Giorno per giorno nell’arte | 4 febbraio 2022

Riapre a Ornans in Francia l’atelier di Gustave Courbet | Florence Bourgeois neodirettore di Fiac e Paris Photo | Il Comune di Venezia decide il futuro dell’Arsenale | A Canberra un museo della cultura aborigena | La giornata in 22 notizie

Florence Bourgeois, direttrice di Paris Photo e della Fiac. Cortesia Paris Photo. © Jérémie Bouillon
Redazione |

Riapre a Ornans in Francia l’atelier di Gustave Courbet dopo un restauro. Il rifugio del pittore apre le sue porte al pubblico il 5 febbraio nella sua città natale. In futuro il luogo ospiterà mostre, laboratori didattici e residenze d’artista. [Le Figaro]

Florence Bourgeois neodirettore della Fiac e di Paris Photo. Sostituirà Jennifer Flay (da 18 anni in carica), che pare entrerà in Art Basel mentre si prepara a lanciare una nuova fiera parigina al Grand Palais. [The Art Newspaper]

Il Comune di Venezia decide il futuro dell’Arsenale. Ma gli ambientalisti, che non sono d’accordo, scendono in piazza. Il Forum Futuro Arsenale e Italia Nostra contestano il progetto del Comune, che cede la gestione alla Biennale e al ministero della Difesa. [la Repubblica]

Dopo anni di dispute, l’Australia investe una cifra equivalente a 228 milioni di dollari Usa per un museo della cultura indigena. Si chiamerà «Ngurra», termine che in lingua aborigena significa «casa», e sorgerà tra quattro anni sulle sponde del lago Burley Griffin a Canberra. [The Art Newspaper]

«Mata Mua», il Gauguin della collezione di Carmen Cervera, torna al Thyssen di Madrid il 7 febbraio. L’opera, che da giugno 2020 si trova in Andorra, ritorna per la firma del contratto di locazione della collezione della Baronessa con il Ministero della Cultura. [El País]

La casa natale di Luigi Pirandello
(che si trova in una contrada di campagna, a strapiombo sul mare, denominata «Caos», al confine tra il territorio del comune di Agrigento e quello di Porto Empedocle) ha riaperto le porte ai visitatori in una veste tutta nuova, con un percorso immersivo e multimediale realizzato dal Gruppo Ett per la Regione Sicilia. [Youtube]

Il Museo di scultura antica Giovanni Barracco, con la sua pregevole collezione di arte egizia, assira, fenicia, cipriota, etrusca, greca e romana, conserva, quattro metri sotto il piano stradale, il sito archeologico conosciuto come la Casa romana. Chiuso al pubblico dal 2000, l’edificio antico è nuovamente visibile, sino al 20 febbraio (da venerdì a domenica), nell’ambito di un progetto di visita sperimentale che tocca l’intero Museo. Quattordici punti di interesse nelle sale museali e cinque nella Casa romana, sono infatti fruibili attraverso il sistema Li-Fi: un meccanismo di comunicazione wireless che consente la trasmissione, da faretti led agli smartphone dei visitatori, di informazioni e immagini. Con questa innovativa modalità, oltre alle opere conservate nel palazzetto cinquecentesco che ospita il museo, sarà possibile scendere anche nei sotterranei, dove si conservano i resti di quello che viene identificato come un edificio pubblico di età imperiale, forse una sede delle quattro fazioni di aurighi che gareggiavano a Roma. Sottoposto a rilevanti modifiche nel corso dei secoli, il complesso architettonico presenta un cortile porticato, elementi di reimpiego risalenti a età augustea e giulio-claudia, mentre le strutture riferibili alla sua ultima fase abitativa sono datate al IV secolo d.C. Alla riapertura temporanea seguirà, nei prossimi mesi, un progetto di valorizzazione del sito. [Arianna Antoniutti]

Protesta contro il viadotto. A Vasto (Ch) è stata lanciata una petizione online contro la possibile costruzione di un viadotto dell’Anas: secondo i promotori comprometterebbe il bel paesaggio con panorama sul golfo per di più passando sotto luoghi storici come Palazzo d’Avalos e la passeggiata della Loggia Amblich. Il direttore del mensile «Vasto Domani» Giorgio Di Domenico ha lanciato l’iniziativa e al «Giornale dell’Arte» spiega: «Sappiamo del progetto. È una Variante all’attuale percorso che taglia in due la località balneare di Vasto marina dove passa un traffico pesante incompatibile con il turismo, tuttavia non risolverebbe il problema e la soluzione non può essere una Variante con viadotto e galleria nel lato mare sul versante orientale». Un’alternativa? «Esiste, e va bene, un progetto per costruirla alle spalle della città, non di fronte al mare». Concorda con la petizione Bianca Campli, storica dell’arte e presidente del Club per l’Unesco di Vasto. [Stefano Miliani]

Alexandre Arnault, figlio di Bernard, patron di Lvmh, entra nella community dei Cryptopunk Nft. Il rampollo della dinastia ha cambiato la sua immagine del profilo con un Nft, pochi giorni dopo che il padre ha manifestato diffidenza sull’«effetto bolla» del metaverso. [Voguebusiness.com]

