto di scienze del patrimonio culturale e l’Istituto di fisica applicata «Nello Carrara», entrambi parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Firenze. La delicata e appassionata operazione, di grande complessità, ha richiesto oltre due anni di lavoro ed è stata realizzata con innovative tecniche green di biorestauro. L’opera è presentata negli spazi di Cubo, il museo d’impresa del gruppo Unipol, dal 7 ottobre al 21 gennaio. [Redazione]

Mostre ed eventi che aprono
La carità disegnata col mio sangue. Alla Galleria Mucciaccia di Roma, dal 5 ottobre al 15 dicembre, la mostra «Allegory of Caritas (An act of love)» presenta l’ultimo capitolo del grande poema sulla vita, concepito per simboli, da Jan Fabre. Per la cura di Melania Rossi, 30 nuove sculture foderate come un mosaico da scaglie di corallo rosso del Mediterraneo, oltre a una serie di disegni realizzati dall’artista fiammingo col suo stesso sangue, raccontano infatti una stagione della vita personale dell’autore in cui emergono valori universali: i disegni sono ispirati alle ecografie di suo figlio Django nel ventre della madre. Il corallo, come vuole il mito narrato da Ovidio, è il sangue pietrificato di Medusa dopo la decapitazione per opera dell’eroe Perseo. Vita e morte si congiungono quindi nel corallo-sangue che riveste, nelle opere in mostra, teschi, cuori anatomici, croci, oggetti liturgici, il simbolo di yin e yang, dispiegandosi con una visionarietà allegorica che l’artista denuncia anche nel titolo, aggiungendoci la carità e l’amore. Sono queste le parole chiave del sentimento sacrale della vita che il 63enne artista ha voluto indicare in questa mostra, quale sintesi di un’osservazione dei fenomeni del mondo, dentro e fuori di sé. [Guglielmo Gigliotti]

La doppia faccia di Urbano VIII. Dal 6 ottobre al 30 luglio 2023 la galleria di ritratti «di famiglia» di Palazzo Barberini a Roma si arricchisce, grazie a un eccezionale prestito, di una nuova presenza: un busto in bronzo di papa Urbano VIII Barberini. Proveniente dalla collezione fiorentina di Filippo Corsini, l’opera fu realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1658 e rimase, fino alla seconda metà del XIX secolo, nelle collezioni barberiniane. Nel 1858, in seguito alle nozze di Anna Barberini con Tommaso Corsini, il bronzo lasciò Roma. La qualità dell’opera, che la identifica come sicuro autografo berniniano, era già stata ammirata in occasione della Biennale internazionale dell’antiquariato di Firenze del 2019, dove era stata presentata da Carlo Orsi. L’anno seguente la Galleria Borghese lanciò, senza successo, tramite lo strumento dell’ArtBonus, una raccolta fondi per acquisirla a 8 milioni di euro. Ora il busto torna, sebbene temporaneamente, a Roma, esposto al piano nobile del Palazzo, nella Sala Sacchi, accanto a un altro ritratto postumo del papa: un esemplare in marmo del 1655, anch’esso di mano del Bernini, che certamente costituisce il prototipo della versione in bronzo. [Arianna Antoniutti]

A Lucca c’è Lubec, una due giorni sulle sinergie tra cultura e innovazione. Lubec (Lucca Beni Culturali - Cantiere Cultura, 6-7 ottobre), giunto quest’anno alla sua 18ma edizione, è un incontro internazionale, ospitato dal Real Collegio di Lucca, dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera cultura-innovazione, che dal 2021 ospita Isie, il primo summit internazionale sull’immersività. Partecipato da un pubblico qualificato di amministratori, dirigenti e funzionari pubblici e privati, professionisti ed operatori del settore, Lubec è un momento significativo per il dibattito tra pubblica amministrazione e impresa. A puro titolo di esempio, tra gli eventi del 6 ottobre, il convegno di apertura tratta il tema «Cultura, metacultura e nuove alleanze»; in collaborazione con il Ministero della Cultura si parla del Piano Nazionale dei Borghi, mentre il primo panel della due giorni affronta l’argomento dei Musei del futuro. Un altro incontro si sofferma invece sulle imprese culturali e creative, specificandone le nuove competenze e l’ibridazione dei generi e analizzandone le politiche e gli strumenti. Il 7 ottobre, invece, in un panel del Ministero della Cultura si discute su «Le sfide del digitale dalla valorizzazione del patrimonio culturale all’interazione con i nuovi pubblici. Buone pratiche». Curato dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, un incontro esamina gli strumenti e i metodi per la formazione a distanza delle professioni per il patrimonio culturale. Nel pomeriggio si parla invece della valorizzazione dei territori per un turismo sostenibile. [Redazione]

Il 6 ottobre alle ore 18
Triennale Milano presenta «Allestimenti delle mostre e metodologia espositiva nella pratica curatoriale di Germano Celant», il terzo appuntamento nell’ambito delle Giornate tematiche di studio «Germano Celant. Cronistoria di un critico militante», a cura dello Studio Celant. Sarà analizzata la pratica curatoriale di Germano Celant con approfondimenti su allestimenti e metodologia espositiva, tramite focus su alcune delle esposizioni più memorabili da lui realizzate. Intervengono Nina Artioli, architetto e direttrice dell’Archivio Gae Aulenti; Pier Luigi Cerri, architetto; Daniela Ferretti, architetto; Paola Nicolin, storica dell'arte contemporanea e direttrice artistica Xnl Arte; Italo Rota, architetto; Denis Santachiara, designer; Annabelle Selldorf, architetto. L’incontro è moderato da Damiano Gullì, curatore per Arte contemporanea e Public Program di Triennale Milano. [Redazione]

Un nuovo genere di approccio al mondo animale. «Aaa Animale tra gli animali verso il mondo a venire» è una mostra collettiva del metaprogetto Rave East Village Artist Residency che apre l’8 ottobre nella Galleria Regionale d'Arte Contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo (Go). La mostra, curata da Gabi Scardi, esplora nuovi approcci all’alterità rappresentata dagli animali e gli ecosistemi attraverso una prospettiva antispecista. Gli artisti partecipanti sono: Camilla Alberti, Luchezar Boyadjiev, Manuela Braunmüller, Emma Ciceri, Sarah Ciracì, Regina Josè Galindo, Igor Grubić, Yolande Harris, Patrick Lopez Jaimes, Elena Mazzi, Jo-Anne McArthur, Natalia Molebatsi, Liliana Moro, Adrian Paci, Isabella Pers, Tiziana Pers, Laura Pozzar, Nada Prlja, Caterina Shanta, Giuseppe Stampone/Dom Mimì, Marie Voignier. [Redazione]

Addii
È morto il 3 ottobre, all’età di 51 anni, per un cancro al dotto biliare, Peter Hort, avvocato e collezionista di New York. La Rema Hort Mann Foundation ha annunciato la scomparsa di Hort sui social media. Hort era il figlio di Susan e Michael Hort, una coppia di collezionisti che negli anni scorsi si era classificata nella lista dei 200 top collector di Artnews. Peter era anch’egli collezionista a pieno titolo: concentrava l’attenzione sul lavoro di giovani artisti emergenti, i cui pezzi, diceva, avevano un prezzo che poteva permettersi. [Redazione]

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