Giorno per giorno nell’arte | 4 maggio 2022

A Londra i primi due musei LGBTQ del Regno Unito | Revisionismo storico al Met Gala di New York | Carlos Villa difende gli asiatici americani | Truppe russe, furti e rapimenti nei musei ucraini | Titoli meme nel mercato dell’arte | Record di opere italiane su catawiki | La giornata in 15 notizie

«Heard» di Nick Cave, Detroit 2015Cortesia dell’artista e di James Prinz Photopgraphy
Redazione |

In concomitanza con il 50mo anniversario della marcia inaugurale del Gay Pride nel Regno Unito, nascono a Londra le prime due istituzioni culturali LGBTQ della Gran Bretagna. Il museo Queer Britain, fondato dall’omonimo ente di beneficenza, inaugura il 5 maggio in un edificio dell’Art Fund a King’s Cross, con la mostra «Welcome to Queer Britain», con opere e manufatti della collezione del museo, comprese fotografie di Allie Crewe e Robert Taylor e ritratti di Sadie Lee e Paul Hartfleet, vincitori del primo Madame F Award di Queer Britain per la creatività queer. Il 9 giugno, invece, l’ente benefico Queercircle aprirà una sede permanente dedicata ad artisti queer nel nuovo Design District a Greenwich, la mostra inaugurale sarà «Let Me Hold You» del londinese Michaela Yearwood-Dan, con nuovi lavori tra cui rilievi murali, ceramiche e un ambiente dipinto. Entrambi i musei ospiteranno mostre gratuite e workshop pubblici. [Kabir Jhala]

Secondo fonti ucraine, le forze russe avrebbero rubato opere d’arte dai musei di Melitopol e Mariupol e rapito un curatore del Museo di storia locale di Melitopol. Leila Ibrahimova, direttrice del Museo di storia locale Melitopol (l’Ucraina non riconosce i funzionari insediati dalla Russia), ha dichiarato al «New York Times» di essere stata brevemente rapita dalle forze russe a marzo presentatesi insieme a un uomo di lingua russa con un camice bianco da laboratorio per costringere lo staff del museo, sotto la minaccia di una pistola, a condurli al tesoro dell’oro scita nascosto per precauzione. Nonostante il rifiuto dello staff, i russi lo avrebbero comunque trovato. La curatrice, identificata come Galina Kucher, sarebbe stata rilasciata ma poi rapita nuovamente e da allora non più vista. [Sophia Kishkovsky]

Si è svolto la notte di lunedì 2 maggio il Met Gala (2022), la raccolta fondi annuale di alta moda al Metropolitan Museum di New York. La sfilata del Metropolitan voleva dare interpretazioni divergenti di un unico tema, il Gilded Glamour, l’età dell’oro della fine del XIX secolo, con modalità da tappeto rosso che si avvicinassero ai ruggenti anni Venti per offrire uno sguardo contemporaneo alla storia americana di disuguaglianze ed esclusioni. Molti degli sguardi, però, erano funebri: neri e cupi. Che si trattasse del luccicante abito nero di Ralph Lauren di Janelle Monae o del velo indossato da Sarah Jessica Parker, molti look annunciavano che l’età dell’oro è morta e scomparsa, che non c’è nulla da imparare da un’epoca che era definita da rapidi cambiamenti nella società e nel lavoro e dalla disuguaglianza di reddito che ne è derivata. Guardando ai ruggenti anni Venti come a un analogo del decennio in corso, con tutta l’incertezza politica e la disuguaglianza, i partecipanti al Met Gala non sono riusciti a venire a patti con lo statement dell’epoca: «lascia che mangino la torta». [Sam Moore]

Tim Schneider, editorialista di artnet, analizza lo scontro tra il nuovo business dei titoli meme e i fondamenti consacrati del successo nel mercato dell’arte e riflette sul modo in cui l’acquisizione di Twitter di Elon Musk (per 44 miliardi di dollari) spiega perché il mercato dell’arte soddisferà sempre una manciata di élite. L’uomo più ricco del pianeta è anche agli onori della cronaca, nostrana, per una provocazione lanciata da Ferdinando Sciabarrà, che invita Musk a comprare la Scala dei Turchi, parete rocciosa di marna bianca sottoposta a sequestro dalla procura di Agrigento. [Redazione]

