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Giorno per giorno nell'arte | 31 dicembre 2018

Venezia, arriva il ticket d'ingresso | Le reazioni: scelta velleitaria, le carte vincenti sono l'educazione, la cultura e il controllo del flusso turistico | La giornata in 12 notizie

Direzione Venezia

Il contributo di sbarco a Venezia è legge. Nella legge di bilancio appena approvata dal Governo è prevista l'introduzione di un nuovo contributo, che può variare dai 2,50 ai 10 euro e andrà a sostituire la tassa di soggiorno a Venezia, per l'ingresso alla città da parte dei turisti. Soddisafatto il sindaco Luigi Brugnaro, che promette che il denaro raccolto sarà investito in pulizia e restauri. L'imposta sarà a regime entro tre anni e dovrebbe essere caricata automaticamente sul costo dei biglietti per chi raggiunge Venezia in treno o in nave. [Corriere della Sera]

Ma Venezia è stata lasciata morire. Per Marco Belpoliti la carta vincente per conoscere e rispettare Venezia è l'educazione culturale e storica, anche se non si visita la città. [la Repubblica]

La toppa non salverà il buco. Per Stefano Zecchi la scelta di ricorrere a un biglietto d'ingresso per entrare a Venezia è ridicola e di cattivo gusto, come lo fu l'introduzione dei tornelli. Andrebbe invece creato un grande centro informatico per raccogliere le richieste d'ingresso e disciplinare gli ingressi in città. [il Giornale]

Servono regole uguali per tutti. Prevedibile la reazione delle altre realtà italiane che da tempo chiedono provvedimenti analoghi a quello appena adottato per Venezia: per esempio il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervistato, sostiene che la strada sia quella giusta ma che non sia corretto fare norme ad hoc per una singola città. [Corriere della Sera]

Sulle pietre di Matera si cammina per la pace. Questa sera, la capitale europea della cultura 2019 accoglie la tradizionale marcia per la pace, giunta alla 51ma edizione. [Avvenire]

Guerra fra monaci a colpi di architettura. Secondo l'esperta di cattedrali gotiche Emma Wells, dell'Università di York, l'incendio che colpì la cripta di Canterbury nel XII secolo fu doloso, e provocato dagli stessi monaci al fine di ricostruire l'ambiente in modo da competere con l'astro nascente dell'architettura sacra dell'epoca, ossia la Cattedrale di Durham. [The Daily Telegraph]

L'anno delle storie dei rifugiati europei. Fuggiti dai nazisti come rifugiati, gli Intellettuali gli artisti europei che ebbero un ruolo importante nel plasmare la cultura britannica saranno celebrati nel 2019 con un festival nazionale di un anno, intitolato «Insiders/Outsiders», che prenderà il via a marzo, coinvolgendo la Tate Britain a Londra, il Glyndebourne nell'East Sussex e la galleria d'arte Abbot Hall in Cumbria. [The Guardian]

Il Ponte e Pandolfini realizzano più di Christie's e Sotheby's (in Italia). L'inserto di economia del «Corriere» dedica una pagina al bilancio delle case d'asta italiane per il 2018: «Il Ponte» di Milano si riconferma regina del mercato italiano con un incremento del fatturato del 20% rispetto al 2017. Alle sue spalle Pandolfini di Firenze. [Corriere della Sera]

Israele, riaffiorano due busti tardo romani. L'Autorità per le Antichità di Israele ha diffuso ieri le immagini di due busti funerari in pietra calcarea databili a 1.700 anni fa, trovati per caso all'inizio del mese da un escursionista mentre percorreva le valli del Giordano e di Jezreel. [la Stampa]

L'angelo di Gormley ha perso il cappello. Sparisce dalla sommità della nota opera di Anthony Gormley «Angel of the North» il cappello da Babbo Natale installato, non senza difficoltà data l'estrema altezza della statua, la sera della vigilia. Si teme un furto. [The Sunday Times]

Il piccolo popolo di Cordal. Lo scultore spagnolo Isaac Cordal lancia il progetto «Cement Eclipses», che prevede l'installazione di piccole sculture, alte circa 15 centimetri, in luoghi strategici di Londra e delle altre capitali europee per spingere i cittadini a riflettere sugli stereotipi e sugli spazi dove vivono. [The Guardian]

San Gennaro beve Peroni? Lo street-artist Jorit Agoch fa causa al produttore di birra Peroni perché ha utilizzato senza chiedere autorizzazione né offrirsi di pagare un compenso, una sua opera che raffigura San Gennaro per pubblicizzare un proprio prodotto. [il Fatto Quotidiano]

Redazione, edizione online, 31 dicembre 2018


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