Giorno per giorno nell’arte | 26 maggio 2022

Interrogato l’ex direttore del Louvre | La Collezione Morozov torna in Russia | Gran Bretagna divisa sui marmi del Partenone | Steve Wynn citato in giudizio | Il rapporto difficile tra Africa e Biennale | Scoperti 134 insediamenti nel Vallo di Adriano | Entrano nel vivo i Torino Photo Days | La giornata in 16 notizie

«È tutto loro quello che luccica» (2019) di Fabrizio Bellomo (dalla serie «Pensieri Sparsi»), Cortesia della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per The Phair
Redazione |

L’ex direttore del Louvre, Jean-Luc Martinez, interrogato dalla polizia francese nell’ambito di un’indagine su un presunto traffico illecito di antichità relativo ad acquisti del Metropolitan Museum of Art e del Louvre Abu Dhabi. Con lui il capo del dipartimento egiziano del Louvre, Vincent Rondot, e Olivier Perdu, noto egittologo rilasciato senza accuse. Martinez è rimasto in custodia, sebbene al momento non sia accusato di alcun illecito. La notizia segue l’arresto a Parigi di uno spacciatore tedesco-libanese, Roben Dib, detenuto da marzo per frode e riciclaggio. Nel giugno 2020 il giudice francese Jean-Michel Gentil ha accusato l’esperto e commerciante parigino Christophe Kunicki di associazione a delinquere, frode e riciclaggio. Secondo la nostra fonte, le indagini penali in Francia e negli Stati Uniti, che si sono estese a Germania, Regno Unito e Dubai, si stanno ora concentrando su nove oggetti che Metropolitan e Louvre Abu Dhabi avrebbero acquistato da Kunicki e Dib per un totale di oltre 50 milioni di euro. [Vincent Noce e Alessandro Martini]

Le 200 opere della Collezione Morozov, esposte nella Fondation Louis Vuitton a Parigi fino al 3 aprile, sono tornate in Russia, secondo una fonte ufficiale. Le opere di artisti comeV an Gogh, Gauguin, Matisse e Picasso, per la maggior parte in prestato da Ermitage di San Pietroburgo, Museo Statale di Belle Arti Puskin e Galleria Statale Tretyakov di Mosca, erano state poste sotto tutela legale in Francia durante la mostra, con un’ordinanza dei Ministeri della cultura e degli affari esteri ha esentato le opere dal sequestro. Essendo sospesi i voli per la Ruissia, il viaggio si è svolto con cinque convogli di sei camion (Ciascuno con un carico massimo di lavori assicurati fino a 200 milioni di dollari). I  i convogli hanno attraversato il Belgio e la Germania prima di essere stati spediti con traghetti a Helsinki e poi in Russia. I convogli hanno attraversato il Belgio e la Germania prima di essere spediti con traghetti a Helsinki e poi in Russia. Tre opere sono tuttavia rimaste in Francia: una del Museo ucraino di Dnipropetrovsk (per ragioni di sicurezza), una dell’oligarca russo sanzionato Petr Aven, e una dell’oligarca molto vicino a Putin, Moshe Kantor. [Vincent Noce]

L’artista francese JR lancia JR Reality, «il più grande progetto di arte partecipativa al mondo», supportato dalla società di sviluppo software Niantic in collaborazione con Superblue, organizzazione di arte esperienziale. I partecipanti potranno postare un ritratto o un ricordo personale in una posizione particolare, lasciando dietro di sé punti di contatto digitali (immagini e messaggi vocali). Gli utenti di smartphone possono accedere all’esperienza del «metaverso» di JR tramite l’app Superblue, ma solo in alcune città. San Francisco sarà la prima, poi New York in autunno. Sarà la prima rete di comunità di realtà aumentata (AR), e arriverà anche a Londra, Parigi, Miami e Los Angeles. «È ora di uscire ed esplorare; riconnettetevi l’uno con l’altro e mostrate di nuovo al mondo la vostra faccia», afferma JR in una nota. JR Reality è l’estensione digitale e in realtà aumentata di Inside Out del 2013, dove l’artista invitava individui e comunità a fare una dichiarazione esibendo ritratti in bianco e nero su larga scala in spazi pubblici. [Gareth Harris]

