Giorno per giorno nell’arte | 29 settembre 2022

Per un Nft bruciò un disegno di Frida in Florida: indagato in Messico | È terminato il restauro dell’Altare di Issenheim | Una nuova statua anticolonialista a Trafalgar Square | La collezione di David Solinger in vendita da Sotheby’s | 50 milioni di dollari al Bard College per gli Studi sui Nativi americani | La giornata in 16 notizie

«Antelope», l’opera commissionata a Samson Kambalu per il Fourth Plinth a Londra. Foto: James O’Jenkins
Redazione |

Un messicano residente in Florida che avrebbe dato fuoco a un disegno di Frida Kahlo da 10 milioni di dollari nel corso di un lancio di Nft (Non Fungible Token) è indagato in Messico per crimini federali. Martin Mobarak, imprenditore tecnologico messicano e creatore della criptovaluta AgCoin, ha filmato la sua performance incendiaria il 30 luglio durante un evento privato nella sua villa di Miami, come scrive il quotidiano «Mexico Daily Post». Gli ospiti sono stati invitati al lancio di una «collezione esclusiva di Nft» prodotta dal progetto di Mobarak Frida.Nft, che sta coniando 10mila versioni digitali di «Fantasmones Siniestros», un disegno di Kahlo. Un filmato su YouTube, pubblicato da Frida.Nft, mostra Mobarak che tira fuori un’opera su carta che parrebbe essere «Fantasmones Siniestros» (1944), la svita dalla cornice e la posa su un bicchiere da martini con ghiaccio secco e un combustibile. Lo accende mentre la gente intorno applaude e una band di mariachi inizia a cantare. Il filmato ha anche attirato l’attenzione dell’Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico, la principale autorità culturale del paese. L’ente ha annunciato il 26 settembre che è stata avviata un’indagine sulla base del fatto che le opere di Kahlo sono tesori nazionali. «In Messico, la distruzione deliberata di un bene artistico costituisce un crimine ai sensi della legge federale sui monumenti e le zone archeologiche, artistiche e storiche», si legge in una nota. [Claire Voon]

A Colmar, in Alsazia, è terminato il restauro dell’Altare di Issenheim, polittico realizzato tra il 1512 e il 1516 da Matthias Grünewald (1480 ca-1528) e da Niklas di Haguenau (1445/60-1538), ora conservato al Musée Unterlinden nella stessa città di Colmar. I lavori sono durati cinque anni, e hanno coinvolto anche tre restauratrici italiane. [Redazione]

Una nuova statua anticolonialista posta sul Fourth Plinth a Trafalgar Square. Per gli africani che vivevano all’inizio del XX secolo nel Nyasaland, ora Malawi, il semplice atto di indossare un cappello davanti a un uomo bianco era considerato un atto di dissenso. L’ultima statua per il Fourth Plinth a Trafalgar Square a Londra, una piattaforma di arte pubblica che commissiona sculture contemporanee, è altrettanto sovversiva. A differenza di quasi tutte le 13 opere di arte contemporanea che l’hanno preceduta negli ultimi 20 anni, «Antelope» di Samson Kambalu ha una forma tradizionale: una scultura figurativa in bronzo di due uomini. Uno è il predicatore battista e panafricano John Chilembwe, che nel 1914 infranse la regola del cappello alla cerimonia d’inaugurazione della sua nuova chiesa, e morì l’anno seguente, dopo aver guidato una rivolta contro il dominio britannico. L’altro, grande la metà, è un missionario inglese, John Chorley. La figura di Chilembwe indossa con aria di sfida il suo cappello, guardando la statua di Giorgio IV sul piedistallo opposto. Kambalu è professore associato di Belle arti all’Università di Oxford. Alla presentazione ha detto semplicemente: «Possiamo tranquillamente affermare che l’Impero Britannico si è trasformato nell’Impero dell’Antilope. Penso che il regalo di Chilembwe sia stato consegnato al mondo». [Lee Cheshire]

90 opere provenienti dalla collezione di David Solinger, avvocato ed ex presidente del Whitney Museum, morto nel 1996 all’età di 90 anni, sono state consegnate alla casa d’aste Sotheby’s per la vendita: lavori di Picasso, Willem de Kooning, Joan Miró, Jean Dubuffet e altri. I lotti più importanti verranno offerti durante una Evening Sale il 14 novembre a New York. L’incasso totale è stimato intorno ai 100 milioni di dollari. Tra le «star» c’è un ritratto di Marie-Thérèse Walter di Pablo Picasso del 1927, che l’artista realizzò a poche settimane dal primo incontro con la sua musa ispiratrice. Il dipinto, «Femme dans un fauteuil», dovrebbe raggiungere tra i 15 e i 20 milioni di dollari. [Redazione]

