Giorno per giorno nell’arte | 5 luglio 2022

Tate: restituzione Archivio Bacon, forse all’origine una causa legale | La Germania restiruisce la proprietà di 1.100 manufatti alla Nigeria | Luci e ombre del mercato Nft in Cina e Africa | Nuovi musei a Hong Kong e Taipei | 400 monumenti religiosi abbandonati in Spagna | Morta Lisetta Carmi | La giornata in 15 notizie

Macron al Prado
Redazione |

C’è un’altra versione in merito alla restituzione dell’archivio di Francis Bacon donato da Barry Joule alla Tate, di cui abbiamo notizia nel Giorno per giorno del 23 giugno. Secondo le ultime affermazioni di Joule a «Il Giornale dell’Arte», la Tate avrebbe infatti capitolato alla sua richiesta legale avviata a gennaio per mano degli avvocati Collyer Bristow, che chiedevano «la restituzione a Joule dell’intero archivio donato, sottolineando l’inadempimento del contratto Tate-Joule». Joule afferma di aver «sospettato a lungo che alla Tate volessero tenersi per sempre l’archivio, indugiando nei loro sotterranei». L’8 giugno la Tate affermava invece che la donazione Joule era stata «esaminata e studiata da storici dell’arte che avevano sollevato dubbi sulla natura e qualità del materiale, che non si prestava dunque a nessuna mostra significativa né a una maggiore comprensione dell’arte di BaconPertanto era stato considerato inadatto alla conservazione nell’Archivio Tate e restituito al donatore, in linea con i suoi desideri». È molto insolito per la Tate dismettere opere o archivi e questa decisione doveva essere approvata dagli amministratori della galleria. [Martin Bailey]

Il Governo tedesco procede con il suo programma di restituzione: firmato il primo luglio lo storico accordo per trasferire la proprietà di oltre 1.100 opere alla Nigeria. Due dei manufatti in bronzo del Benin, una testa di re (o oba) e una targa del XVI secolo, durante la cerimonia organizzata a Berlino sono stati consegnati ai ministri nigeriani Zubairu Dada (Esteri) e Lai Mohammed (Cultura) dal ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, che ha dichiarato: «È stato sbagliato prendere i bronzi e tenerli per 120 anni». L’accordo pone fine a decenni di dispute su manufatti in bronzo e avorio saccheggiati dall’esercito britannico come parte di una spedizione punitiva nel 1897. Dagli anni ’60 la Nigeria ne ha chiesto il rimpatrio. L’anno scorso, il Governo tedesco e la Commissione nazionale nigeriana per i musei e i monumenti hanno firmato un memorandum d’intesa che stabilisce un calendario per la restituzione dei manufatti saccheggiati dal Palazzo reale del Benin. Ci sono più di ,ille bronzi dell’ex regno del Benin nei magazzini e nelle collezioni di 20 musei tedeschi, ha fatto saoere il ministero degli Esteri tedesco. [Il Giornale dell’Arte]

Aprono due importanti istituzioni culturali a Hong Kong e a Taiwan. Entrambe sono sostenute dal Governo, in un momento in cui le relazioni tra Taiwan, Hong Kong e la Cina continentale stanno diventando più difficili. Il 2 luglio, nel distretto culturale di West Kowloon di Hong Kong è stato inaugurato l’Hong Kong Palace Museum (HKPM), nuovo gigantesco spazio espositivo dedicato alle antiche antichità cinesi. Il 7 agosto, nella capitale taiwanese Taipei, sarà la volta del Taipei Performing Arts Center (TPAC), riservato a produzioni interdisciplinari e collaborazioni internazionali. Lo spazio per spettacoli con tre teatri è supportato dal Dipartimento per gli affari culturali della città di Taipei, che gestisce anche il Museo delle Belle Arti cittadino. La censura a Hong Kong si è intensificata dall’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale emessa nel 2020. Presso l’istituto gemello di HKPM, M+, opere di artisti del continente con riferimenti al l massacro di piazza Tiananmen del 1989 sono state rimosso. Al contrario il TPAC si apre in un’atmosfera di libertà culturale. [Lisa Movius]

