Giorno per giorno nell’arte | 3 gennaio 2022

Si restaura la Terrazza Vasariana sull’Arno | Tre piccoli mausolei nel quartiere Appio-Latino a Roma | Aperto a Palazzo Pitti il Museo delle Icone Russe | Un ritratto di Julie Mehretu | La giornata in 16 notizie

«Il passaggio dello Stige» di Joachim Patinir (particolare), dipinto conservato al Museo del Prado
Redazione |

A Firenze sono stati annunciati lavori di restauro alla Terrazza Vasariana sull’Arno. I lavori, che cominceranno in primavera e dureranno sei mesi, prevedono un costo di 300mila euro. [La Nazione]

A Roma, nel quartiere Appio-Latino, sono state scoperte le vestigia di tre piccoli mausolei. I tre edifici, che sorgevano lungo l’antica Via Latina, appartenevano a uno stesso complesso funerario e vennero costruiti tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. [La Stampa]

A Palazzo Pitti a Firenze ha aperto il Museo delle Icone Russe. Dal 2 gennaio le 78 icone della collezione permanente del museo sono esposte in quattro sale. Per Eike Schmidt si tratta di «un grande passo avanti verso l’apertura al pubblico di tutte le sale affrescate del piano terra». [la Repubblica]

Il giornalista Antonio Monda delinea un ritratto di Julie Mehretu. L’artista, nata nel 1970 ad Addis Abeba, è una delle 100 personalità più influenti dell’anno, secondo la rivista «Time». [La Stampa]

In Pakistan una missione italiana dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha scoperto un antichissimo tempio buddhista. Il monumento religioso, che sorgeva nell’antica città di Barikot, nella valle dello Swat, nel Nord del Pakistan, risale al III secolo a.C. [Agi]

È online l’avviso del MiC per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini storici. L’avviso pubblico, nell’ambito del Pnrr, prevede un finanziamento pari a 190 milioni di euro e verrà riservato per almeno il 20% a beni delle regioni del Mezzogiorno. La domanda potrà essere presentata entro il 15 marzo 2022. [AgenziaCult]

Un forte romano scoperto presso Amsterdam nel 1945 era più grande di quanto si pensava. L’installazione militare, denominata «Velsen 2», doveva ospitare circa 6mila legionari, ed era probabilmente una base d’appoggio per le spedizioni per la conquista della Britannia. [El País]

A Macerata il Comune e l’Accademia di Belle Arti firmano una convenzione triennale per il restauro delle opere dei musei cittadini. Si tratta di un accordo che investe l’Istituto del Restauro delle Marche (Irm), facente parte dell’Accademia, e i Musei Civici che di volta in volta individueranno le opere delle proprie collezioni da sottoporre a interventi di tutela. [Cronachemaceratesi.it]

Un team multidisciplinare indaga sulla morte di Raffaello.
L’artista, che morì il 6 aprile 1520 a 37 anni di età, potrebbe esser morto per sifilide, malaria, avvelenamento con arsenico (dalle miscele di colori) o per una forma di polmonite curata malamente con salassi. Il progetto «Enigma Raffaello», che raduna un gruppo di esperti e quattro istituzioni (i Vaticani, l’Accademia di Belle Arti di Roma, la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon e l’Università La Sapienza), ha dato corpo anche a un volume di Skira. [La Stampa]

È sotto sequestro il teatro greco di Eraclea Minoa del IV secolo a.C. nel sito vicino ad Agrigento. La copertura di plastica, provvisoria e in attesa di restauri ma lì da decenni, anziché proteggere il teatro costituisce infatti un pericolo per il pubblico che assiste agli spettacoli della stagione estiva e per i visitatori dell’area. Il sequestro è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale, disposto dalla Procura di Agrigento che sta indagando sullo stato di conservazione di tutto il sito. L’intera zona è in degrado e il teatro, costruito in conci di marna arenacea, pietra friabile soggetta a deterioramento, fu ricoperto, negli anni Sessanta, da plexiglas che alla lunga lo stava distruggendo. La struttura, rimossa negli anni Novanta, è stata sostituita dall’attuale copertura in tubi e lamiera zincata ritenuta ormai pericolosa. [Tina Lepri]

