Giorno per giorno nell’arte | 4 luglio 2022

Senza stima i danni archeologici del terremoto in Afghanistan | Con un prestito a lungo termine il V&A si garantisce la proprietà della testa di Eros del sarcofago di Sidamaria | 60 opere di Inji Efflatoun nel Museo del Cairo | Le sette più belle piscine d’artista | Jago Accademico d’Onore | La giornata in 13 notizie

«El Bailarín» (1961) di Pablo Picasso
Redazione |

Dopo il devastante terremoto che ha colpito l’Afghanistan il 22 giugno, il peggiore degli ultimi due decenni, gli esperti culturali affermano che sarà impossibile determinare eventuali danni causati ai siti archeologici nel prossimo futuro. «Per quanto ne sappiamo i siti culturali censiti non sono stati colpiti dal terremoto. Tuttavia, è impossibile saperlo con certezza, a meno che un team di esperti non valuti l’area, ma in questo momento non è la priorità», spiega a «Il Giornale dell’Arte un portavoce anonimo. Inoltre negli ultimi due decenni, a causa della mancanza di sicurezza nelle aree colpite, non sono state effettuate ricerche archeologiche, quindi non si sa che cosa ci fosse. Si pensa che Paktika sia piena di preziosi siti storici, ma parti di Paktika e Khost sono sotto il controllo dei talebani già da molto tempo. La mancanza di accesso ai distretti ha anche impedito di indagare su scavi illegali e testimonianze di siti culturali di valore. «Ci auguriamo che un giorno la sicurezza e la politica siano tali da attirare i turisti a visitare l’Afghanistan», conclude il portavoce. [Sarvy Geranpayeh]

Il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra ha «restituito», o meglio, concesso in prestito a lungo termine, una testa in marmo del dio greco Eros al Museo Archeologico di Istanbul. La testa è stata riattaccata a un importante sarcofago del III secolo d.C. portando a termine una questione di restituzione aperta circa 90 anni fa. Nel 1882 Charles Wilson, console generale britannico in Anatolia, scoprì un sarcofago romano a Sidamaria, nella Turchia centrale; sperando di inviare il sarcofago nel Regno Unito, lo seppellì di nuovo, ma prese la testa di Eros. Wilson non riuscì mai a spedire il sarcofago, riscoperto nel 1898 e portato a Istanbul. Nel 1883 Wilson prestò la testa di Eros al V&A, spiegando che stava cercando di mettere al sicuro l’intero sarcofago per l’Inghilterra. Sua figlia convertì il prestito in un dono nel 1933. Il Governo del Regno Unito accettò nel 1934 di consentire al V&A di restituire la testa a Istanbul, ma il museo fornì solo un calco in gesso. Nel 2010 una nuova negoziazione per un prestito a lungo termine, fallì. Oggi invece, l’accordo è andato a buon fine: il prestito è per un periodo iniziale di sei anni, con possibilità di rinnovo periodico. Con la firma sull’accordo di prestito, la Turchia ha riconosciuto la proprietà legale del V&A. [Martin Bailey]

Sessanta opere della pittrice e attivista femminista Inji Efflatoun (Il Cairo 1924-89), alcune realizzate in carcere e da lei lasciate in eredità al Governo del Paese, trovano definitivamente casa nel Museo di Arte Egizia Moderna al Cairo. La mostra semipermanente è organizzate da un comitato curatoriale nominato dal Ministero della Cultura egiziano. È una collezione unica per l’ampia selezione di opere che abbracciano periodi diversi della sua produzione, inclusi il periodo surrealista, la serie delle prigioni dipinta in carcere, opere politiche raffiguranti la rivoluzione egiziana del 1952 e i paesaggi e l’esplorazione della luce del periodo successivo. Il Museo al Cairo custode di oltre 12mila opere, aveva già due dipinti di Efflatoun al centro, negli ultimi anni di un crescente interesse internazionale testimoniato da numerose mostre come «Surrealism Beyond Borders alla Tate Modern e A Century of the Artist’s Studio» da poco conclusa nella Whitechapel Gallery a Londra. [Nadine Nour el Din]

