Giorno per giorno nell’arte | 30 giugno 2022

Tempio romano del II secolo scoperto nei Paesi Bassi | Il debutto di Magnum Photos nel mondo Nft | 49 milioni di euro per il Freud dipinto da Bacon | The Armory Show e US Open promuovono opere di artisti sottorappresentati | Licenziato Aaron De Groft per i presunti falsi Basquiat | La giornata in 16 notizie

«Silly Simon’s Psilocybin» di Mad Dog Jones (Nft, 75.600 dollari) © Chrsitie’s
Redazione |

Nella provincia dello Gelderland nei Paesi Bassi, un team di archeologi ha riportato alla luce un tempio romano. La struttura riemersa, relativamente intatta, è collocata lungo il Limes romano, la linea di confine dell’Impero Romano nel II secolo d.C. diventata patrimonio Unesco dallo scorso anno. Secondo gli addetti ai lavori almeno altri due templi erano originariamente situati nelle vicinanze. Secondo l’agenzia olandese per il patrimonio culturale, il tempio appena scoperto era funzionante tra il I  e il IV secolo d.C., frequentato dai soldati romani che difendevano il confine dalle vicine tribù germaniche. Nel sito sono state trovate anche diverse dozzine di pietre, che funzionavano da altari votivi per i soldati di alto rango, alcune sono dedicate a divinità come Giove-Serapide e Mercurio. Vari pezzi del sito saranno esposti al Museo Valkhof di Nijmegen, la città più grande della Gelderland. [Reuters]

La vendita di Nft di Beeple, Mad Dog Jones e altri artisti proposta dal 21 al 28 giugno da Christie’s ha fruttato a 1,6 milioni di dollari, superando di poco le aspettative della casa d’aste. Il risultato costituisce un segno moderatamente positivo per il mercato Nft colpito dal recente crollo della criptovaluta, anche se i risultati sono molto inferiori rispetto a dei quelli giorni del record di Beeple nel 2021. Compresa quest’ultima vendita, «Cartography of the Mind», Christie’s nel 2022 ha venduto a oggi 4,6 milioni di dollari in opere Nft, stando a quanto riporta il «Wall Street Journal», mentre l’anno scorso la casa d’aste ha incassato quasi 150 milioni di dollari. Ma come scrive Beeple in un suo paesaggio: «Finora è stato un lungo viaggio strano, ma il viaggio è appena iniziato». [The Wall Street Journal]

Da Bob Dylan al lavoro alla borsa di Hong Kong: decine di immagini sono confluite nella prima avventura in assoluto di Magnum nel mondo degli Nft. La prima delle tre collezioni Nft di Magnum sarà pubblicata nell’ambito delle celebrazioni per il 75mo anniversario dell’agenzia per tutto il 2022 su Foundation. Sei drop avranno luogo nelle prossime due settimane (fino al 12 luglio). Ogni drop includerà una selezione di immagini dell’archivio di Magnum per ripercorrerne la storia dagli anni ’40 a oggi. Ciascuno Nft sarà un’edizione unica. I collezionisti, la community di Web3 e il pubblico in generale potranno così, per la prima volta, possedere fotografie dell’archivio storico dell’agenzia, realizzate da alcuni dei fotografi più acclamati del XX e XXI secolo. [The Guardian]

Debutta il primo luglio la neonata casa d’aste londinese Sloane Street Auctions, con una vendita di 140 lotti. Tra le proposte fotografie del XX secolo, dipinti antichi, miniature persiane e molto altro. Spicca una coppia di ritratti di turquerie di Sir Joshua Reynolds del 1757 (con una stima da 300mila a 500mila sterline), genere orientalista che emulava aspetti dell’arte e della cultura turche; un vaso di Picasso del 1952 in ceramica bianca (200mila-300mila sterline) dalla tenuta di Marina Picasso, nipote dell’artista, vaso eccezionalmente grande, antropomorfo, a doppio manico, giocosamente inciso con due facce; le xilografie di Paul Gauguin «Noa Noa» (30mila-40mila sterline) e fotografie di Nick Knight, Heinz Hajek-Halke. [Artnet]

