Giorno per giorno nell’arte | 27 luglio 2022

Luisa Paopotti è la nuova presidente della Fondazione Crt per l’Arte Moderna e Contemporanea | Fosbury Architecture curatori della 18ma Biennale Architettura di Venezia | Damien Hirst brucia opere per Nft | Poche artiste nei musei americani | Annullata la condanna a James Fitton | La giornata in 13 notizie

Damien Hirst
Redazione |

È Luisa Papotti la nuova presidente della Fondazione Crt per l’Arte Moderna e Contemporanea: già soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino, succede ad Anna Ferrino, dimessasi in seguito a disomogeneità di vedute emerse nel Cda, di cui avevamo dato notizia. È stata istituita una Commissione per ridefinire lo Statuto della Fondazione Arte, ne fanno parte Caterina Bima e Antonello Monti (in rappresentanza del Cda); Corrado Bonadeo, Paolo Luciano Garbarino, Elisabetta Mazzola, Michele Rosboch, Alessandra Siviero e Arturo Soprano (in rappresentanza del Cdi); uditore è Luca Asvisio (in rappresentanza del Collegio Sindacale). Nel Cda anche Caterina Bima e Gianni Arnaudo. [Redazione]

Giacomo Ardesio, Alessandro Bonizzoni, Nicola Campri, Veronica Caprino e Claudia Mainardi sono i cinque, under 1987, membri del collettivo milanese Fosbury Architecture, curatori del Padiglione Italia della 18ma Biennale Architettura di Venezia («Il Laboratorio del Futuro», 20 maggio-26 novembre 2023, a cura di Lesley Lokko), nominati dal ministro Dario Franceschini. La loro edizione indagherà le risposte sostenibili ai modi di vivere e abitare del futuro. Fondato nel 2013, il collettivo esplora nuovi modi di fare architettura uscendo dalle zone di comfort. Allestimenti e curatela di mostre, installazioni temporanee, insegnamento, ricerca e progetti editoriali: negli ultimi anni Fosbury ha sperimentato in ambiti molto diversi, con un lavoro volutamente eterogeneo basato sul dialogo. [Redazione]

La corte d’appello irachena ha annullato la condanna a 15 anni di reclusione precedentemente inflitta al turista britannico James Fitton, 66enne geologo in pensione, condannato per contrabbando di antichità dopo aver preso frammenti di ceramica dall’antico sito di Eridu, nel sud dell’Iraq, di cui avevamo dato notizia. La decisione è arrivata dopo sei settimane e mezzo trascorse nella prigione Rusafa di Baghdad. L’accusa si basava su una legge del 2002 promulgata durante il regime di Saddam Hussein per arginare il dilagante contrabbando di antichità, le accuse avrebbero potuto addirittura portare a una condanna a morte dell’imputato. Il suo presunto crimine è stato prelevare quelli che la figlia Leila Fitton ha definito: «alcuni pezzi di ceramica rotti senza valore». [Hadani Ditmars]

Il prossimo autunno nella Newport Street Gallery di Londra, Damien Hirst darà fuoco a migliaia di suoi dipinti per un progetto Nft. Dal 9 settembre i visitatori del museo avranno la possibilità di vedere alcuni dei 10mila dipinti a olio su carta che l’artista ha creato nel 2016 e che ha poi collegato a Nft nel 2021. Gli acquirenti avevano la possibilità di acquistare uno dei 10mila Nft per 2mila dollari ciascuno, quindi è stato chiesto loro di scegliere se tenerlo o scambiarlo con il lavoro fisico. Nel primo caso, il dipinto verrà esposto prima di essere bruciato. Le opere saranno distrutte quotidianamente durante lo svolgimento della mostra, è previsto un evento di chiusura durante la settimana di Frieze in ottobre, durante il quale i dipinti rimanenti verranno dati alle fiamme in un rogo. [Anni Shaw]

Nel 2002 Charlotte di «Sex and the City» denuncia che solo il 10% della collezione del MoMA era riferibile a opere di artiste donne, nel 2004, nel rifacimento della collezione permanente (1879-1969), era il 5%. Nel 2007 Jerry Saltz osserva che nel 2004 su 415 opere esposte solo 20 erano di donne e nel 2006, 19 su 399. Dodici anni dopo, la rappresentazione delle donne al MoMA è salita al 23%: 336 su 1.443 lavori esposti. Apparente un progresso, ma ancora una profonda frattura: ila maggioranza è sempre largamente costituita da artisti uomini bianchi, con donne e artisti di colore in ruoli secondari. Secondo un rapporto di Artnet, le donne costituiscono l’11% di tutte le acquisizioni e il 14% delle mostre in 26 importanti musei statunitensi nel 2009-19. Altri rapporti hanno rilevato inoltre che l’arte femminile vende per il 50% in meno rispetto a quella maschile e che sebbene le donne rappresentino il 15% del mercato Nft, corrispondono solo al 5% delle vendite. [Emma Shapiro]

Il gioioso spirito creativo di Frida Kahlo diventerà un musical a Broadway nel 2024. Intitolato «Frida, The Musical» presenta brani del compositore messicano Jamie Lozano e testi della drammaturga Neena Beber che celebrano l’artista e gettano nuova luce sulla sua vita e arte. È prodotto da Valentina Berger con il permesso dell’Estate di Frida Kahlo, che sta fornendo al progetto materiale esclusivo. Il musical seguirà i viaggi da Città del Messico a Parigi e New York, il ritorno alla natale Casa Azul, sede del Museo Frida Kahlo, il tormentato amore con Diego Rivera e la capacità di trasformare il dolore fisico ed emotivo in bellezza. [Claire Voon]

