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Giorno per giorno nell'arte | 24 gennaio 2019

Una riscoperta seicentesca | Dubbi sulla collezione Cesnola al Met | A Sargentini il Premio Pascali | La giornata in 10 notizie

Il dipinto scoperto durante la ristrutturazione. Foto courtesy Oscar de la Renta

Dietro al muro, un enorme dipinto seicentesco. Durante i lavori per la trasformazione di un ufficio in boutique di lusso a Parigi (per conto della casa di moda Oscar de la Renta), dietro un muro di cinque metri è stato scoperto un dipinto a olio del XVII secolo di grande formato, raffigurante un gruppo di nobili a cavallo. Secondo gli esperti d'arte potrebbe essere stato nascosto nel palazzo per impedire che cadesse nelle mani dei nazisti. L'autore viene identificato da Stéphane Pinta, esperto di dipinti antichi, in Arnould de Vuez (1644-1720), pittore della cerchia di Charles Le Brun. [artnet.com]

Le antichità della collezione Palma di Cesnola al Met: frutto di razzie? Sull'onda della tendenza dei musei internazionali a riconsiderare la questione delle restituzioni di opere d'arte (per esempio quelle dei musei francesi all'Africa), si prende in considerazione il caso della collezione di Luigi Palma di Cesnola (nobiluomo piemontese dalla vita avventurosa: fu console statunitense a Cipro e primo direttore del Metropolitan Museum of Art di New York), un nucleo di antichità soprattutto cipriote che fa ora parte delle collezioni del Metropolitan. Se ne ripercorre la storia formulando più di un dubbio se questo nucleo sia stato frutto di razzie, e se eventualmente potrebbe essere oggetto di una richiesta di restituzione da parte delle autorità cipriote. [3quarksdaily.com]

Va a Sargentini il premio Pascali. Il comitato scientifico della Fondazione Pino Pascali ha attribuito l'omonimo premio a Fabio Sargentini, storico gallerista dell'«Attico» di Roma. Per l'occasione sarà organizzata una speciale mostra nella sede di Polignano a Mare (Bari). [Corriere della Sera]

Nei musei torna la voglia di performance. Dopo il successo della mostra fiorentina che riproponeva le performance di Marina Abramovic, il Museo Pecci di Prato presenta l'opera «Senza titolo» di Fabio Mauri del 1992. E all'estero iniziative analoghe sono in corso alla Tate di Londra e a New York. [la Repubblica]

Più vecchie dei faraoni. Il Ministero delle Antichità egiziano ha comunicato la scoperta, nel sito di Kom al-Kholgan, di 20 antichissime tombe, risalenti al periodo Predinastico, ossia a prima dei Faraoni, più di 5mila anni fa. [Corriere della Sera]

La realtà ha riprodotto la fantasia. Grazie a una collaborazione tra studiosi delle università di Oxford e Edimburgo è stata ricreata in laboratorio un'onda che ricorda molto quella realizzata da Hokusai nella sua opera più famosa, e che era ritenuta opera di invenzione. [The Daily Telegraph]

La cultura tra selfie e libri. I lettori di «Repubblica» possono farsi un'idea in anteprima dell'intervento di oggi di Stefano Bartezzaghi alla Scuola per librai di Venezia. A partire da una riflessione di Umberto Eco, ci si interroga sulla relazione tra l'umano bisogno di cultura e il gesto, forse ormai destinato a scomparire, di leggere un libro cartaceo. [la Repubblica]

Una scatola per libri di oltre 500 anni fa. Le Bodleian Libraries dell'Università di Oxford hanno acquistato presso la galleria antiquaria parigina Les Enluminures, specialista in libri e stampe antiche, una scatola per libri, in legno e cuoio, con serrature e cerniere in ferro, databile al XV secolo: una tipologia di manufatto dall'alto grado di rarità. [Antiques Trade Gazette]

Il nuovo ingresso della National Portrait Gallery. Sin dalla sua apertura nel 1896 la National Portrait Gallery ha avuto l'ingresso dal lato Est. Ora che un progetto da 35,5 milioni di sterline dell'architetto Jamie Fobert vuole dotarla di un nuovo ingresso sul lato nord, si teme che assieme a più pubblico arrivi anche qualche protesta. [The Times]

Art Fund a rischio. Per decenni i 139mila volontari dell'Art Fund hanno contribuito all'acquisto di opere d'arte per il Paese, oltre a organizzare attività sociali per gli amanti della cultura. Ma adesso l'associazione è a rischio di scioglimento, tra le accuse di avere una mentalità troppo retrograda e quelle di tenere un atteggiamento di eccessiva preferenza per i musei e le gallerie di Londra rispetto a quelle del resto del Paese. [The Times]

Redazione, edizione online, 24 gennaio 2019


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