Tra tutti i tornei del Grande Slam di tennis, gli US Open occupano un posto speciale, come The Armory Show, la fiera d’arte di New York che ha collaborato con la United States Tennis Association per allestire sculture all’aperto su larga scala nel terreno del torneo. Le sculture, di artisti provenienti da Paesi sottorappresentati, saranno nel Queens, il distretto più grande, popolato e diversificato di New York, con oltre 100 nazionalità e 138 lingue. Tra gli artisti il nigeriano Gerald Chukwuma, il messicano Jose Dávila e l’indigeno Luzene Hill. «La campagna Be Open è una piattaforma per il tennis e gli US Open per sostenere voci diverse e creative: la partnership con l’Armory Show, una delle istituzioni culturali di lunga data di New York, amplierà l’impegno degli US Open a incarnare quei valori», afferma Nicole Kankam, amministratore delegato del marketing del tennis pro per l’Usta. L’Armory Show si terrà a New York dal 9 all’11 settembre, negli stessi giorni delle finali degli US Open (23 agosto-11 settembre). [Daniel Cassadi]

Il ritratto di Lucian Freud realizzato negli anni Sessanta da Francis Bacon, proposto all’asta da Sothebys il 29 giugno è stato venduto per 49  milioni di euro durante l’asta British Art: The Jubilee Auction. Alla sua prima apparizione in asta, è il singolo pannello più caro di Bacon e la sua opera più costosa mai venduta a Londra. Opera rappresentativa del rapporto di amicizia e rivalità tra i due artisti, era stata concepita come il pannello centrale di un trittico, poi separato poco dopo la sua creazione. Il pannello di sinistra del trittico si trova ora in una collezione privata, quello di destra all’Israel Museum di Gerusalemme. [Redazione]

Prosegue il progetto umanistico di Renzo Piano, avviato all’indomani della pandemia con la costruzione di sei ospedali in giro per il mondo, tre in Grecia. Da Atene, l’architetto racconta a «la Repubblica» l’importanza di costruire spazi per restituire una dimensione umana alla cura. «La nuova frontiera sono gli ospedali. Siamo di fronte a una svolta, bisogna saper cogliere lo spirito dei tempi», afferma. Per Piano parlare di «ospedale non significa mettere al centro la malattia, ma la cura. Gli ospedali devono essere belli». [la Repubblica]

Nuovi risvolti nella vicenda sulla mostra di Jean-Michel Basquiat all’Orlando Museum of Art, chiusa anticipatamente il 24 giugno in seguito all’irruzione dell’Fbi che ha sequestrato i 25 dipinti esposti per dubbi relativi alla loro autenticità (Giorno per giorno del 28 giugno). I membri del consiglio di amministrazione dell’Orlando Museum of Art hanno licenziato Aaron De Groft, direttore e amministratore delegato dell’istituto. La presidente del consiglio di amministrazione Cynthia Brumback afferma che gli amministratori sono «estremamente preoccupati in particolare per la recente rivelazione di una corrispondenza e-mail inappropriata intrattenuta dall’ex direttore con il mondo accademico riguardante l’autenticazione di alcune delle opere esposte. Per questo abbiamo avviato un processo ufficiale, in linea con i nostri standard aziendali e i nostri standard di condotta». In un’email, De Groft minacciava infatti un accademico dell’Università del Maryland poiché voleva prendeva le distanze da un rapporto sull’autenticità delle opere che le era stato commissionato. [Il Giornale dell’Arte]

Pausa di riflessione per i BTS, Bangtan Sonyeondan, boy band sudcoreana, formatasi a Seul nel 2013 (oltre 32,7 milioni di dischi venduti). Dopo la loro collaborazione con la londinese Serpentine Gallery nel 2020, per un progetto di arte pubblica realizzato in collaborazione con l’artista danese Jacob Kudsk Steensen, è il direttore artistico delle Serpentine Galleries, Hans Ulrich Obrist, a parlare per rassicurare i fan: «I BTS hanno in programma di prendersi un secondo periodo di riposo prolungato ufficiale, dopo il primo nel 2019. Un Obrist piuttosto sollevato afferma che i BTS si stanno solo prendendo una “pausa” e la collega astutamente con quella di celebri movimenti artistici. “Nella storia dell’arte, gruppi come i cubisti si sono sciolti”», ha dichiarato. Nel frattempo Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel, ha lanciato l’ultima stagione di podcast di Art Basel, «Intersections», intervistando Kim Nam-joon dei BTS che ha parla del suo rapporto con l’arte e della sua passione per il collezionismo: «Sto progettando di realizzare un piccolo spazio per la mia collezione privata», ha anticipato. [Redazione] 