Arte digitale, Nft, metaverso, mostre immersive e l’ausilio della tecnologia ai linguaggi artistici dimostrano che arte e scienza sono sempre più vicine. Massimo Lapucci, segretario generale della Fondazione Crt e ceo delle Ogr di Torino, ha coniato il termine «artechnology» per spiegare che cosa sta succedendo nel mondo dell’arte e come l’artista sia sempre di più uno scienziato. Ne ha parlato il 3 luglio agli Stati Generali della Cultura a Torino insieme a Flavio Trione, creatore della società 3x1010 (sviluppatrice di siti, strategie per social media&platform, design e realizzazione di app) e Revibe - Metaverse factory: «Altro che mondi diversi, gli scienziati tra rigore e ricerca e gli artisti che vivono di immaginazione e fantasia: arte e nuove tecnologie sono affini, si cercano, si sposano in un presente che prefigura già pienamente il futuro. La tecnologia non è mai fine a sé stessa, deve essere usata per semplificare dinamiche complesse e per rendere le esperienze delle persone più ricche e complete», riporta Marta Cagnola su «Il Sole 24 Ore»

Che cosa garantisce il successo a un drop Nft? Le vendite o la celebrità? È la domanda che si è posta un team di ricercatori della Temple University e dell’Università di Chicago, tentando di isolare ciò che determina il successo o il fallimento degli Nft immessi nel mercato. Tanti i fattori esaminati dal prezzo minimo al volume. Lo studio ha rilevato che gli Nft che includevano animazioni e musica hanno maggiori probabilità di successo, in media il 5,3% in più di probabilità di essere coniati, mentre i progetti che includevano musica il 7,7% in più. I progetti animati hanno visto un tasso medio di rendimento aumentato del 38% 28 giorni dopo il lancio, mentre quelli che contenevano musica del 71,5%. [Artnet]

Ci sono sette incredibili piscine progettate da artisti: da Picasso a Salvador Dalí. Nel 1961 Picasso soggiornò a Marbella nella nuova villa sull’oceano del suo amico ballerino di flamenco Antonio Ruiz e per lui dipinse nella piscina «El Bailarín». Nel 1988, invece, Hockney ha trasformato il fondo della piscina del Roosevelt Hotel di Hollywood in una tela popolata di «pennellate» blu arricciate sul pavimento. Nel 1989 il fratello di Ed Ruscha, Paul, acquistò una casa a Los Angeles, Ed dipinse di scuro il fondo della piscina, per mantenere l’acqua calda, la sua decorazione tenne inoltre conto delle linee di demarcazione della vasca. Nel 1987 Keith Haring organizzò una festa in piscina al Carmine Street Pool a New York, dove trascorse la giornata a dipingere un murale blu e giallo. La piscina, ancora aperta al pubblico, è oggi un’importante attrazione turistica. [Artnet]

L’Accademia di Belle Arti di Frosinone conferirà il titolo di «Accademico d’Onore» a Jacopo Cardillo in arte Jago, per i risultati raggiunti a livello internazionale nel campo della scultura. Nato nel 1987, attivo tra Italia, Cina e Stati Uniti, Jago è tra i giovani italiani artisti più affermati all’estero, e tra i più seguiti sui social. Ha realizzato la sua prima personale nel 2016, ma già a 24 anni era stato selezionato per la 54ma Biennale di Venezia con il suo busto di Benedetto XVI. Nel 2019 è stato il primo artista a inviare una scultura interamente realizzata in marmo su una stazione spaziale, in collaborazione con l’European Space Agency. La scultura intitolata «First Baby» è rientrata sulla Terra nel 2020. A oggi ha realizzato circa 10 personali, 11 collettive, 5 performance e vinto 6 premi. [Redazione]

All’asta il diario di bordo: «Mio Dio! Che cosa abbiamo fatto!», compilato dal capitano Robert A. Lewis, copilota del B-29 Superfortress chiamato «Enola Gay», che scrisse queste parole tristemente rimaste immortali poco dopo le 8 e 16 del 6 agosto 1945. L’asta si terrà prossimamente a Dallas. [La Stampa]

Si è chiuso il 3 luglio il Festival d’arte della Lunigiana, confluito quest’anno nell’ambito del progetto «Paesini», nato dalla collaborazione tra What Italy Is ed EOLO. «52 storie racconteranno sui social tutto l’anno luoghi remoti del Paese e storie di persone di queste località. Il collettivo What Italy Is si è addentrato nella Lunigiana, dove sono stati coinvolti dodici paesini con cinque mesi di tour, performance, residenze d’artista, installazioni e laboratori. Tutti i ragazzi del gruppo organizzativo credono fermamente nel potenziale della loro terra e grazie a internet il festival d’artesi sta aprendo a tutta Italia, dimostrando come l’arte possa rappresentare un importantissimo fattore di sviluppo culturale ed economico in grado di combattere fenomeni come l’isolamento digitale e lo spopolamento», spiegano gli organizzatori. [Redazione]