Crepe nella compattezza della Gran Bretagna sul tema della restituzione alla Grecia dei marmi del Partenone. Funzionari britannici hanno accettato di discutere la restituzione con i greci, ma il Dipartimento della Cultura afferma che non hanno l’autorità per farlo. Una delegazione britannica in una riunione intergovernativa a Parigi ha respinto l’iniziativa di discutere la restituzione dei marmi del Partenone con il ministro della Cultura greca, Lina Mendoni. Parlando ai delegati internazionali riuniti a Parigi per l’ultima sessione del Comitato intergovernativo dell’Unesco per la promozione del ritorno dei beni culturali (ICPRCP) la scorsa settimana, un alto funzionario del Dipartimento per il digitale, la cultura, i media e lo sport (DCMS) ha affermato che il Governo non ha l’autorità per discutere il destino delle sculture antiche. I partecipanti alle riunioni intergovernative rappresentano i rispettivi Governi ed è molto insolito che si discostino dalle intenzioni dichiarate del loro Governo, si deduce quindi che i funzionari britannici stiano lottando per articolare una politica coerente sui marmi del Partenone di fronte a crescenti pressioni per la restituzione. [Cristina Ruiz]

134 insediamenti scoperti lungo il Vallo di Adriano in Gran Bretagna. Il team di archeologi dell’Università di Edimburgo si è concentrato sulla regione  sopra il Muro per studiare questa terra di confine oggetto di tanta attenzione politica, sociale e militare in epoca romana. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su «Antiquites», l’articolo speiga l’importanza di capire come questi popoli vivessero prima, durante e dopo l’incontro con gli antichi romani. Grazie alle nuove tecnologie come il Lidar (Light Detection and Ranging) è stata setacciata la superficie per cercare irregolarità che indicano la presenza di antichi insediamenti. Ora che sono stati individuati si passa allo studio dei fattori socioeconomici che hanno causato il cambiamento di questi insediamenti nel tempo. [Cambridge University Press]

La scelta dei capo curatori dei musei è anche una scelta «politica». I grandi musei sono sempre più rivolti a indirizzi post coloniali per rileggere la storia dell’arte occidentale sotto una nuova lente capace di allargare la prospettiva. Dal primo settembre Clara Kim , già curatrice della Tate Modern di Londra attenta alle interconnessioni tra le comunità artistiche lungo il Pacifico, sarà curatore capo e direttore artistico al Moca (Museum of Contemporary Art) di Los Angeles, con un occhio alle «storie dell’arte postcoloniali e transnazionali che ri-tracciano e ri-mappano le narrazioni dell’arte», spiegano dal museo. Una nuova prospettiva della storia dell’arte moderna (europea e americana nel suo caso) è anche quella a cui ha a lungo lavorato Randall Giffrey, che lascia il dipartimento di arte moderna e contemporanea del Metropolitan Museum of Art di New York per lo Smithsonian American Art Museum di Washington, dove supervisionerà il riallestimento della collezione e il programma espositivo. [Redazione]

Il Dipartimento di Stato americano ha citato in giudizio Steve Wynn, magnate dei casinò e potente collezionista di arte moderna (da Picasso a Matisse) per il presunto favore diplomatico ottenuto dalle autorità cinesi nel 2017, per proteggere i suoi interessi finanziari a Macao, uno dei più grandi centri di gioco d’azzardo della Cina. La causa arriva un anno dopo che il Dipartimento ha ordinato a Wynn di registrarsi ai sensi del Foreign Agents Registration Act (FARA) come lobbista per la Cina, «l’agenzia governativa avrebbe intrapreso un’azione legale contro Wynn se non si fosse conformato», ha riferito il Wall Street Journal. Nella causa intentata alla corte federale di Washington questa settimana, il Dipartimento di Giustizia afferma che Wynn ha contattato membri dell’amministrazione Trump, incluso l’allora presidente Donald Trump, per chiedere informazioni sul favore nell’estate del 2017, presumibilmente cercando di salvaguardare i suoi interessi commerciali in Macao. [U.S.news]