Il direttore del Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra, Tristram Hunt, ha affermato che la legislazione del 1983 che impedisce ai musei nazionali del Regno Unito di disporre delle opere dovrebbe essere rivalutata. Le dichiarazioni rilasciate al programma BBC Radio 4 Today, sono seguite all’annuncio della restituzione da parte del V&A di una testa di marmo del dio greco Eros alla Turchia (vedi Giorno per giorno del 4 luglio). Ai sensi del National Heritage Act del 1983, agli amministratori di alcuni musei nazionali del Regno Unito, tra cui la Tate e il V&A, è espressamente impedito di annullare l’accesso agli oggetti di proprietà del museo a meno che non siano duplicati o danneggiati irreparabilmente. «È un’area difficile; non ho una soluzione chiara, c’è un ruolo del Governo, ma 40 anni dopo questo atto legislativo regge ancora? I musei ora contengono un’enorme quantità di materiali, alcuni dovrebbero essere smaltiti e non abbiamo la libertà di farlo», ha affermato il direttore. [Gareth Harris]

Nella restaurata Cattedrale di Anagni del 1100, il 15 luglio sarà riaperto al pubblico anche l’Oratorio di San Thomas Becket, antico luogo di culto nel semi-ipogeo della Cattedrale, completamente affrescato. I dipinti legati alla figura di Becket, arcivescovo di Canterbury ucciso nella cattedrale inglese nel 1170 e canonizzato tre anni dopo a Segni (vicino a Roma), vennero eseguiti nel 1173, subito dopo la canonizzazione del santo inglese, da una bottega di artisti anonimi. Usato in epoca moderna anche come cimitero per i canonici della Cattedrale, il luogo ha subito per il Giubileo del 2000, un primo importante restauro diretto da Alessandro Bianchi e realizzato dalla CBC di Roma. Ma dopo venti anni, le particolari e sfavorevoli condizioni climatiche dell’ambiente e  le infiltrazioni d’acqua, soprattutto sulla parete di fondo, hanno indotto la Soprintendenza a finanziare un nuovo restauro preceduto da un lungo periodo di monitoraggio dei livelli di umidità e temperatura, necessari a evitare in futuro lo stesso degrado nella preziosa cattedrale di Anagni. [Tina Lepri]

Lo scorso novembre, Art X Lagos, ha collaborato con la piattaforma Nft SuperRare per una delle prime mostre Nft di artisti africani attirando l’attenzione internazionale. In marzo, il Center for Contemporary Art Lagos ha tenuto un workshop digitale introduttivo sugli Nft. In aprile, l’African Digital Art Network ha lanciato una piattaforma di mercato dedicata. «Tra luglio 2020 e giugno 2021, l’Africa ha registrato pagamenti in criptovaluta per 105,6 miliardi di dollari, più 1200% rispetto all’anno precedente, secondo un rapporto di Chainalysis. Nel frattempo, Nigeria, Kenya e Sud Africa sono stati tutti classificati tra i primi dieci Paesi per l’uso delle criptovalute», si legge si Artnews. Ma non tutto è oro quel che è luce, perché «la maggior parte dei collezionisti di arte digitale di artisti africani sono africani, senza un patrimonio sufficiente a raccogliere Nft a prezzi internazionali competitivi. Inoltre l’inizializzazione di un account per produrre Nft costa circa 60-70 dollari sulla maggior parte delle piattaforme e in Paesi come la Nigeria o il Kenya, dove il salario minimo è di circa 100-130 dollari al mese, molti artisti faticano a guadagnare abbastanza per coniare le loro opere». [Artnews]

La Cina sta reinventando il mercato Nft con una svolta importante: il controllo statale. Il Paese notoriamente censorio sta compiendo nuovi passi per promuovere la crescita, l’utilità e l’innovazione nelle risorse digitali. «Il meccanismo legislativo e tecnologico, noto come Great Firewall, ha regolato per decenni quasi tutti gli aspetti della vita digitale in Cina. Tuttavia, mentre il suo ruolo è stato tradizionalmente quello di controllare Internet a livello nazionale, lo Stato cinese sta ora compiendo ulteriori passi per frenare l’influenza delle blockchain e delle criptovalute internazionali, che hanno un forte impatto sui mercati Nft ambiziosi di espandersi in Oriente. Con le criptovalute e gli Nft tradizionali supportati da token come Ethereum banditi in Cina, il Paese offre alcuni servizi, che sebbene possano portare a una maggiore censura e controllo potrebbero consentire l’accesso a coloro che sono disposti a conformarsi alle normative vigenti, aprendo la strada ad artisti e designer per trovare percorsi nuovi e redditizi», si legge su «Artnet».