Un’opera d’arte da 10mila dollari neozelandesi, composta da una singola fetta di sottaceti tolta a un cheeseburger di McDonald’s e lanciata sul soffitto di una galleria d’arte a Auckland è un gesto provocatorio deliberatamente progettato per mettere in discussione ciò che ha valore. L’opera, intitolata «Pickle», è dell’artista australiano Matthew Griffin di Sydney ed è una delle quattro nuove opere in Fine Arts, la mostra di Sydney ad Auckland ospitata alla Michael Lett Gallery. L’opera richiama alla mente «Comedian» di Maurizio Cattelan (banana in maturazione attaccata alla parete della galleria durante Art Basel a Miami, nel 2019, venduta per 120mila dollari). L’opera ha un prezzo di 10mila dollari neozelandesi e costerà all’acquirente altri 4,44 dollari per un cheeseburger: l’acquirente riceverà istruzioni su come ricreare l’opera nel proprio spazio. [The Guardian]

Il Palazzo Reale di piazza San Marco a Venezia, nel Museo Correr, è stato riaperto al pubblico al termine dei restauri finanziati dal Comitato francese per la salvaguardia di Venezia. Dal 15 luglio le 27 sale restaurate sono tornate a raccontare la storia di un passato della Serenissima poco noto ai turisti. I sontuosi saloni, raggiungibili salendo lo scalone d’onore, hanno ospitato teste coronate come Napoleone, Francesco Giuseppe e l’imperatrice Sissi, Massimiliano d’Asburgo, Vittorio Emanuele di Savoia e tanti altri ancora. Gli ultimi restauri sono quelli condotti sugli appartamenti di Massimiliano e dei Re d’Italia, comprese tappezzerie e opere di ebanisteria. [Redazione]

Mostre che aprono
Dal 12 settembre al 16 ottobre nel Centro Balneare Romano, in zona Città Studi a Milano, la Fondazione Trussardi presenta «Gilded Darkness (L’oscurità dorata)», mostra site specifc dell’artista giamaicano residente a New York Nari Ward (1963). esposte opere inedite accanto a sculture, installazioni e interventi ambientali già noti tra cui 300 passeggini abbandonati disponendoli in forma di scafo di nave. L’allestimento è accompagnato dalla voce della cantante gospel e attivista afroamericana Mahalia Jackson, che intona la struggente Amazing Grace. [Redazione]

Mostre aperte
Settanta immagini della collezione spagnola di Julián Castilla arrivano per la prima volta in Italia. Tra le raccolte principali d’Europa, oltre un secolo di arte fotografica, è esposta fino al 4 settembre a Palazzo Albergati a Bologna, nella mostra «Photos! I capolavori della collezione Julián Castilla: Cartier-Bresson, Doisneau, Capa, Man Ray e i più grandi fotografi del ’900». Molti gli autori, tra noti e meno noti, presenti lungo il percorso suddiviso in nove sezioni: si spazia dalle avanguardie degli anni Venti a Parigi con immagini visionarie di Man Ray e André Kertesz e dei rappresentanti della Agenzia Magnum (Robert Capa e Henri Cartier-Bresson) oltre a Robert Doisneau, Vivian Maier, Joan Colom, Xavier Miseraches e Oriol Maspons, alla moda con Horst P. Horst e William Klein, alla Spagna con Henri Cartier- Bresson e Carlos Saura fino a Ouka Lele e Alberto García Alix. Spazio anche alle foto d’avanguardia dell’inizio del XXI secolo con Chema Madoz, padre del concettualismo fotografico. Non mancano icona come il ritratto di Che Guevara scattato nel 1960 da Alberto Korda e «Morte di un miliziano» di Robert Capa (1936). [Stefano Luppi]

Addii
Si è spento il 25 luglio nello scontro avvenuto al largo di Porto Ercole, all’Argentario, tra la barca vela e il motoscafo l’antiquario Andrea Giorgio Coen, 59 anni di Biella, residente a Roma, direttore della galleria fondata nel 1970 dal padre, Luciano Coen, specializzata in arazzi e tappeti antichi in via Margutta 65. Dal 1971 la Galleria partecipa alla Biennale Internazionale di Firenze e alle maggiori mostre internazionali in Italia. [La Nazione]

È morta il 25 luglio a New York a 81 anni Jennifer Bartlett, originaria della California, nota per i dipinti su lastre di acciaio e le incisioni raffiguranti griglie geometriche. Compagni di studio a Yale di Richard Serra, Nancy Graves e Brice Marden, è stata influenzata da Sol LeWitt. Le sue opere sono nelle collezioni di importanti musei tra cui il MoMA. Intervistata dal «New York Times» nel 2013 ha definito le sue griglie un modo di organizzare. Tra le gallerie che la rappresentavano la Pace Gallery. [Redazione]

È scomparso a 49 anni, il 18 luglio a Reggio Calabria, l’hacker, artista e filosofo Salvatore Iaconesi, dal 2012 era affetto da un tumore al cervello. «Le opere sue Le opere sue e di Oriana Persico, circa 100 costellazioni di dati, routine informatiche, visualizzazioni geografiche, hanno arricchito i musei di mezzo mondo insieme alle riflessioni dei due sul significato di un mondo datificato, riflessioni che servivano e servono a sviluppare la domanda: come cambia la nostra vita quando entrano in scena i dati e la computazione? circa 100 costellazioni di dati, routine informatiche, visualizzazioni geografiche, hanno arricchito i musei di mezzo mondo insieme alle riflessioni dei due sul significato di un mondo datificato, riflessioni che servivano e servono a sviluppare la domanda: come cambia la nostra vita quando entrano in scena i dati e la computazione?» si legge su «la Repubblica» .

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