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Giorno per giorno nell'arte | 29 ottobre 2019

22 sale in più per il Reina Sofía | 50 secondi a testa per la Gioconda | La collezione Tanzi all'asta | La giornata in 9 notizie

Rendering del futuro ingresso del Reina Sofía una volta completato il suo ampliamento. Foto: Museo Nacional Reina Sofía (tratta da elpais.com)

L'ampliamento del Reina Sofía. Il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid aggiungerà 22 sale all'esposizione della sua collezione permanente, per un totale di 1.200 metri quadrati, nella parte inferiore dell'edificio Sabatini. Il bando del 2017 è stato vinto dal progetto degli architetti Juan Pablo Rodríguez Frade e Aurora Herrera Gómez, e il costo dei lavori è di 3,1 milioni di euro (dei quali metà a carico del Ministero dello Sviluppo). I nuovi spazi dovrebbero essere pronti nel 2021. [El País]

50 secondi procapite per la Gioconda
. Già nel 2018, quando i visitatori sono aumentati del 25% rispetto al 2017, il Louvre di Parigi ha cominciato seriamente a studiare come risolvere i problemi di sovraffollamento (provando anche ad applicare i principi della meccanica dei fluidi al flusso turistico). Adesso che è in corso la grande mostra su Leonardo da Vinci, per ottenere tempi d'attesa gestibili nella visione della Gioconda ai turisti sono concessi in media solo 50 secondi davanti al capolavoro. [Le Monde]

Occhi puntati sulla collezione Tanzi. Va in vendita stasera a Milano presso Pandolfini la collezione di quadri di Callisto Tanzi: il ricavato delle opere andrà ai numerosi creditori del crac Parmalat. Dichiara Pietro De Bernardi, direttore della casa d'aste Pandolfini: «In Italia non ho mai visto andare all'asta un nucleo di opere di questa importanza, e anche all'estero è inconsueto». [Il Giornale dell'Arte]

Esporre l'assenza. Una cornice vuota in mezzo ad altre 50 opere di Van Gogh, per mettere in mostra simbolicamente un quadro scomparso dalla circolazione nel 1996. Si tratta della prima versione del ritratto del dottor Gachet (lo psicanalista del pittore), uno degli ultimi quadri dipinti da Vincent Van Gogh, e il museo è lo Städel di Francoforte. [La Stampa]

La tutela dei pipistrelli nani rallenta il monumento a Berlino. Il discusso monumento alla riunificazione tedesca, che avrebbe dovuto essere pronto a Berlino per il trentennale della caduta del muro (9 novembre 2019), subisce un ulteriore ritardo nel suo progetto, varato nell'ormai lontano 2011. Questa volta è la scoperta di una colonia di rari pipistrelli nani nella zona del cantiere a scatenare le proteste degli ambientalisti. [Corriere della Sera]

Parla il responsabile dell'Archivio vaticano. Monsignor Sergio Pagano, intervistato in merito, non è più il custode dei segreti del Vaticano: Papa Francesco infatti ha deciso di cambiare il nome da «Archivio Segreto Vaticano» a «Archivio Apostolico Vaticano», per rimarcare che i documenti lì conservati non hanno nulla di misterioso e dalla prossima primavera saranno liberamente consultabili (a parte gli Atti dei Conclavi e alcuni altri documenti processuali). [Corriere della Sera]

Dieci anni con Tucutucu. Myriam Navas è co-fondatrice, assieme a Elena Vergara, della «Tucutucu Producciones Cultural», una società a Madrid che organizza eventi culturali (soprattutto mostre di fotogiornalismo). La donna spiega in un'intervista perché è così difficile per società del genere arrivare a tagliare il traguardo dei dieci anni di vita: i problemi maggiori sono la difficoltà di ottenere finanziamenti per i progetti e il pericolo di non incontrare il gusto del pubblico. [El País]

Arte africana e non solo all'asta della collezione Sherwin. Andrà in vendita all'asta il mese prossimo da Christie's la collezione d'arte Sherwin, che a giudicare dal successo ottenuto l'ultima volta che è stata esposta al pubblico, dieci anni fa, potrebbe rivelare delle sorprese. Colin Gleadell racconta come Jeffrey Sherwin, scomparso nel 2018 a 82 anni, è riuscito a mettere assieme un simile tesoro. [The Daily Telegraph]

Cavallerizza, 5 milioni e cantieri entro due settimane. Parte con nuovo vigore il piano per lo sgombero della Cavallerizza di Torino: il sindaco Chiara Appendino progetta di spendere 5 milioni di euro in due settimane per liberare il complesso di modo che si possano aprire i cantieri per la messa in sicurezza. [la Repubblica - Torino]

Redazione, edizione online, 29 ottobre 2019


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