Giorno per giorno nell’arte | 26 ottobre 2022

Restauri in Afghanistan | La ristrutturazione dell’Arkansas Museum of Fine Arts | La più grande retrospettiva di sempre su Vermeer | Ad Alessandra Ferrini il MaXXI Bulgari Prize | La scomparsa di Marco Vallora | La giornata in 10 notizie

«Fantesca che porge una lettera», di Johannes Vermeer (particolare). New York, The Frick Collection. Foto: Joseph Coscia Jr. © The Frick Collection, New York 2022
Redazione |

Restauri in Afghanistan. I lavori di restauro per salvare una sinagoga storica e strutturalmente fragile a Herat, nell’Afghanistan occidentale, inizieranno a novembre con il sostegno del governo talebano. La sinagoga Yu Aw, situata nel quartiere Momandha della città vecchia di Herat, sarà sottoposta a un intervento di 16 mesi per salvarla da un possibile crollo, come confermano i funzionari locali e l’organizzazione responsabile della realizzazione dei lavori. Il progetto, che comprende il restauro dello stabilimento balneare ebraico (noto come Hammam-e Mosaie) che un tempo era utilizzato principalmente dagli ebrei residenti di Herat, è uno dei primi progetti di conservazione culturale ad ottenere il via libera nella provincia da quando i talebani hanno formato un governo in Afghanistan nel 2021, dopo il ritiro delle truppe statunitensi dal Paese. [Sarvy Geranpayeh]. Leggi anche I Buddha distrutti: i talebani ora sembrano pentiti?

La ristrutturazione dell’Arkansas Museum of Fine Arts
. Anche l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha partecipato il 18 ottobre, insieme con i membri della direzione dell’Arkansas Museum of Fine Arts (Amfa) di Little Rock, a un incontro al Seagram Building di New York per illustrare lo stato dell’arte del museo, chiuso dal 2019 per una ristrutturazione da 155 milioni di dollari. Il museo riaprirà ad aprile del prossimo anno. Il campus di 4,5 ettari nel centro di Little Rock è stato reinventato dallo studio americano Studio Gang Architects, con un progetto paesaggistico che si estende fino all’adiacente MacArthur Park ideato da Kate Orff di Scape Landscape Architecture, con sede a New York. La nuova superficie di 1.200 metri quadrati è uno spazio inondato di luce ispirato a quello che Jeanne Gang, principale dello studio di architettura, descrive come un «fiore» che collega gli assi nord e sud del museo. [Gabriella Angeleti]

La più grande retrospettiva di sempre su Vermeer. Il Rijksmuseum di Amsterdam esporrà almeno 28 dipinti di Johannes Vermeer nella sua grande retrospettiva del prossimo anno. Finora la maggior mostra sul maestro olandese è quella che si tenne al Mauritshuis dell’Aia nel 1996, con 23 opere. «Vedere tutte le opere insieme sarà un’esperienza che nemmeno Vermeer visse mai», afferma Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum. L’idea per la mostra su Johannes Vermeer (10 febbraio-4 giugno 2023) è nata quando i curatori del Rijksmuseum hanno intuito che poteva esserci l’opportunità di prendere in prestito le tre opere dell’artista conservate alla Frick Collection. Questo museo, che normalmente non può prestare facilmente opere della sua collezione, è ora in una fase di ristrutturazione e le opere avrebbero dovuto comunque essere rimosse. L’autorizzazione è stata quindi alla fine concessa: «L’ufficiale e la ragazza che ride» (datato intorno al 1657), «Concerto interrotto» (1658-59) e «Fantesca che porge una lettera» (1666-67) verranno ad Amsterdam. [Martin Bailey]