Rebecca Anne Proctor analizza su Artnet come alla imponente presenza delle nazioni africane alla Biennale di Venezia, nelle aste e nelle fiere, con prezzi e richieste in forte crescita, non corrisponda un investimento equivalente in programmi per sostenerla o promuoverla. «Sebbene negli ultimi anni i paesi africani siano stati sempre più visibili a Venezia, diversi padiglioni nazionali sono stati assaliti dalla mancanza di fondi e dalla critica locale delle scelte curatoriali», scrive la giornalista. Esemplare il caso del Kenya: «nel 2016, Ogonga era stato incaricato di immaginare come presentare il Kenya e i suoi artisti a Venezia. “C’era una totale mancanza di sincronicità tra ciò che è stato mostrato a Venezia e ciò che la scena artistica di Nairobi stava cercando di fare”», ha dichiarato Ogonga. Durante il debutto del Kenya nel 2013 e nel 2015, sono state presentato mostre dominate da artisti cinesi e italiani, diversi importanti artisti kenioti hanno protestato, chiedendo che il Governo fornisse loro un’adeguata rappresentanza a Venezia. Quest’anno solo nove nazioni africane sono alla Biennale di Venezia, numero in aumento rispetto agli anni precedenti, ma non rappresentativo della diversità delle culture artistiche di 54 Paesi e ancora meno rappresentativo quando l’arte di quelle poche nazioni è metaforicamente dirottata da stranieri che utilizzano i padiglioni nazionali a Venezia per il proprio tornaconto. [artnet]

L’Alta Corte di Singapore ha concesso a un ricorrente-insolvente un provvedimento di urgenza che ha impedito la vendita dell’Nft utilizzato a garanzia di un prestito. Una sentenza storica che riconosce il diritto di proprietà sopra gli Nft come digital asset, rendendo la esemplare sentenza della Corte Britannica che ne aveva riconosciuto il diritto di proprietà, già obsoleta, e sancendo inoltre la possibilità che gli Nft possano essere utilizzati come collateral alla stregua di altri beni mobili e godendo degli stessi diritti. [Il Sole 24 Ore]

Vernice della quarta edizione di The Phair, la fiera torinese dedicata all’immagine, creata dal fondatore di Artissima e The Others, Roberto Casiraghi. Una cinquantina di espositori presenteranno le loro proposte nel Padiglione 3 di Torino Esposizioni al Parco del Valentino fino al 29 maggio. Accompagnano la fiera un focus su Ugo Mulas a cura di Chiara Massimello e i Torino Photo Days, con aperture collettive e straordinarie come la notte bianca delle gallerie Tag sabato 28 maggio. Tra le mostre in città da segnalare, oltre alle grandi istituzioni come le neo Gallerie d’Italia con Paolo Pellegrin e l’Archivio Intesa Sanpaolo/Publifoto, e Camera, con la Collezione Thom,as Walter, anche l’Associazione Barriera con la collettiva «Smarginate» con introduzione di Guido Costa e opere di Valie Export, Robert Mapplethorpe, Gerard Richter, Cinsy Sherman, Gina Pane e Orlan, solo per citarne alcune. E, ancora «Liquida Photofestival», iniziativa di Paratissima all’ARTiglieria, che propone fino al 29n maggio un dialogo tra fotografi affermati ed emergenti. [Il Giornale dell'Arte]

