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Giorno per giorno nell'arte | 26 gennaio 2019

Nuova luce a San Pietro | Il governo non vuole la scuola sovranista nella Certosa di Trisulti | L'importanza dell'arte nella crescita dei bambini | La giornata in 10 notizie

Nuova illuminazione per la cupola della Basilica di San Pietro. Foto: Osram - Reverenda Fabbrica di San Pietro

San Pietro illuminata da Osram. E' stato presentato il nuovo impianto di illuminazione della Basilica di San Pietro. Costituito da 780 apparecchi per un totale di oltre 100mila led, consente un risparmio energetico del 90%. Il progetto, realizzato dall’azienda Osram in collaborazione con i servizi tecnici del Governatorato vaticano, era stato mostrato in anteprima in occasione della messa di Natale. La tecnologia led, sempre grazie alla cooperazione con Osram, era stata già positivamente sperimentata in Vaticano: nel 2014 per l’illuminazione della Sistina, nel 2016 per piazza San Pietro e infine, l’anno successivo, per le Stanze di Raffaello. Ora, ad accogliere tecnologie di ultima generazione è l’intero complesso basilicale, che già da ottobre scorso ospita un nuovo intervento illuminotecnico, questo messo a disposizione da iGuzzini, per la Pietà michelangiolesca. [Il Giornale dell'Arte]

La scuola dei populisiti americani svalorizza la Certosa.
Il sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca interviene in merito alla vicenda della Certosa di Trisulti, che dovrebbe diventare una scuola sovranista dopo che una fondazione americana ha ottenuto la gestione del monumento per i prossimi 19 anni. La destinazione d'uso proposta non sarebbe coerente con l'obiettivo del bando, che era la promozione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. [la Repubblica]

Come crescono i bambini con l'arte? Nell'ambito di un progetto del Regno Unito per studiare l'influsso dell'arte sulle giovani menti, centinaia di bambini nati a Leicester saranno monitorati dai ricercatori per i primi 25 anni della loro vita, in modo da esaminare l'impatto di una esposizione regolare alle attività artistiche lungo la loro crescita. [The Guardian]

Se la cultura è un servizio al pubblico come un altro. L'opinionista di «Le Monde» Michel Guerrin interviene nel dibattito sulla lettera di Macron ai francesi dello scorso 17 gennaio, rilevando come nei trenta punti proposti dal presidente non uno riguardi la cultura. Anzi, la stessa parola appare solamente una volta, quando si dice che la finanza del paese mantiene i servizi pubblici, «inclusa la cultura». [Le Monde]

«Bel lavoro, non sembra di una donna». In occasione di una sua mostra alla Galleria Bianconi di Milano Fausta Squatriti racconta in un'intervista le difficoltà di essere un'artista donna d'avanguardia nell'Italia degli anni '60. [la Stampa]

Esposto il «corpo» di Hitler. Si inaugura a Carpi, nella Sala dei Cervi dello storico palazzo dei Pio, il controverso allestimento curato dallo psicanalista Antonello Fresu che propone le radiografie e le cartelle cliniche del dittatore tedesco Adolf Hitler. [la Repubblica]

Come la Francia si sintonizza con la Cina. Alle tradizionali comitive di turisti ultimamente si affiancano i viaggi dei singoli cinesi, in un mondo sempre più globalizzato. Da Colmar a Chambord i siti turistici francesi si attrezzano per sedurre la nuova ondata di visitatori orientali, che rappresentano ormai una parte imprescindibile del settore. [Le Figaro]

Un museo per il lato oscuro del Paese. Lo scorso 10 novembre ha timidamente aperto i battenti la Casa della Storia d'Austria a Vienna, prima istituzione pubblica dove con le cautele del caso si comincia a fare i conti con un passato pesante e una sensibilità difficile. [Le Monde]

Un ricordo d'infanzia della Regina. Gli Historic Royal Palaces hanno pagato 4250 sterline per ottenere da un collezionista privato il lettino da viaggio dove dormiva da bambina la Regina Vittoria. Il manufatto in mogano, realizzato nel 1826, sarà esposto a Kensington Palace a partire dal prossimo 24 maggio (200mo anniversario della nascita della Regina). [The Guardian]

Johnny di Bronzo. Il «Figaro» dedica una pagina alla monumentale scultura di Johnny Hallyday realizzata dall'artista russo Alexey Blagovestnov su invito di Bernardette Servant-Schreiber. Ora però subentrano difficoltà per trasferirla dal suo laboratorio di Mosca a Parigi, dove gli eredi e il sindaco non sono d'accordo sulla collocazione. [Le Figaro]

Redazione, edizione online, 26 gennaio 2019


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