Yuga Labs, il collettivo ideatore dell’Nft Bored Ape, sta cercando un finanziamento di 5 miliardi di dollari da un magnate della Silicon Valley. Sarebbero in trattative con la società di venture capital Andreessen Horowitz per vendere una quota multimilionaria della loro società. [The Art Newspaper]

In Francia l’interesse degli addetti ai lavori per gli Nft è ancora tiepido. Le gallerie che sviluppano partnership con piattaforme digitali possono commerciare opere virtuali; le case d’asta invece non sono ancora autorizzate a farlo. [Le Monde]

Lo scorso ottobre, dal restauro di un retablo del XVI secolo della Chiesa della Santissima Trinità di Alcaraz, in Spagna (Albacete), erano venuti alla luce otto dipinti su tavola di Juan De Borgoña sotto mediocri ridipinture di epoca barocca. Ora i dipinti sono già stati restaurati, e sono pronti per essere esposti in una mostra a Toledo prima di tornare nella loro sede originale. [El País]

Una conferenza su Zeri e il restauro a Milano. Il 7 febbraio alle ore 18 a Milano al Museo Poldi Pezzoli, in presenza e in diretta streaming su Zoom, Angelo Mazza, Conservatore delle Collezioni d’arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e lo storico dell’arte Vincenzo Gheroldi raccontano «Zeri e la filologia tecnica per il restauro. Il caso della Pala del Maestro dei Baldraccani». La pala oggetto della conferenza sarà esposta a Bologna in palazzo Fava, nell’ambito della mostra «La quadreria del Castello. Dipinti emiliani dalla collezione Michelangelo Poletti» dal 7 aprile al 24 luglio 2022. [Museo Poldi Pezzoli]

Sono stati 210mila i biglietti staccati per la mostra «Claude Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi» al Palazzo Reale di Milano. Lunghissime le file che, dai piedi del Duomo, hanno caratterizzato l’ultimo weekend di gennaio 2022. Dall’11 febbraio le opere di Monet passeranno al Palazzo Ducale di Genova per una nuova tappa della mostra.

La nuova Mia Fair - Milan Image Art Fair entra nel gruppo Fiere di Parma e alla sua XI edizione ritorna nella sua consueta collocazione primaverile, dal 28 aprile al primo maggio. [Ansa]

A Ferrara, terminato il primo chilometro di mura storiche, prosegue il progetto per il ripristino progressivo del paramento, che nel complesso ha una lunghezza di circa 9 chilometri. Il 28 febbraio partiranno i lavori per il restauro conservativo del secondo lotto di perimetro murario, nel secondo chilometro. [CronacaComune.it]

La Regione Lazio cerca risorse per finanziare l’acquisto e il posizionamento, in accordo con il comune di Fiumicino, di una tensostruttura che protegga la «Liburna», la riproduzione moderna a grandezza naturale di un’antica nave da guerra romana all’Isola Sacra, nel territorio del Comune romano. [Ansa]

Per l’iniziativa del MiC «100 opere tornano a casa», sono tornate a Palazzo Altieri di Oriolo Romano (Vt) i tre ritratti «Le tre belle» del pittore Jacob Ferdinand Voet e bottega, provenienti dal Castello di Racconigi (Cn). La conferenza stampa di presentazione delle opere si terrà nella Sala Avi a Oriolo Romano (VT) il 5 febbraio alle ore 11. [MiC]

Il gesso originale di Antonio Canova «Amore e Psiche» sarà eccezionalmente esposto il 13 e il 14 febbraio pomeriggio (in occasione di San Valentino), al Museo Bailo. Saranno due giorni di anteprima di un’opera che dal 14 maggio verrà esposta nella mostra «Canova gloria trevigiana. Dalla bellezza classica all’annuncio romantico», che rimarrà aperta al pubblico fino al 25 settembre.

Mostre che aprono
Vent’anni fa scompariva Emilio Tadini (Milano, 1927-2002), pittore, scrittore, saggista, uomo di solida cultura e fascino intellettuale. La galleria Gió Marconi lo ricorda con la mostra «Viaggio in Italia» (dal 4 febbraio al 5 marzo), che riunisce opere della serie omonima esposte per la prima volta nel ’71 nello Studio Marconi (nella foto), e con il libro di Francesco Guzzetti Emilio Tadini. La realtà dell’immagine 1968- 1972 (Fondazione Marconi/Mousse Publishing). È un omaggio a Goethe, e al suo Viaggio in Italia, questa serie abitata da stranianti figure senza testa solitarie. Compaiono motivi ricorrenti, come la forma piramidale a strisce bianche e nere, un telefono, un rossetto, un casco coloniale, oggetti di design e una scultura di Calder: tutti elementi di un immaginario che viene composto in serie narrative dai molti livelli di lettura, poiché «l’arte è un mezzo per intensifica e la percettibilità delle cose». Messo in scena con un’asciutta figurazione pos Pop, tale immaginario, alimentato dal suo interesse per l’inconscio, sconfina spesso nel territorio del surrealismo non meno che della metafisica e nel pensiero di Freud e di Lacan, in quello che è stato battezzato un «Realismo Integrale». [Ada Masoero]

