Giorno per giorno nell’arte | 31 maggio 2022

Annunciato il titolo della 18ma edizione della Biennale Architettura 2023 | Apre al pubblico La Ribaute di Anselm Kiefer | Una città maya scoperta a Mérida | Dora Maar all’asta da Artcurial | Il Pozzo di san Patrizio entra nell’Unesco | Accuse di frode e riciclaggio per Daniel Elie Bouaziz | La giornata in 14 notizie

Una delle opere di Anselm Kiefer a La Ribaute
Redazione |

Annunciati il titolo e gli spunti di riflessione della 18ma edizione della Biennale Architettura 2023. Dal 20 maggio al 26 novembre 2023 (con pre-opening il 18 e il 19 maggio) si svolgerà a Venezia, nelle sedi dei Giardini, dell’Arsenale e in vari luoghi della città, la 18ma Mostra Internazionale di Architettura. Oggi la Direttrice del settore Architettura, l’architetto scozzese, con cittadinanza ghanese, Lesley Lokko e il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, hanno reso noto il titolo della mostra, «Il Laboratorio del Futuro», e i suoi spunti di riflessione. L’Africa, il Paese più giovane del mondo quanto ad età media dei suoi abitanti, è in continua crescita nonostante numerose siano le problematiche interne, dall’urbanizzazione disordinata alla scarsa attenzione rivolta all’ambiente sino alle scarse risorse sanitarie. Il laboratorio del futuro si inspira proprio al terzo continente del mondo nell’ottica di immaginare una società moderna, diversificata ed inclusiva. Agli architetti spetta quindi l’onere e l’onore di tradurre queste visioni in progetti reali. La Biennale d’altronde, come l’Africa, è una fucina per sperimentare e immaginare il futuro. «Pensiamo alla nostra mostra come a una sorta di bottega artigiana, un laboratorio in cui architetti e professionisti provenienti da un ampio campo di discipline creative tracciano un percorso fatto di esempi tratti dalle loro attività contemporanee che il pubblico, composto da partecipanti e visitatori, potrà percorrere immaginando da sé cosa può riservare il futuro», chiosa Lesley Lokko.

È stato aperto al pubblico dopo anni di progettazione l’enorme sito di Barjac di Anselm Kiefer. Nel 1992, lasciata la Germania, l’artista ha acquisito La Ribaute, un’antica fabbrica di seta a Barjac, nel sud della Francia, 70 chilometri a nord-ovest di Avignone. Il sito di 40 ettari comprende edifici, installazioni artistiche all’aperto, camere sotterranee e un anfiteatro in cemento a cinque livelli. Kiefer vi ha vissuto fino al 2007, poi si è trasferito in un nuovo studio a Croissy, nella periferia di Parigi. Il numero di visitatori sarà limitato: «L’obiettivo della Fondazione Eschaton-Anselm Kiefer, che gestisce La Ribaute, è infatti garantire l’accesso al pubblico ma evitare il turismo di massa, negli anni a venire», afferma Janne Sirén, presidente del Consiglio della Fondazione. La Ribaute è cresciuta, con più di 60 edifici e aree d’arte, conosciute come padiglioni. «Kiefer ha aggiunto il proprio tocco con sculture e dipinti in questi spazi artistici. Ha accolto artisti per contribuire con installazioni permanenti all’ecosistema de La Ribaute, Wolfgang Laib nel 2014, poi Monica Bonvicini, Laurie Anderson e Valie Export». [Gareth Harris]

Sono ancora bloccati a Londra gli oggetti Fabergé dell’oligarca russo Viktor Vekselberg, apparentemente di proprietà di una società registrata a Panama, Lamesa Arts Inc. A seguito del rapporto dei colleghi inglesi di «Il Giornale dell’Arte», la scorsa settimana negli archivi del V&A è stato cambiato l’indirizzo di Lamesa da Panama a Mosca. La delicata questione se restituire gli articoli russi Fabergé è ora gestita dal Dipartimento per il digitale, la cultura, i media e lo sport (DCMS) del Regno Unito. Tuttavia, è il Tesoro, e il suo Ufficio per l’attuazione delle sanzioni finanziarie, che ha la responsabilità generale di affrontare le misure economiche contro la Russia. Tra gli oggetti esposti a Londra fino all’8 maggio, anche il primo uovo Fabergé, commissionato nel 1885 dallo zar Alessandro III. Il V&A ha anche preso in prestito oggetti Fabergé da altri musei in Russia, il valore complessivo ammonta a molte decine di milioni di sterline. Gli oggetti provenienti dalla Russia sono coperti dal sistema di immunità dai sequestri del Regno Unito. Ma con l’attuale sistema di sanzioni potrebbero essere «congelati», presumibilmente per essere poi archiviati dal V&A. [Martin Bailey]