Ad Alessandra Ferrini il MaXXI Bulgari Prize
. Alessandra Ferrini (Firenze 1984) con l’opera «Gaddafi in Rome: Notes for a Film» vince la terza edizione del MaXXI Bulgari Prize, il progetto che unisce nel sostegno e la promozione dei giovani artisti, il MaXXI di Roma e Bulgari. L’opera entrerà a far parte della Collezione del MaXXI Arte. La cerimonia di premiazione si è svolta il 25 ottobre alle 19 all’Auditorium del MaXXI, preceduta da un talk tra la curatrice della mostra Giulia Ferracci e i tre artisti finalisti Alessandra Ferrini, Namsal Siedlecki e Silvia Rosi. Alla premiazione hanno partecipato Jean-Christophe Babin, ceo di Bulgari, Giovanna Melandri, presidente Fondazione MaXXI, Hou Hanru, direttore artistico del museo romano, Bartolomeo Pietromarchi, direttore del MaXXI Arte, il giurato Dirk Snauwaert, direttore del Wiels Contemporary Art Centre e Nicola Bulgari che ha premiato la vincitrice. [Redazione]

Riapre la Sala delle Carte Geografiche a Palazzo Vecchio a Firenze. Torna visibile dopo un anno di restauri la Sala della Guardaroba del museo di Palazzo Vecchio, comunemente nota come Sala delle Carte geografiche: saranno di nuovo accessibili al pubblico le tavole dipinte con le regioni dell’Europa, dell’Africa, dell’Asia e del nuovo mondo così come conosciute nella seconda metà del XVI secolo. In via di ultimazione anche il restauro del mappamondo, monumentale globo posto al centro della stanza, con i lavori che si svolgono in diretta sotto gli occhi dei visitatori. L’intervento, per una spesa complessiva di circa 500mila euro, è stato reso possibile grazie a una donazione dei Friends of Florence.

La collezione Fisch Davidson in vendita da Sotheby’s a gennaio. Il 25 ottobre è stata annunciata la vendita, nell’asta newyorkese di Sotheby’s di pittura antica di gennaio 2023, di dieci opere provenienti dalla collezione Fisch Davidson di pittura barocca. La vendita è conseguenza di un complicato divorzio tra i coniugi Mark Fisch, magnate del settore immobiliare, e l’ex giudice Rachel Davidson. Il fiore all’occhiello di questo gruppo è un dipinto di Pieter Paul Rubens, «Salomè con la testa del Battista». Datata al 1609, l’opera venne riscoperta in occasione del suo passaggio in asta nel 1998, quando fu venduta per 5,5 milioni di dollari. Nel catalogo della prossima vendita è invece stimata tra i 25 e i 35 milioni di dollari. Una «Maria Maddalena penitente» di Orazio Gentileschi parte invece da una valutazione compresa tra 4 e 6 milioni di dollari e un «San Bartolomeo» di Bernardo Cavallino da 2,5-3,5 milioni di dollari. [Redazione]

A Paestum la Borsa Mediteranea del Turismo Archeologico. La XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, giunta alla 24ma edizione, si terrà a Paestum da giovedì 27 a domenica 30 ottobre, tra il Tabacchificio Cafasso, l’area archeologica, il Museo Nazionale e la Basilica del sito campano. Saranno presenti 150 espositori (17 territori regionali rappresentati, 12 Regioni, Roma Capitale con il Municipio X e il Ministero della Cultura con 500 mq dedicati ai Parchi e Musei autonomi, dal Colosseo a Paestum e Velia, da Sibari ai Campi Flegrei, dal Mann di Napoli al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e ancora Europa Creativa, Ales, Parco di Gaiola), di cui 20 paesi esteri (per la prima volta Arabia Saudita, Libano, Palestina, la Macedonia greca e il ritorno di Cina, Cipro, Spagna). [Redazione]