Simona Marani sceglie su «Elle» cinque gallerie italiane guidate da donne e impegnate a sostenere artiste donne. Prime fra tutte le gallerie citate quella di Lia Rumma, con una scuderia di artiste internazionali come Vanessa Beecroft, Shirin Neshat, Cindy Sherman o Marina Abramovic, (in mostra quest’ultima nella galleria di Napoli fino al 29 luglio 2022, dopo l’anteprima italiana della sua lirica «Deaths of Maria Callas» al Teatro di San Carlo di Napoli il 13-15 maggio 2022). C’è poi la fiorentina Crumb Gallery #womeninart, prima galleria d’arte d’Europa dedicata esclusivamente all’arte delle donne; Raffella Cortese, che rappresenta tra gli altri Kiki Smith, Ana Mendieta o Martha Rosler, Monica Bonvicini e Yael Bartana; e poi ancora, Francesca Minini e Monica De Cardenas. [Elle]

Secondo un’indagine di Art UK effettuata su 13.500 sculture, solo il 2% delle statue pubbliche della Gran Bretagna commemora persone di colore. La nuova banca dati include immagini di opere di artisti come Antony Gormley, Henry Moore e Barbara Hepworth, nonché rappresentazioni di pop star come i Bee Gees e studiosi come la paleontologa Mary Anning a Lyme Regis. Il 77,5% della statuaria pubblica è dedicato agli uomini, il 17% alle donne e il restante 5,5% è dedicato sia agli uomini sia alle donne. Tra i rari esempi di persone di colore commemorate Betty Campbell (1934-2017), prima preside nera del Galles, e «Platform Piece 1» (1985) di Kevin Atherton, che raffigura un giovane uomo di colore in attesa sul binario della stazione ferroviaria di Brixton. La regina Vittoria è la monarca più omaggiata, con oltre 175 opere. [Gareth Harris]

Mostre che aprono
All’indomani del distaccamento di un saracco dal ghiacciaio della Marmolada, il tema del riscaldamento globale, dell’acqua e della siccità tornano prepotentemente al centro del dibattito. La potenza della natura e l’importanza dell’acqua emergono in un video di due minuti intitolato «River (The Water Serpent)», nell’ala americana del Metropolitan Museum a New York: la ripresa eseguita da un drone mostra un paesaggio innevato dove una folla di individui, ciascuno con uno specchio, crea un travolgente flusso di luce che si avvolge a spirale come un vortice. La performance è ambientata in un tratto di prateria nella riserva di Standing Rock Sioux nel Dakota. Ripresa nel 2016, la processione, ideata da due artisti nativi americani, Cannupa Hanska Luger e Rory Wakemup, è un atto di protesta e conservazione. Il video è tra le 40 opere di «Water Memories», una mostra (fino al prossimo aprile) sul ruolo materiale e simbolico dell’acqua nella vita dei nativi americani, con oggetti tradizionali della collezione, pezzi in prestito moderni e contemporanei, anche di alcuni artisti non nativi. [Redazione]

Dal 2 luglio al 16 ottobre Casa De Gentili a Sanzeno (Tn) ospita «Equivalenze», una mostra di opere pittoriche realizzate dagli ospiti del centro riabilitativo per l’autismo Casa Sebastiano. La curatrice Cristina Locatelli ha invitato il fotografo Massimo Giovannini e l’autrice Camilla Nacci a confrontarsi con il lavoro prodotto dai ragazzi di Casa Sebastiano restituendone una visione fotografica e narrativa. In mostra opere pittoriche, ritratti fotografici e microracconti ispirati alle opere.La mostra tiene inoltre conto delle «varietà», non sono neurologiche, di tutti i visitatori, attraverso percorsi sensoriali per non vedenti e ipovedenti, un accesso per disabili e pannelli leggibili anche da persone con difficoltà. In una sala della sede espositiva è inoltre allestita una «quiet room». [Camilla Bertoni]

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