Condannato con lettere aperte dai direttori di Tate, Guggenheim e MoMA l’improvviso licenziamento alla fine di aprile del direttore Jarosław Suchan dal Muzeum Sztuki a Lodz, in Polonia, di cui avevamo dato notizia nel Giorno per Giorno del 29 aprile.  Il contratto di Suchan, alla guida dell’istituzione dal 2006, prorogato ad interim, non è stato rinnovato a novembre da Diritto e Giustizia, il partito di destra al potere in Polonia. Il governo polacco lo ha sostituito con l’artista Andrzej Biernacki. Suchan si dice preoccupato per il futuro culturale della Polonia e non solo: «Non è solo un fenomeno locale; ci sono due placche che si stanno scontrando in questo momento, una caratterizzata da questa egemonia neoliberista, l’altra dalla politica populista. Anche in quei Paesi in cui la democrazia è molto più forte e molto meglio radicata nella storia, si vedono tendenze pericolose». [Anni Shaw]
Si festeggerà a Londra dal 2 al 5 giugno il Giubileo di Platino della regina più longeva della storia. Sebbene la regina Elisabetta II sia apparsa costantemente nei media negli ultimi 70 anni, sappiamo molto poco dei suoi gusti personali. Ma da quello che emerge, le arti visive non sembrano essere in cima alla sua lista di interessi. I suoi hobby preferiti, se così si può dire, sono cavalli e cani. Eppure, paradossalmente, Elisabetta II, che ora ha 96 anni, ha fatto più di tutti i suoi illustri predecessori per condividere i suoi tesori reali. Per oltre sette decenni responsabile della Royal Collection,  di una delle più grandi collezioni d’arte del mondo, la sovrana britannica ha dato priorità all’accesso del pubblico, alla conservazione e all’inventario. E che collezione: 7.600 dipinti, 2mila miniature (la più grande al mondo) e oltre 500mila stampe e disegni, e poi mobili, ceramiche, orologi, armi e armature, archivi, libri, fotografia e i gioielli della corona. Essendo una delle ultime grandi collezioni reali europee a rimanere intatta, rappresenta una testimonianza dei gusti personali dei monarchi per oltre 500 anni. [Martin Bailey]

Il Pozzo di san Patrizio di Orvieto, in Umbria, entra nella rete mondiale Unesco dei musei dell’acqua. Il Global Nework of Water Museum, con sede a Venezia, è stato istituito nel 2018, comprende oltre 70 siti di 30 Paesi e fa parte di un progetto sull’importanza dell’acqua e dello sviluppo sostenibile (tra gli obiettivi dell’Agenda 2030) nell’ambito del Programma Idrologico Intergovernativo dell’Unesco. Il pozzo fu costruito da Antonio da Sangallo il Giovane a Orvieto nel 1527-37 per volere di papa Clemente VII che, reduce dal Sacco di Roma, desiderava tutelarsi nell’eventualità di un nuovo assedio, garantendo una fonte di acqua in caso di calamità o di assedio. È profondo 54 metri e ha un diametro di 13 metri. In onore della costruzione del pozzo, papa Clemente VII incaricò Benvenuto Cellini di coniare una moneta, oggi conservata ai Musei Vaticani. [Redazione]

Si svolge da martedì 7 a domenica 12 giugno la 60ma edizione del Salone del Mobile a Milano: quasi 200mila metri quadrati di superficie espositiva per 2.083 espositori (circa 600 i designer del SaloneSatellite), con un 25% di aziende estere. Aperto anche al pubblico, il Salone approfondirà la sostenibilità e la transizione ecologica. Per celebrare il 60mo anniversario l’architetto Mario Cucinella , promotore di una progettazione etica, ha realizzato l’allestimento del padiglione 15 «Design with Nature», un’installazione per raccontare il futuro dell’abitare in 1.400 metri quadrati di spazio. [Redazione]

400 fotografie di Dora Maar saranno messe all’asta da Artcurial a Parigi il 27 e 28 giugno. Con stime comprese tra 800 e 4mila euro, la casa d’aste presenterà 400 lotti provenienti della tenuta dell’artista, ciascuno accompagnato da un negativo originale. Secondo Bruno Jaubert, direttore del dipartimento di arte impressionista e moderna di Artcurial, «Maar può essere vista come una delle fotografe più originali del suo tempo, una vera pioniera della metà del XX secolo». Il suo record d’asta è di 707.864 dollari, battuto da Sotheby’s a Parigi per un suo un dipinto raffigurante Pablo Picasso. La sua fotografia più cara, invece, è la stampa alla gelatina d’argento, «Les années vous guettent» (1936), venduta per 348.949 dollari da Christie’s nel 2015. [artnet]

Un’antica una città maya è stata scoperta in Messico durante gli scavi di un cantiere nella penisola dello Yucatán, vicino a Mérida, dove si sta costruendo un parco industriale. Il sito di Xiol, così è stato chiamato, era attivo tra il 600 e il 900 d.C., e vi abitavano circa 4mila persone. Ci sono i resti di palazzi, piazze, case e oggetti di uso quotidiano, le rovine sono molto ben conservate. Mérida, capitale dello Yucatán, è nota per i numerosissimi siti archeologici Maya, tra cui Chichen Itza, Uxmal e Becan e anche per Chicxulub, il cratere sotto la penisola causato dal meteorite che 65 milioni di anni fa ha molto probabilmente portato all’estinzione dei dinosauri. [Redazione]