A Madrid «Ippomene e Atalanta», una delle opere più importanti della collezione del Prado, e una delle più celebri di Guido Reni, è tornata esposta il 28 settembre dopo esser stata restaurata grazie al patrocinio della Fundación Iberdrola España. Fino al prossimo novembre resterà in una struttura speciale situata nella Galleria Centrale, prima di raggiungere Francoforte, dove lo Städel Museum sta preparando una mostra su Reni. Al suo ritorno, l’opera figurerà nella grande mostra che il Museo del Prado dedicherà a questo maestro barocco, uno dei grandi progetti dell’anno 2023. [Redazione]

Il Bard College ha ricevuto una donazione di 50 milioni di dollari che verrà utilizzata per nuove ricerche
della scuola negli Studi dei Nativi americani. Il denaro (25 milioni di dollari donati dalla Gochman Family Foundation e 25 milioni da parte di George Soros e delle Open Society Foundations) consentirà all’università di lanciare un Center for Indigenous Studies e di creare una carica per un curatore indigeno presso il suo Center for Curatorial Studies. Il programma di American Studies, che ora conterrà il Center for Indigenous Studies, sarà ribattezzato programma di American and Indigenous Studies. Il denaro sosterrà anche gli sforzi per aumentare le iscrizioni da parte di gruppi sottorappresentati, comprese le comunità di Nativi americani e indigene, attraverso fondi di borse di studio. Queste iniziative sono tutte sviluppate in collaborazione con Forge Project, ente con sede nello stato di New York incentrata sull’arte e sull’istruzione indigene. [Wallace Ludel]

Nuovo appuntamento con le domeniche gratuite nei musei e nei parchi archeologici statali. Il 2 ottobre si rinnova l’iniziativa mensile, introdotta nel 2014 dal ministro Dario Franceschini, che consente l’ingresso gratuito per tutti nei musei e nei parchi archeologici statali. Le visite nei diversi siti si svolgeranno negli orari ordinari di apertura e dovranno avvenire nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, con la raccomandazione all’utilizzo della mascherina all’interno dei luoghi chiusi. [Redazione]

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) ha annunciato che entro la metà di ottobre sarà terminato il lungo lavoro di digitalizzazione in 3D di sessantadue capolavori in marmo della Collezione Farnese, tra cui le sculture di Ercole e del Toro. A tirare le fila del progetto («La Collezione Farnese digitale») l’archeologa Cristiana Barandoni con la collaborazione di Bernard Frischer e Davide Angheleddu della società statunitense Flyover Zone, specializzata nella creazione di realtà virtuali. Migliaia di fotografie unite alle più moderne tecnologie di fotogrammetria e agli studi sul colore (questi ultimi saranno presentati nel dicembre prossimo) hanno consentito la creazione di un imponente database fruibile in rete da studiosi e semplici appassionati. [Redazione]

A Bologna il 29 settembre alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti viene presentato il restauro, terminato lo scorso maggio, di un tratto della facciata della chiesa di S. Giacomo Maggiore. L’intervento ha fatto emergere testimonianze inaspettate di due dipinti murali del XIV secolo, presenti nella prima nicchia della facciata. I dipinti rappresentano un santo vescovo, Santa Caterina d’Alessandria e San Giovanni Evangelista. Intervengono Rita Finzi e Cristina Francucci, rispettivamente neopresidente e direttrice dell’Accademia, Filippo Leghissa, presidente del Rotary Valle del Savena e Giulia Bambini, la restauratrice che ha eseguito l’intervento. [Redazione]

La Triennale di Milano ha lanciato un’iniziativa di pacifica protesta contro gli omicidi e le violenze che stanno avvenendo in Iran
. Dal 28 settembre è possibile lasciare una ciocca dei propri capelli, legata con un filo di corda, in un apposito contenitore nell’atrio del Palazzo dell’Arte. Le ciocche raccolte verranno poi consegnate al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell'Iran in segno di protesta. Il MaXXI di Roma si è associato a Triennale Milano nell’iniziativa. Dal 29 settembre, negli orari di apertura del museo, sarà possibile anche al MaXXI lasciare una ciocca dei propri capelli, legata con un filo di corda, in un apposito contenitore nella lobby, presso l’Info Point. [Redazione]

