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Giorno per giorno nell'arte | 3 novembre 2019

14 nuove sale agli Uffizi per gli autoritratti | La battaglia della romanità a Nîmes | Un Gauguin a Torino | La giornata in 14 notizie

Il deposito degli autoritratti agli Uffizi. Foto: El País (Maurizio Degl'Innocenti)

Il viaggio degli Uffizi alle origini del «selfie». Con le sue 2.300 opere, stipate in un magazzino di 1.200 metri quadrati, il museo degli Uffizi di Firenze possiede una delle più importanti collezioni di autoritratti al mondo. Dal prossimo gennaio parte di questi capolavori saranno finalmente esposti in 14 nuove sale dedicate al tema della raffigurazione di sé. «Molto prima che l'autoritratto venisse triturato dal narcisismo selfie, ci fu un tempo in cui l'arte consegnò una delle sue rivoluzioni attraverso l'autoreferenzialità. Il cardinale Leopoldo De Medici, un collezionista ossessivo che tentò senza successo di riabilitare Galileo all'interno della Chiesa, fu il primo a rendersene conto. Insieme a un pioniere dei curatori, uno storico dell'arte dell'epoca chiamato Filippo Baldinucci che aveva delineato la vita di diversi artisti, concluse che il racconto biografico dovesse essere accompagnato da una testimonianza visiva, per tracciare il legame definitivo tra vita e opera. Nacque così la più importante collezione di autoritratti al mondo, un viaggio di cinque secoli attraverso i volti di pittori come Velázquez, Rembrandt, Delacroix, Van Dyck, Liotard, Chagall o Ai Weiwei, nascosti per anni nei depositi della Galleria degli Uffizi. Il museo fiorentino aprirà il 14 gennaio nuove sale per riportarle in superficie....Leopoldo de Medici (1617-1675), figlio del Granduca Cosimo II e dell’arciduchessa Maria Maddalena d'Austria, e il tedesco Eike Schmidt, direttore del museo dal 2015, sono l'inizio e la fine di questo viaggio attraverso 2.300 opere nascoste dietro la porta di un magazzino di 1.200 metri quadrati.....» [El País]

A Nîmes è tardi per dichiarare una guerra della romanità. Le importanti vestigia romane hanno portato negli ultimi anni a una crescita continua dei visitatori a Nîmes, in Francia. Ciò ha portato all'inaugurazione nel 2018 del nuovo Museo della Romanità, costato quasi 60 milioni di euro. L'aspetto troppo moderno dell'edificio, a ridosso dei monumenti antichi, fa però parecchio discutere e rischia di penalizzare la città nel processo di iscrizione alla lista del Patrimonio mondiale Unesco. [Libération]

Un Gauguin milionario appare a Torino. A Flashback a Torino è stato esposto  dalla galleria Fabrizio Russo di Roma di un'opera di Gauguin del 1882, «La Sente des Gratte Coqs». Si tratta di un panorama, appartenente a una famiglia sabauda e mai esposto prima negli ultimi 30 anni, che viene valutato 2,5 milioni di euro. [la Stampa]

Per David Salle tocca ai posteri l'ardua sentenza sugli artisti. Alain Elkann ha intervistato il pittore, fotografo e scrittore David Salle sugli artisti da lui ammirati e sulla sua idea che solo dopo la morte un artista può essere veramente compreso. [la Stampa]

Le bottigliette di plastica saranno bandite dai musei? La nuova tassa sulla plastica che sta studiando il Governo italiano potrebbe avere ripercussioni anche sui musei: secondo l'assessore regionale all'Ambiente del Piemonte Matteo Marnati si potrebbe arrivare a vietare le bottigliette monouso in tutti gli eventi culturali, compresi concerti e musei. [Corriere della Sera]

Riflettori sulle torri medioevali. Nell'antichità Asti era chiamata «città delle 100 torri»: oggi ne sono rimaste solo una ventina, ma un progetto di illuminazione artistica finanziato dalla Regione Piemonte mira a rilanciarle, a partire dal 2021. [la Stampa]

Il caso del falso Galileo. Si torna a sentir parlare in negativo di Massimo Marino De Caro, ex direttore della biblioteca dei Girolamini di Napoli. Si è scoperto che ha realizzato una copia falsa del celebre «Nuncius sidereus» di Galileo Galilei, con tanto di firma originale e acquerelli inediti dello scienziato, che la rendevano un esemplare unico dal valore milionario. La contraffazione è stata scoperta dal bibliofilo e astronomo inglese Owen Gingerich. [il Sole 24 ore]

Programmare la conservazione delle cattedrali monumentali. Salvatore Settis racconta come è andato il Convegno internazionale delle cattedrali europee, tenutosi a fine ottobre a Pisa in omaggio ai 20 anni dalla stabilizzazione della Torre di piazza dei Miracoli, dedicato al monitoraggio delle grandi chiese europee. [il Sole 24 ore]

Il premio dopo la tempesta. Il museo d'arte contemporanea all'aperto «Arte Sella» di Borgo Valsugana (Trento), devastato dalla tempesta del 2018 ma subito capace di ripartire, ha vinto la settima edizione del Premio del gruppo Allegrini «L'arte di mostrare l'arte». [il Sole 24 ore]

Un violinista distratto. Si conclude bene la disavventura del virtuoso inglese Stephen Morris, che ha dimenticato sul treno il suo prezioso strumento del 1709, del valore di 300.000 euro. L'antico violino è stato rintracciato, intatto, grazie alle riprese delle telecamere a circuito chiuso del treno. [Corriere della Sera]

Un monumento di cultura generale. Nell'era di Wikipedia, due docenti francesi hanno ottenuto il successo pubblicando un libro di oltre 600 pagine che ripercorrendo l'intera storia dell'umanità promette di rilanciare la perduta arte della cultura generale. Si tratta della storica Florence Braunstein e del letterato Jean-François Pépin, già autori di fortunati volumi divulgativi. [Le Figaro]

La rivalutazione della figura di Motylski. L'annuncio da parte di alcuni concittadini di pubblicare postume le memorie del pittore inglese Robert Motylski, scomparso nel 2018 a 65 anni, è l'occasione per ricostruire la vicenda di questo personaggio, costretto a vivere in esilio in Francia a Vigan dopo l'evasione dal carcere nel 2003. [Libération]

La filosofia è roba da museo. S'inaugura questa settimana l'iniziativa dell'Università Statale di Milano «Il museo della Filosofia: le prime stanze», una mostra che con strumenti visivi e interattivi proverà a illustrare al pubblico la natura dei problemi filosofici attraverso scenari fittizi ed esperimenti mentali. [Corriere della Sera]

Il rilancio culturale di Aberdeen passa per il cemento. Dopo una galleria d'arte e i nuovi giardini, progettati dagli architetti Diller Scofidio + Renfro, la città di Aberdeen prosegue la sua riconversione artistica con il nuovo centro multifunzionale P&J, costato 333 milioni di sterline. [The Guardian]

Redazione, edizione online, 3 novembre 2019


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