Mostre che chiudono
Oskar Kokoschka al Musée d’Art Moderne de Paris. La prima retrospettiva parigina dedicata a Oskar Kokoschka si tiene fino al 12 febbraio al Musée d’Art Moderne de Paris (Mam). L’opera del pittore austriaco (1886-1980), che fu anche poeta e drammaturgo, è ricondotta ai movimenti artistici e intellettuali del primo ’900 della Secessione viennese. I suoi primi lavori, i ritratti soprattutto, che sorpresero la critica per la crudezza con la quale rappresentavano l’interiorità dei suoi modelli, gli valsero il soprannome di «oberwidling», il «super selvaggio». Appoggiato dai contemporanei Gustav Klimt e Adolf Loos, Kokoschka influenzò l’opera di una nuova generazione di artisti, tra cui Egon Schiele. Negli anni Trenta, all’avvento del nazismo, fu classificato tra gli artisti «degenerati» e i suoi quadri furono ritirati dai musei tedeschi. Kokoschka fuggì a Praga, quindi a Londra, da dove contribuì alla resistenza culturale. Dopo la guerra, trasferitosi in Svizzera, convinto europeista, realizzò i ritratti di uomini politici, tra cui Konrad Adenauer, in uno stile sempre più radicale. L’ampia retrospettiva del Mam, «Oskar Kokoschka. Un fauve a Vienna», riunisce 150 opere con prestiti dalla Tate di Londra, l’Albertina Museum di Vienna e i Musées royaux des Beaux-Arts di Belgique di Bruxelles. Raggiungerà il Guggenheim Bilbao dal 17 marzo al 3 settembre 2023. [Luana De Micco]

Cyprien Gaillard al Palais de Tokyo e alla fondazione Lafayette Anticipation
. Il Palais de Tokyo e la fondazione Lafayette Anticipation propongono una doppia mostra di Cyprien Gaillard, artista parigino, classe 1980, che vive e lavora a Berlino. L’autore esplora diverse tecniche, mescolando collage, fotografia, scultura, performance e video, oltre che interventi urbani, interrogandosi sul decadimento urbano. Per «Humpty/Dumpty» (fino all’8 gennaio) l’artista riflette sulle tracce lasciate dal tempo interessandosi al restauro dei monumenti parigini, ora che la città li sta recuperando in vista delle Olimpiadi 2024. Per il primo «capitolo» al Palais de Tokyo, Gaillard propone alcuni suoi lavori e una selezione di opere di artisti che hanno esplorato la relazione tra il corpo e l’architettura e il tema della conservazione dei monumenti, tra cui «Gli archeologi» (1927) di Giorgio de Chirico. Per il secondo «capitolo» a Lafayette Anticipation, l’artista si interessa a un’opera del paesaggio parigino caduta nell’oblio, «Le Défenseur du Temps» (1979) di Jacques Monestier, un orologio monumentale con automi che si trova nel Quartiere dell’Orologio, nei pressi del Centre Pompidou. L’orologio è fermo dal 2003. L’opera è stata smontata per esser esposta nella mostra e dovrebbe tornare al suo posto nel marzo 2023, dopo il restauro, finanziato dalla Fondation Lafayette. [Luana De Micco]

Addii
La scomparsa di Marco Vallora. Il 25 ottobre è morto a Torino all’età di 69 anni il critico d’arte Marco Vallora. Personalità poliedrica, era anche critico cinematografico e musicale, curatore di mostre e docente universitario. Nato a Torino nel 1953, si era laureato nel 1976 in Estetica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, relatore Gianni Vattimo e correlatori Claudio Magris, Gianni Rondolino e Lionello Sozzi, con una tesi sul metaromanzo e l’autorispecchiamento nelle arti. Ha collaborato a diverse riviste, tra cui «Paragone», «La Rivista di Estetica», «Nuovi Argomenti», «L’Indice», «Liberal», «Leggere», «Art e Dossier» e «Il Giornale dell’Arte» e alle pagine culturali di alcuni quotidiani, come «la Repubblica», «La Stampa», «Il Giornale», «Il Sole 24 Ore». Ha insegnato Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Urbino, Storia dell’Arte e Storia della Critica alla Facoltà di Architettura di Parma e ha tenuto corsi di Estetica al Politecnico di Milano. Ha scritto la voce «Arte ed estetica del Novecento» per l’Enciclopedia Utet diretta da Vattimo. Ha scritto di musica classica e di regia d’opera lirica per riviste specializzate, come «Musica Viva», «Opera Londra», «Amadeus», e con Gae Aulenti ha curato un volume sulle strutture del melodramma, Il Quartetto della Maledizione.

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