Mostre che aprono
La Galerie Bode a Norimberga propone fino al 26 luglio una nuova mostra di Max Ackermann, che porta alla luce il suo ruolo di primo piano nell’Arte astratta e informale. Max Ackermann (1887-1975) è stato un pittore e grafico tedesco fondamentale nel passaggio artistico di inizio secolo dalla figurazione all’astrazione. Si ritiene che abbia preceduto persino Kandinskij nella sua svolta verso la piena astrazione, compiendo questo passaggio già nel 1905. In mostra «le sue opere realizzate in Germania negli anni ’50 nel contesto dell’Informale. Negli anni ’30 Ackermann aveva sviluppato un linguaggio visivo libero e spontaneo, costruendo le basi artistiche per l’Arte informale, emersa oltre un decennio dopo. Una considerazione storico-artistica dei contributi di Max Ackermann all’Informale non era mai stata fatta», spiegano dalla galleria. [Artnet

La Tate di Londra ha annunciato la programmazione del 2023, che comprende mostre dedicate a Isaac Julien (27 aprile-20 agosto 2023) e Sarah Lucas (26 settembre 2023-14 gennaio 2024, la prima nel Regno Unito), entrambe alla Tate Britain. Sempre alla Tate Britain, «Women in Revolt!» (2 novembre 2023-7 aprile 2024), con oltre 100 artiste attive nel 1970-90 su questioni come il movimento per la pace, la visibilità delle artiste nere e la crisi dell’Aids. Nel frattempo, la controversa mostra «Philip Guston Now» dovrebbe finalmente essere lanciata alla Tate Modern (5 ottobre 2023-25 febbraio 2024) dopo un ritardo nel 2020 quando i quattro musei ospitanti, tra cui la National Gallery of Art di Washington DC, hanno posticipato la mostra in risposta alle preoccupazioni sulla sensibilità razziale. Alla Tate Modern anche una presentazione congiunta di opere di Hilma af Klint e Piet Mondrian (20 aprile 2023-3 settembre) e un’indagine sulla fotografia africana contemporanea (6 luglio 2023-14 gennaio 2024). Infine a Liverpool, JMW Turner e Lamin Fofana (fino a giugno 2023) e St Ives l’arte contemporanea marocchina alla Casablanca Art School ( 27 maggio 2023-29 ottobre). [Gareth Harris]

Si svolge dall’8 al 14 luglio la quarta edizione del Festival Art Nouveau Week, dedicato all’Art Nouveau nelle sue molteplici espressioni. Organizzato dall’Associazione Italia Liberty, propone una serie di appuntamenti, incontri, mostre e visite guidate (italialiberty.it) che ripercorrono l’evoluzione internazionale dell’Art Nouveau. Promosso dal MiC e curato da Andrea Speziali, il festival permette di immergersi nelle atmosfere dell’Art Nouveau in Italia e all’estero. Tra gli omaggi quelli a Giuseppe Sommaruga, protagonista del Liberty italiano, Gustav Klimt, maggior artista della Secessione viennese, e poi Otto Wagner, Giovanni Michelazzi, Salvatore Gregorietti, William Henry Bradley, Siegmund von Suchodolski, Fernand Allard l’Olivier e Charles Cottet. [Redazione]