Apre al pubblico il 6 luglio la Fondazione Luigi Rovati a Milano, nella nuova sede di corso Venezia 52. L’apertura giunge al termine di un complesso intervento di restauro, ampliamento e riqualificazione sviluppato dallo studio MCA-Mario Cucinella Architects: aperti il giardino con il Padiglione, la Sala conferenze, la Sala studio, lo Shop museale di Johan&Levi, il Caffè-bistrot e il Ristorante gastronomico dello chef Andrea Aprea. «Nel Padiglione sarà visitabile gratuitamente la mostra “Fondazione Luigi Rovati: il cantiere e il processo”, che illustra l’evoluzione del progetto architettonico insieme al processo ideativo della Fondazione come infrastruttura culturale. Nella Sala conferenze durante tutta l’estate proseguirà l’attività culturale e scientifica con incontri e conferenze aperte al pubblico, prenotabili sul nuovo sito della Fondazione. Nella Sala studio sarà attivato il servizio prenotazione e consultazione della Biblioteca della Fondazione», spiegano dalla Fondazione. [Redazione]

Secondo quanto riportato da Hispania Nostra, organizzazione non profit che promuove e conserva il patrimonio culturale nazionale, quattrocento monumenti religiosi sono in grave pericolo causa abbandono: «Monasteri, eremi, chiese e ospedali un tempo abbandonati, se non rasi al suolo, vandalizzati e saccheggiati, e monumenti che ospitavano preziose biblioteche e opere di arte sacra, ridotti a un cumulo di macerie, con pietre e travi di legno sradicate per costruire case, recinti o addirittura arene, mentre quelle più pregiate ed elaborate (capitelli, colonne e perfino interi chiostri) venivano vendute, a volte, ad acquirenti stranieri». Tra i siti in pericolo il Santuario della Vergine delle Grazie, edificato nel 1795 a Teruel, nella Spagna orientale, e l’Eremo di San Jorge, vicino a Cáceres. [Hispania nostra].

Sono stati proclamati il 4 luglio all’ADI Design Museum di Milano i vincitori della IX edizione del Premio CULTURA + IMPRESA. Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le Regioni che hanno conquistato più riconoscimenti, con nuovi soggetti protagonisti tra le Imprese come le Università e gli Ospedali. Il Primo premio per la categoria Sponsorizzazione e Partnership Culturali è andato a Opere in Parole del Museo Accademia Carrara di Bergamo e Humanitas Gavazzeni. Il primo Premio per le Produzioni Culturali d’Impresa è stato assegnato a PIC - Patrimonio Industriale Contemporaneo, progetto di Fondazione Ca’ Foscari di Venezia e del Centro AIKU - Arte Impresa Cultura. 67 Colonne per l’Arena di Fondazione Arena di Verona in partnership con numerosi Aziende sostenitrici ha vinto invece il Primo Premio Art Bonus. Ai 3 vincitori delle categorie principali sono stati consegnati i Premi d’Artista firmati da Lorenzo Marini, 3 litografie della serie «Alphatype». [Redazione]

Tutti i leader mondiali della Nato radunati al Prado per una cena ufficiale. È successo il 29 giugno, quando capi di Stato tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente francese Macron si sono presi del tempo per visitare il museo madrileno che conserva capolavori di Francisco Goya, Hieronymus Bosch, El Greco, Peter Paul Rubens, Tiziano e Diego Velázquez, tra gli altri. Accolti dall’Orchestra Sinfonica di Kiev e serviti dallo chef spagnolo Jose Andres, i big della Terra non hanno mancato di farsi selfie davanti a «Le tre grazie» di Ruebens (il primo ministro britannico Boris Johnson) e «Las Meninas» (1656) di Velázquez (il primo ministro maltese Robert Abela e sua moglie Lydia Abela), che ha fatto anche da sfondo alla foto di gruppo ufficiale. [Artnet]

Promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e da Archeo, consegnato a Paestum il prossimo 28 ottobre, l’International Archaeological Discovery Award Khaled al-Asaad ha annunciato le 5 scoperte finaliste dell’VIII edizione: la città fondata da Amenhotep III riaffiorata nel deserto a Luxor; la Civita Giuliana scoperta la stanza degli schiavi a Pompei; il più antico tempio buddhista urbano della valle dello Swat, nel sito di Barikot in Pakistan; uno straordinario mosaico con scene dell’Iliade scoperto nella contea di Rutland in Inghilterra; un santuario rupestre di oltre 11mila anni fa nel sito di Karahantepe in Anatolia. Sarà inoltre attribuito uno Special Award alla scoperta, tra le cinque candidate, più votata dal pubblico fino al 30 settembre sulla pagina Facebook della Borsa (borsamediterraneaturismoarcheologico). Tra i vincitori delle precedenti edizioni le centinaia di sarcofagi scoperti nella necropoli di Saqqara in Egitto (2021) e la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia nel Kurdistan Iracheno (2020). [Redazione]

Musei e gallerie hanno già iniziato ad acquistare e costruire i loro spazi nel mondo della blockchain, da Somnium Space, dove si trova il Museum of Crypto Art (MOCA, a Decentraland, dove si trova la galleria digitale della König Galerie e di Sotheby’s. Appuntamenti come Viva Tech di Parigi al we Make Future di Rimini agli Stati Generali del Mondo del Lavoro della Cultura di Roma: «svolti nelle ultime settimane, hanno moltiplicate le presentazioni di progetti, musei e brand di moda sui nuovi mondi virtuali, o meglio metaversi. Proprio la scorsa settimana, a Palazzo Bonaparte di Roma, durante la seconda edizione degli Stati Generali del Mondo della Cultura è stato presentato il primo metaverso dedicato al mercato dell’arte tutto italiano, dove l’utente potrà visitare spazi espositivi e scegliere cosa acquistare in ogni galleria del mondo. MetArt è un progetto che nasce dalla collaborazione tra Advepa», si legge su Il Sole 24 Ore.

Nuova protesta degli attivisti del gruppo Just Stop Oil
, che questa volta si sono incollati a un dipinto di John Constable nella National Gallery di Londra. Hanno coperto il dipinto a olio del 1821 con una rivisitazione distopica della sua scena bucolica, prima di incollarsi alla sua cornice dorata, spingendo il personale a evacuare la stanza dai visitatori presenti. La scorsa settimana i sostenitori di Just Stop Oil hanno causato disordini a Glasgow, Manchester e Londra, incollandosi le cornici di dipinti famosi t di Van Gogh,  Turner e McCulloch, di cui abbiamno dato notizia nel Giorno per giorno dell’1 luglio . [The Guardian]

Addii
È morta nella notte a Cisternino, Lisetta Carmi, tra le più grandi voci della fotografia contemporanea. Aveva 98 anni. Nata a Genova nel 1924 da una famiglia borghese di origine ebraica, studiosa di pianoforte, intraprende la carriera fotografica nel 1960 documentando un viaggio in Puglia con nove rullini e la sua prima macchina fotografica, un’Agfa Silette. Fotografa di scena del Teatro Duse nel 1962-65, nello stesso anno realizza un reportage in Sardegna ed è assunta dal Comune di Genova per alcuni servizi fotografici in città. Ha documentato alcune delle più importanti pagine di storia del secolo scorso, dall’alluvione di Firenze ai conflitti di Belfast, e suggestivi angoli di mondo, dalla Sicilia, dove pubblica il libro fotografico Acque di Sicilia con testi di Leonardo Sciascia, all’India, Nepal, Venezuela, Messico e molto altro ancora. Ha vinto numerosi premi ed esposto in importanti musei italiani e internazionali. [Il Giornale dell’Arte]

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Redazione