A Rimini partono lavori di restauro e manutenzione all’Arco di Augusto. L’Arco di Augusto a Rimini torna ad essere oggetto di un lavoro di pulitura, ristrutturazione e manutenzione, frutto di un accordo che vede il Comune di Rimini collaborare con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna e Forlì-Cesena. Il progetto di valorizzazione dell’Arco d’Augusto è uno dei dodici interventi finanziati attraverso il Fondo per la tutela e la valorizzazione degli archi romani assegnato dal Direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio alla Soprintendenza per un investimento complessivo di 30mila euro. [Redazione]

Per il Ministero della Cultura manca il 40% del personale: sono in arrivo 4.500 assunzioni. Il MiC ha una dotazione organica «sulla carta» di oltre 19mila dipendenti tra personale non dirigenziale (18.854 unità), dirigenti di II fascia (192) e dirigenti di I fascia (27) al 31 dicembre 2021. Ma questo solo sulla carta: mancano infatti all’appello, alla fine dell’anno scorso, 8.321 unità. Entro il 2024 sono previste 4.500 assunzioni. [Redazione]

Nella sua prima edizione il Prix Viviane Esders di fotografia è stato assegnato il 28 settembre al fotografo pistoiese Mario Carnicelli. Carnicelli riceverà una dotazione di 60mila euro, di cui 10mila destinati alla pubblicazione di un libro. Il premio francese mira a onorare ogni anno il lavoro di un fotografo professionista europeo ultrasessantenne, indipendente e tuttora attivo, la cui carriera meriti di essere meglio messa in luce nella storia della fotografia. [Redazione]

Mostre che aprono
Al Macro di Roma apre oggi 29 settembre, fino al 19 febbraio, la personale di Diego Perrone dal titolo «Pendio piovoso frusta la lingua», con opere degli ultimi vent’anni dell’artista, nato ad Asti nel 1970, e cinque nuovi lavori. Tra questi uno «Snorkeller Tube», realizzato con il supporto del «Piano per l’Arte Contemporanea» promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e destinato alle collezioni di arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina. La mostra è «un navigare» tra paesaggi organici, vertiginosi o vuoti, esposti su originali strutture di supporto di nuova concezione: tutto per offrire, dice Perrone, «una distorsione completa dello spazio». Tra disegni a biro rossa, interni di stanze storpiate, sculture di vetro, il video «Frustata» cattura l’incontro casuale dell’artista, in un paese montano, con un ragazzo che schiocca magistralmente una frusta. [Tina Lepri]

Piranesi guarda Roma. Piazza Navona, il Campo Vaccino ripreso dall’alto, un’immaginaria galleria di statue sotto maestose arcate in rovina con rampicanti a Villa Adriana che sembrano preludere perfino a un gusto preromantico e non rimandano solo al neoclassicismo: dal 30 settembre all’8 gennaio la mostra «Piranesi nelle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria» propone 61 incisioni tratte dai due volumi delle «Vedute di Roma» conservati nel museo perugino e restaurati nel 2021. La rassegna è curata dalla responsabile delle collezioni moderne e contemporanee della Galleria Carla Scagliosi ed è accompagnata dal film d’animazione «3D Piranesi, Carceri d’Invenzione 300 anni» firmato da Grégoire Dupond, con musica di Teho Teardo, prodotto dal museo. La mostra doveva tenersi nel 2020 per il terzo centenario dell’incisore, disegnatore, pittore e architetto veneto che elesse Roma a sua città e vissuto fino al 1778, ma era stata rimandata prima per la pandemia e poi per i lavori di rinnovamento del museo diretto da Marco Pierini. [Stefano Miliani]

Mostre che chiudono
Berlinese doc e testimone diretta dei peggiori eventi del ’900 di cui la sua città fu al contempo artefice e vittima, Sibylle Bergemann (1941-2010) è tra i più importanti fotografi tedeschi di tutti i tempi. Approdata quasi per caso alla rivista «Das Magazin», si formò come fotografa con Arno Fischer (che avrebbe di lì a poco anche sposato). Dal 1967 iniziò a lavorare come freelance, divenne membro del gruppo «Direkt» e collaborò con altre riviste come il settimanale «Sonntag» e il giornale di moda «Sibylle» e per gli editori Der Morgen e Greifenverlag. Fondatrice dell’Agenzia Ostkreuz (1990) Bergemann seguì con attenzione fino alla fine dei suoi giorni tutte le fasi storiche e l’evolversi del gusto, della moda e dello stile di vita della Capitale. La Berlinische Galerie le dedica fino al 10 ottobre la mostra «Sibylle Bergemann. Città e campagna e cani. Fotografie 1966-2010» ricca di quattro decenni di lavoro, tra articoli di moda, celebri ritratti di sconosciuti e personalità, reportage letterari e cronache cittadine con un focus sui suoi primi lavori finora mai mostrati al pubblico. [Francesca Petretto]

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