Da scultore a scultore, da veneto a veneto. È infatti l’artista padovano Elio Armano il promotore del programma di celebrazioni che ricorda il centenario della morte di Augusto Murer, promosso da Regione del Veneto, Provincia di Belluno e Comuni di Belluno e di Falcade con Longarone Fiere. Apice del progetto è la retrospettiva Augusto Murer (1922-1985) curata da Dino Marangon, che dal 30 giugno al 18 settembre i Civici Musei di Palazzo Fulcis a Belluno dedicano allo scultore falcadino. Un artista che, nonostante la carriera internazionale, rimase sempre profondamente legato alla sua terra, tanto da donare il suo studio affinché diventasse museo, e a una popolazione di cui empaticamente condivise drammi come il duro lavoro di miniera e l’emigrazione. Esemplari in questo senso appaiono il ciclo di disegni dedicato alla tragedia mineraria di Marcinelle (Belgio, 1956) e il portale della chiesa di Caxias do Sul in Brasile, tra i paesi di elezione dell’emigrazione bellunese. «Murer non fu "solo” un grande scultore ma anche un uomo, e un intellettuale, che si immerse nella storia del suo tempo» afferma Armano di questo artista schivo ma versatile e fecondo, che si misurò in modo persuasivo sia con il bronzo (tra le opere più celebri il «Monumento alla Partigiana» realizzato con Carlo Scarpa di fronte ai Giardini della Biennale di Venezia, di cui la mostra presenta un bozzetto) sia con il legno. La mostra focalizza in particolare gli anni ’40 e ’50, illuminati dal fondamentale incontro con Arturo Martini, «offrendo, precisa Marangon, alcuni capolavori di quel realismo originario che pare essere la cifra più vera dell’arte di Murer, gentilmente messi a disposizione dalla famiglia: opere nelle quali fenomeno e simbolo appaiono strettamente fusi insieme». Tra le opere più significative spiccano lper impatto dimensionale la «Maternità» del 1971 e il sensuale «Torso femminile» del 1985. [Elena Franzoia]

Mostre che chiudono
La Casa Museo Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado fino al 3 luglio ospita la mostra «9 sculture per una Grande Anima» dell’artista figurativo bergamasco Ugo Riva (1951). Insieme a bozzetti su carta la rassegna comprende opere in terracotta policroma con inserti polimaterici, come «Aiutami», «Abbraccio», «Dalla parte delle radici» e «Vitae». Ha organizzato la rassegna l’associazione «Grande Anima» fondata nel 2019 in memoria di Rosy Medri (1956-2018), medico omeopata, dal marito Valerio Palmieri. L’associazione di volontariato per familiari di malati cronici o inguaribili prende il nome da una figura alata in bronzo di Riva. L’artista stava per donarla alla Medri, ma una malattia fulminea le ha impedito di ritirarla. Lo scultore ha allora concepito le opere durante il lockdown per il Covid «come un ciclo, una cantica in più stanze ispirata a un sentimento di humanitas», scrivono gli organizzatori, inserendovi tra i rimandi formali, la classicità e il Surrealismo. Il ricavato dei biglietti andrà all’associazione. [Stefano Miliani].

Addii
È morta a 94 anni nella sua casa nella Napa Valley la pittrice americana Margaret Keane, nota per i dipinti raffiguranti volti con gli occhi grandi, di cui il marito Walter Keane si attribuiva indebitamente il merito. Un storia raccontata da Tim Burton nel film «Big eyes» nel 2014. Sebbene lo stile Keane non fosse lodato dai critici del mondo dell’arte dell’epoca, fu celebrato nell’Esposizione Universale del 1964. La sua popolarità è cresciuta al di fuori della cerchia ristretta della critica d’arte, tanto che Keane aprì rapidamente gallerie in tutto il Paese, con stampe e cartoline di Keane collocate nei grandi magazzini che gli fruttarono milioni di dollari. Keane si prendeva il merito dei dipinti eseguiti dalla moglie, costretta a lavorare di nascosto. Nel 1986 a dissipare ogni dubbio fu una sfida tra i due richiesta da un giudice: nell’aula del tribunale Margaret dipinse in meno di un’ora una figura perfettamente nel suo stile, il marito si rifiutò per via di una spalla dolorante. Margaret ha vinto la causa e ha ricevuto 4 milioni di dollari per i danni subiti. [Wallace Ludel]

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