Mostre che chiudono

Nei giorni della celebrazione della musica italiana, a Sanremo c’è spazio anche per la ricerca visiva contemporanea. Fino al termine del Festival della canzone italiana, sabato 5 febbraio, a Villa Ormond, sede dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, è esposta l’opera «The Box» di Melanie Francesca, imponente installazione luminosa in tela e metallo che giunge direttamente da Dubai. Proprio tra l’Oriente e la Svizzera vive l’autrice, artista, scrittrice e opinionista che ha fornito la sua interpretazione del Vaso di Pandora, celebre episodio della mitologia greca. Rappresentato nella tradizione occidentale come il contenitore che racchiude tutti i mali, riversati sul mondo alla sua apertura, il vaso fu scoperchiato da Pandora. Quest’ultima è la prima donna ad apparire nella mitologia greca. Disobbedì a Zeus aprendo il suo dono ma, assieme a tutte le nefandezze, liberò anche la «speranza» di risolverli. L’installazione pesa 400 kg, misura 3 metri per lato ed è alta 2,5. Il luogo espositivo scelto, Villa Ormond, divenne nel tardo ’800 la dimora dell’imprenditore svizzero Michel Louis Ormond, produttore di sigari. Dal 1928 di proprietà del Comune, fu dotata di un padiglione per le esposizioni e venne aperto al pubblico l’ampio giardino. [Stefano Luppi]

Nella Project Room del Pac di Milano continua fino al 13 febbraio «Casa Azul», l’indagine socio-visiva di Giulia Iacolutti (1985) in un carcere maschile di Città del Messico, interagendo con 5 donne trans lì recluse. Il nome allude alle divise blu indossate da queste detenute, omologate ai maschi con cui devono convivere, subendo il loro dileggio. Per questo l’artista ha voluto servirsi della tecnica «blu» della cianotipia (nella foto), mentre sono virate sul rosa le fotografie di cellule prostatiche sane, fornite da un Istituto di ricerca biomedica, per alludere all’identità in cui queste persone si riconoscono, in una riflessione, spiega l’autrice, «sul binarismo di genere e sull’eterna lotta che queste persone devono affrontare per essere quello che sono: donne». [Ada Masoero]

Inaugurata poco prima della Prima scaligera del 7 dicembre scorso, la mostra «Prima della Prima. Il rito dell’inaugurazione della Scala nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo», curata da Aldo Grasso, prosegue fino al 14 febbraio nelle Gallerie d’Italia–Piazza Scala. Sono 83 le immagini esposte, e documentano l’evento milanese dal 1946, anno della rinascita con Arturo Toscanini, fino agli anni ’70: un rito mondanissimo, la Prima della Scala, finché nel 1968 Mario Capanna non scatenò i ragazzi del Movimento Studentesco, che lanciarono uova e vernice al pubblico accorso per il «Don Carlo» di Verdi. In mostra sfilano cantanti celeberrime come Maria Callas, Renata Tebaldi e Giulietta Simionato (lei colta nel momento in cui un’assistente le sferra lo scaramantico calcio di rito, prima dell’ingresso in scena), divine come Grace Kelly, Ingrid Bergman (con Roberto Rossellini), Anna Magnani (con John Huston), ma ci sono anche eleganti spettatrici e scalmanati loggionisti, e poi le sarte, gli addetti alle pulizie, i tecnici. E le terribili fotografie della Scala distrutta dalle bombe. Alle immagini si aggiungono filmati delle Teche Rai e cronache del «Corriere della Sera». [Ada Masoero]

Nidhal Chamekh (Dahmani, 1985), artista tunisino che ha alle spalle partecipazioni a importanti rassegne internazionali, è protagonista di una personale presso lo Spazio Novo, progetto indipendente attiguo alle gallerie di Eduardo Secci, sia a Milano che a Firenze. Chamekh utilizza immagini attuali provenienti dalla rete, ma non soltanto, quanto storiche, queste prese in prestito dal suo paese d’origine, come fonti da cui sviluppare una complessa visione del mondo. Nella sua ricerca, iconografie decontestualizzate assumono nuovi significati all’interno di un patchwork visivo da leggere senza alcuna indicazione prestabilita. Il «linguaggio ipertestuale» dell’artista, per dirla col curatore Pier Paolo Pancotto, è così «in grado di mettere in discussione il rapporto tra i mezzi artistici tradizionali e quelli che derivano dai sistemi digitali». La dimensione sospesa delle opere, tra memoria collettiva e individuale, affronta uno dei temi cari all’autore, quello della genesi dell’identità nella società contemporanea. Nel capoluogo toscano, sino al 12 marzo, sono esposti lavori su carta dalle dimensioni varie: prove disegnative, dal ciclo «Exil» (2019), sono proposte su una struttura tridimensionale appositamente concepita per gli spazi della galleria. Della serie «Le Battement des ailes cycle» (2019) sono invece i disegni più piccoli realizzati anch’essi con grafite e inchiostro. [Monica Trigona]

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