Ersel debutta a Milano con una nuova sede, in via Caradosso, che s’inaugura oggi con la mostra «Torino-Milano Un concetto spaziale arte tra due città», dal 27 maggio al 26 giugno, curata da Chiara Massimello, racconta la visione artistica delle due città con opere che spaziano dal «Ritratto di Vittorio Amedeo I di Savoia all’età di otto anni» di Giovanni Caracca (1595) a un lavoro di Francesco Joao (1987), a Fontana, Anselmo, Balla, Boetti e tanti altri. Oltre agli uffici del Gruppo, specializzato nel wealth management, il palazzo di via Caradosso 16 ospiterà Fondazione Paideia e uno spazio permanente dedicato all’arte. [Redazione]

Lo storico dell’arte napoletano Gianfranco Maraniello, classe 1971, già direttore del MaMBO, è il nuovo direttore del Polo Museale Moderno e Contemporaneo di Milano. Cinque le istituzioni del polo: Museo del Novecento; Gam; Palazzo Morando Costume Moda e Immagine; Casa Museo Boschi Di Stefano; Studio Museo Francesco Messina. [Redazione]

Mostre che aprono
S’inaugura il 27 maggio la retrospettiva di Robert Doisneau all’Ara Pacis a Roma, dove sarà visibile fino al 4 settembre. Curata da Gabriel Bauret, presenta Sono esposti oltre 130 scatti in bianco e nero della collezione dell’Atelier Robert Doisneau a Montrouge, attraverso cui Doisneau, uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada, ha catturato la vita quotidiana e le emozioni degli uomini e delle donne cd Parigi e della banlieue dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. [Redazione]

Ventitré anni dopo la monografica presentata nel 1999 nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco, Ruggero Savinio (nato a Torino nel 1934, vive a Roma) torna fino al 4 settembre a Milano, questa volta nell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale, con l’antologica «Ruggero Savinio. Opere 1959-2022», prodotta da Milano-Cultura e Silvana Editoriale e curata da Luca Pietro Nicoletti. La compongono dipinti, disegni e lavori su carta di raccolte pubbliche e private, alcuni non più visti da lungo tempo, che documentano il suo percorso sin dagli anni della formazione, vissuti tra Roma, Parigi e Milano, la città dove l’artista, che porta sulle spalle la pesante eredità del padre Alberto e dello zio Giorgio de Chirico, andò in cerca (trovandola) di una propria identità artistica. Pur senza rifiutare la loro lezione, Ruggero Savinio ha saputo infatti costruirsi una dimensione personale, di segno fortemente pittorico e retinico («dei tre de Chirico, afferma il curatore, Ruggero è sicuramente quello più “pittore”»), in cui la materia cromatica si disfa e si diffonde sulla tela in una sorta di «abbandono alla vitalità della pittura». [Ada Masoero]

Mostre aperte
Larry Gagosian ha voluto Francesco Bonami per curare la mostra «Beginning», visibile nella galleria di Beverly Hills fino al 4 giugno. Dipinti, installazioni e fotografie di Maurizio Cattelan, Felix Gonzalez-Torres, Richard Prince e Rudolf Stingel, sono state scelte per «considerare l’impatto dei recenti eventi traumatici mondiali sulla nostra percezione collettiva dell’arte e cultura. Riflettendo un pervasivo senso di lutto e, soprattutto, uno spirito resiliente di speranza di fronte alla morte e al disastro, invita a una meditazione tranquilla e sostenuta sul processo spesso doloroso di transizione», spiegano dalla galleria. [Redazione]  

Addii
Si è spenta a Pietrasanta a 82 anni la pittrice americana Janet Stayton. Formatasi nella scuola figurativa americana di New York, St. Louis e Chicago nei primi anni Settanta, si è confrontata con la grafica, la pittura, la scultura, ma anche il teatro e la letteratura. Le sue opere figurano in importanti collezioni internazionali. Viveva a Pietrasanta da 40 anni. [Redazione]

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