A Milano Catawiki, piattaforma di aste online leader in Europa per la vendita di oggetti speciali, presenta i nuovi dati che mostrano come gli artisti si rivolgono sempre più al suo marketplace per vendere le proprie opere: dal 2019 quasi 150mila pezzi a milioni di acquirenti in tutto il mondo. Nel 2021 centinaia di artisti hanno superato i 10mila euro di guadagni annuali e alcuni i 100mila euro. L’Italia è al primo posto fra tutti i mercati chiave dell’azienda per numero di vendite di opere. Dal 2019, in Italia, circa 30mila opere d’arte sono state vendute direttamente dagli artisti su Catawiki. Gli artisti hanno la possibilità di raggiungere un pubblico globale. Quasi l’80% delle entrate degli artisti provengono da mercati diversi dal loro, grazie alla presenza dell’azienda in oltre 60 Paesi. [Redazione]

Dal 15 giugno entra in vigore un importante cambiamento nel settore delle aste a New York City, dove dalla scorsa estate, su voto del Consiglio Comunale sono state eliminate una serie di normative degli ultimi tre decenni per fornire maggiore trasparenza finanziaria in un’industria ancora opaca. Tra queste viene eliminato l’obbligo per le case d’asta di avere una licenza dalla città per operare a New York. Inoltre, si allentano o eliminano alcune regole sulle informazioni che le case d’asta devono divulgare ai potenziali acquirenti. [The New York Times]

Si è conclusa con successo dal punto di vista commerciale la fiera di fotografia MIA Milan Image Art Fair, svoltasi dal 28 aprile al primo maggio nel Superstudio Maxi a Milano, per la prima volta sotto il cappello di Fiere di Parma. «Numerose le vendite favorite da un pubblico sempre più evoluto sul media fotografico, come hanno voluto sottolineare alcuni galleristi. La “fisiologica” minor affluenza di un’edizione a pochi mesi dall’ultima dello scorso autunno, posticipata causa Civid, non ha pesato sui risultati. Diverso, invece, il riflesso sul numero di espositori (97 le gallerie presenti) in calo del 15%, ma gli organizzatori confermano che nel 2023 i numeri torneranno a salire con il 30% degli espositori provenienti dall'estero, oggi il 20%», scrive Maria Adelaide Marchesoni su Il Sole 24 Ore.

È Enric Sagnier (Barcellona, 1858-1931) l’architetto più prolifico del capoluogo catalano, con circa 400 edifici costruiti con uno stile eclettico e una certa tendenza classicista che reinterpreta il Modernismo in modo sobrio e funzionale. La sua casa di famiglia, lungo la Rambla Catalunya, è diventata un boutique hotel 5 stelle e un tributo alla sua opera: uno spazio «atemporale» con dettagli moderni, murales, tessuti, illustrazioni, oggetti, mappe e materiali che evocano uno studio di architettura. La famiglia Sagnier ha inoltre donato il proprio archivio di fotografie di famiglia dell’epoca, che si aggiunge alle installazioni che celebrano Sagnier, come il ritratto dell’architetto realizzato con i francobolli o la collezione di libri. Costruita nel 1892, Casa Saigner ha sette piani con 51 stanze, spazi comuni e un ristorante, il Café de l’Arquitecte. [Roberta Bosco]

Giovedì 5 maggio alle 18,30 al MUDEC - Museo delle Culture di Milano appuntamento con la presentazione di 10x10. Storie di donne fotografe, il volume a cura di Nicolas Ballario edito da 24 ORE Cultura, che racconta vita, arte e aneddoti di dieci protagoniste dell’arte fotografica del XXI secolo. Durante la presentazione, moderata da Chiara Savino, responsabile editoriale 24 ORE Cultura, interverranno l’autore e Cathy La Torre, avvocata e attivista. [Redazione]

Mostre che aprono
Si aprirà a giugno, nella sua città natale, Chicago, la prima grande retrospettiva museale di Nick Cave, «Forothermore», al Museum of Contemporary Art (MCA) di Chicago. Una versione della mostra sarà poi inaugurata entro fine dell’anno al Guggenheim Museum di New York, dove la curatrice della mostra, Naomi Beckwith, è neo vicedirettore. Esposti progetti precedenti e presentazioni del lavoro in giro per Chicago, inclusa una proiezione sull’edificio del Merchandise Mart e una performance di moda con il fratello Jack Cave al DuSable Museum, nella Roundhouse. [Helen Stoilas]

Fino al 16 luglio a Città del Messico nella galleria Kurimanzutto, una mostra in cui Thai Rirkrit Tiravanija e Oaxaca Gregoria Cruz Peralta comunicano attraverso il fango. «L’artista non conosce lo spagnolo e il vasaio non parla inglese, ma da due anni lavorano insieme. Doña Goya le ha insegnato a modellare l’argilla», si legge sul quotidiano spagnolo. In una casetta di legno e piastrelle nere realizzata nella sala centrale della galleria sopra un lungo tavolo ci sono ciotole di terracotta, mezcal e pulque, odore di legno e alcol. Tiravanija, nell’oscurità, serve bevande ai visitatori. L’incontro è opera d’arte. [El Pais]