La storica dell’arte spagnola Estrella de Diego si sofferma sul dipinto «Il passaggio dello Stige» di Joachim Patinir, conservato al Prado. Realizzata verso la metà degli anni Venti del Cinquecento nelle Fiandre, l’opera è un meraviglioso «pantone» di azzurri. [El País]

Lo scadenziario spagnolo dell’arte per il 2022. «Mata Mua» di Gauguin, proveniente dalla collezione Thyssen, entrerà all’inizio di quest’anno nell’omonimo museo madrileno, mentre non si sa esattamente quando si avrà una parola definitiva sull’attribuzione a Caravaggio dell’«Ecce Homo» scoperto sul mercato l’anno scorso. Per la primavera è previsto l’avvio dei lavori di ampliamento del Museo del Prado. [El País]

La scrofa-artista regina del mercato. La vicenda di Pigcasso, una scrofa di sei anni che ha già dipinto 400 quadri, tra cui numerosi paesaggi e un ritratto di Donald Trump. Una delle sue opere è stata acquistata da un collezionista tedesco per 23.500 euro. [Le Figaro]

Vivevano due adulti e un ragazzo nell’ambiente che gli archeologi del Parco Archeologico di Pompei hanno individuato a Civita Giuliana, area prossima alle mura della città antica, in una villa distrutta dal Vesuvio nel I secolo d.C., nota per il continuo saccheggio da parte dei tombaroli. Proprio la spoliazione della villa, in parte scavata nel 1907, ha dato il via nel 2017 a un progetto di recupero cui partecipano il Parco Archeologico di Pompei, la Procura di Torre Annunziata e i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Il locale, esteso su una superficie di 16 metri quadrati ca, si trova di fronte alla stanza in cui all’inizio di quest’anno è stato ritrovato il carro da parata e a pochi passi dalla stalla in cui vennero precedentemente rinvenuti i resti di tre cavalli, di cui si fecero i calchi. Nella stanza, che gli archeologi ritengono essere quella degli stallieri, oltre ai letti, realizzati con tavole e coperti da stuoie, sono stati trovati una cassetta con parti di finimenti e di bardature, anfore olearie e vinarie, un «vaso da notte» e il timone di un altro carro. Di tutti gli oggetti, distrutti dal calore della lava, è stato possibile ricavare i calchi colando gesso nell’intercapedine creatasi a seguito della cinerite depositatasi sulle strutture. [Carlo Avvisati]

Mostre che chiudono
Una natura lussureggiante, ma anche corpi femminili non meno sontuosi e vedute dai colori accesi e visionari sono al centro della pittura di Ercole Pignatelli (Lecce, 1935). Arrivato giovanissimo a Milano, nel 1954, Pignatelli frequenta qui la cerchia degli artisti che si ritrovano nel quartiere di Brera, da Salvatore Quasimodo a Ugo Mulas, da Milena Milani a Piero Manzoni, Giorgio Kaisserlian e Lucio Fontana, che lo apprezza da subito e con cui stringe un’amicizia duratura. Ed è altrettanto apprezzato da Raffaele Carrieri e dal gallerista Carlo Cardazzo. Quanto a lui, continua da allora a celebrare una natura opulenta, alimentata da un immaginario barocco, certo influenzato anche dalla seicentesca villa nobiliare leccese in cui è cresciuto. Nella mostra «Germinazioni», presentata fino al 7 gennaio a Milano da Belyaev Art Gallery, curata da Vittorio Schieroni, sfilano lavori su tela e su carta che rileggono il suo lungo percorso dagli anni ’50 agli ultimi esiti, caratterizzati dall’utilizzo di oggetti di uso quotidiano o di materiali di recupero.

Addii
È scomparso il 26 dicembre nella cittadina francese di Marminiac, all’età di 98 anni, in seguito ai postumi del Covid, il mercante d’arte francese Jean-François Jaeger, che nel corso della sua attività sostenne artisti come Maria Helena Vieira da Silva o Jean Dubuffet. [Le Monde]

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