Rubato un tabernacolo d’oro risalente al 1890 del valore di 2 milioni di dollari da una chiesa di Brooklyn. I ladri hanno fatto irruzione nella chiesa cattolica romana di Sant’Agostino, a Park Slope tra giovedì 26 maggio e sabato 28 maggio. Durante le operazioni per estrarre il tabernacolo è stata staccata la testa dalla statua di un angelo. I ladri hanno inoltre rubato i filmati di sicurezza, il che ha genera il sospetto che avrebbero potuto avere un aiuto dall’interno. [CBS News]

Daniel Elie Bouaziz di Palm Beach, proprietario delle gallerie Danieli Fine Art e Galerie Danieli, è accusato di frode telematica, frode postale e riciclaggio di denaro per la vendita di presunte opere false di Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Banksy, Henri Matisse, Frederick Hundertwasser, Keith Haring e altri artisti per un importo complessivo di milioni di dollari. La denuncia è pervenuta il 25 maggio al tribunale del distretto meridionale della Florida. Bouaziz avrebbe acquistato opere per somme relativamente basse per rivenderle a importi notevolmente maggiori. Il lavoro più costoso nel un dipinto senza nome attribuito a Basquiat acquistato sul sito di Web LiveAuctioneers per 495 dollari, rivenduto a un agente dell’FBI sotto copertura per 12 milioni di dollari. [Artnews]

Venerdì 10 giugno sarà conferito ad Achille Bonita Oliva il Premio Tommaso e Laura Leonetti «Un impegno per Napoli». Giunto alla 16ma edizione il premio è rivolto a personalità che abbiano contribuito alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio artistico, scientifico e culturale partenopeo. La scelta sul noto critico è dovuta «all’originale impegno critico, teorico e di divulgazione dell’arte contemporanea e alla creazione del “Museo Obbligatorio” della Metropolitana di Napoli, patrimonio della città celebrato nel mondo», si legge nella motivazione. Alla consegna del premio, che si svolge al Teatro di Corte di palazzo Reale alle 10,30, intervengono Maria Grazia Leonetti Rodinò di Miglione, Ennio Cascetta, Angela Tecce, Andrea Viliani e Rory Troise. [Redazione]

La statua dell’imperatrice romana, Vibia Sabina, custodita a Villa Adriana, Tivoli, è esposta e visibile gratuitamente fino al 18 giugno nella dimora romana, il monumento di Piazza di Pietra, a lei dedicato dal marito. Il monumento le è stato dedicato dal marito, l’imperatore Adriano, che in realtà non sopportava il carattere della moglie e i suoi numerosi amanti, decise più volte decise di ripudiarla, ma senza mai farlo. Villa Adriana, dove l’imperatore visse felice con il suo giovane amante Antinoo, annegato nel Nilo a soli vent’anni, apparteneva a Vibia Sabina. Dopo la morte dell’imperatrice (nel 137 d.C.), anche lei, come Antinoo, fu divinizzata e per decreto di Adriano ebbe la dedica di un tempio a Roma nel cuore dell’impero. La sua bellissima statua si potrà ammirare, insieme all’imponente tempio, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13 alle 20, martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 11 alle 19. [Tina Lepri]

Mostre aperte
Prosegue fino al 30 giugno «Un set alla moda» nel Museo Civico, Palazzo Cuttica, ad Alessandria, con 17 costumi di scena e settanta fotografie di set scattate dal fotografo delle dive Angelo Frontoni e poi testi di scena, filmati. Realizzata in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino, la mostra spazia dal cinema muto negli studi torinesi di inizio Novecento all’epoca d’oro di Cinecittà da Luchino Visconti a Pasolini, da Dino Risi a Roberto Benigni. Tra i film e i kolossal rappresentati «Cabiria», «Gli ultimi giorni di Pompei», «Il piccolo diavolo» e «Operazione san Gennaro». [Redazione]

Addii
È morto a 80 anni Claude Rutault, l’artista francese che ha riscritto le regole della pittura: sottoponeva le sue opere a sistemi rigorosi e spesso non produceva i suoi dipinti da solo. A darne l’annuncio è stato «Le Figaro» il 28 maggio. Grande cultore del monocromo, i suoi dipinti sono o sono stati esposti a Musée national d’art moderne di Parigi, Documenta di Kassel, Palais des beaux-arts di Bruxelles, Biennale di Sydney, Musée de Grenoble, Watarium Museum di Tokyo, Louvre di Parigi, Centre de création contemporaine di Tours, Solomon R. Guggenheim Museum di New York. È rappresentato dalla galleria di Emmanuel Perrotin. [Redazione]

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