Mostre che chiudono
L’opera su larga scala dell’artista filippino americano Carlos Villa (1936-2013), intitolata «First Impression», in mostra nella sua prima retrospettiva in corso fino all’8 maggio al Museo di Newark, offre una riflessione tempestiva in mezzo a un’ondata di violenza razzista diretta contro gli asiatici americani. In «First Impression» (1981) Villa ha impresso 60 volte il suo volto ricoperto di vernice su singoli pezzi di tela. Questi sono stati quindi cuciti insieme in una griglia e punteggiati con bambole in miniatura simili a effigi fatte di osso e tessuto. La qualità spettrale e quasi etnografica di queste stampe evoca la complicata esperienza di essere contemporaneamente non visti e altri. Ogni volta che Villa premeva il viso sulla tela, incontrava la resistenza della superficie, consentendo solo un'impressione spettrale. [Shannon Lee]

Con una mostra allestita contemporaneamente nelle due sedi di Palermo (fino al 7 maggio) e Milano (fino al 14), Francesco Pantaleone Arte Contemporanea presenta quindici nuove opere di Loredana Longo, artista catanese che vive a Milano, legata alla galleria da un lungo sodalizio. Longo è nota per la sua «estetica della distruzione» (è una sua definizione), esemplificata dalla serie «Explotion» in cui distruggeva set teatrali appositamente concepiti, per poi ricostruirli in parte. Nata all’ombra di un vulcano, l’artista ha sempre utilizzato come medium il fuoco, sia nelle splosioni, come nelle bruciature, utilizzando il saldatore elettrico su tessuti di velluto, o sui tappeti orientali. Le quindici opere di Palermo e di Milano sono installazioni, video e performance che si prefiggono di indagare il concetto di limite e quello correlato di costrizione, mettendo al centro il corpo e la pelle. La mostra curata da Irene Biolchini ha come titolo «Crash, my body is not nobody» dove a essere distrutti sono questa volta dei guardrail, mentre alcuni fanali di automobili vengono sabotati, invertendo l’indicazione dello stop con un invito a procedere. Sono esposte anche delle opere in ceramica, risultato di questo processo di distruzione/trasformazione della loro superficie. Tra le opere in mostra, in cui il corpo, oltre a quello dell’artista nelle performance, è presente nella sua evidenza organica «Capitonnè Skin Wall» del 2020, con tagli e cuciture su pelle, e «Guardrail Crash» del 2022 una serie di litografie stampate al torchio su velina stropicciata. Il sottotitolo della mostra torna in alcuni lavori, come la scritta al neon, una grande pelle e un cassone di metallo. La frase apparentemente nonsense si sottrae alla linearità del linguaggio, diventando plausibile come filastrocca. [Giusi Diana]

Addii
È morta martedì a 102 anni la collezionista d’arte ceca Meda Mladkova, che ha sostenuto gli artisti nella Cecoslovacchia comunista durante la Guerra Fredda, a dare l’annuncio della scomparsa è stata la sua fondazione. Dagli anni ’60, Mladkova acquistò opere di artisti cechi moderni emarginati sotto il regime comunista imposto da Mosca e organizzò per loro mostre e borse di studio. Nel 1955-60 studiò storia dell’arte a Parigi, dove fondò una casa editrice e iniziò a collezionare dipinti del connazionale Frantisek Kupka,pioniere dell’arte astratta, poi si trasferì a Washington. Alla fine degli anni '60 tornò in Cecoslovacchiadove si interessò ad artisti locali. [Le Figaro]

Si è spento domenica a 59 anni Yolngu Mr Wanambi, artista australiano, pittore, regista e curatore. Meglio conosciuto per i suoi disegni di corteccia di acqua salata e larrakitj (pali commemorativi), Wanambi è stato rappresentato in dozzine di importanti mostre in tutta l’Australia da quando ha ottenuto l'autorità per continuare le pratiche artistiche di suo padre nel 1997. Wanambi è stato tra i fondatori del Mulka Project a Yirrkala, una rete di artisti multimediali e tecnici audiovisivi che utilizzano le nuove tecnologie come mezzo per sostenere, archiviare e condividere la conoscenza culturale Yolngu. [The Guardian]

È morto a 66 anni il pistoiese Luca Boschi, uno dei più importanti critici e storici del fumetto, docente di fumetto e cinema d’animazione, curatore di collane e direttore di festival da Lucca Comics a Napoli Comicon. Studioso degli autori che hanno fatto grande la Disney in Italia. [la Repubblica]

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