Giorno per giorno nell’arte | 24 dicembre 2021

Dal 30 dicembre nei musei si entra solo con il Super Green Pass | Una nuova illuminazione per la Basilica di San Marco | La revisione delle opere della National Gallery di Londra | La cultura spopola su TikTok | La giornata in 14 notizie

Il trittico in Etiopia ora attribuito a un maestro senese trecentesco
Redazione |

Dal 30 dicembre l’accesso a musei, istituti e luoghi della cultura e mostre, nonché a parchi tematicicentri culturali, è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi Covid. [AgenziaCult]

A Venezia in occasione del concerto di Natale, uno degli eventi più attesi dell’anno, il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, ha annunciato il progetto di una nuova illuminazione della Basilica. L’incarico è stato affidato all’architetto Alberto Pasetti Bombardella che ha già realizzato l’illuminazione dell’intero apparato iconografico della Scuola Grande di San Rocco. Questo tipo di illuminazione permette di visualizzare l’opera nel suo complesso e di coglierne anche il più piccolo dettaglio. Si comincerà dalla navata sud e dalla controfacciata nel pieno rispetto dell’architettura e dell’atmosfera religiosa. [Lidia Panzeri]

La National Gallery di Londra affronta il problema del rapporto tra le opere della sua collezione e le vicende relative alla schiavitù, passando in rassegna l’arco cronologico compreso tra il 1640 e il 1920. [El País]

A Cesena nei prossimi giorni sarà avviato il restauro del dipinto «San Francesco riceve le stimmate» del Guercino. L’opera, di proprietà comunale, è conservata nella Chiesa dei Cappuccini all’interno dell’ancona lignea dell’altare maggiore. [Corriere Romagna]

Nel Consiglio dei Ministri del 23 dicembre, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, è stato conferito l’incarico di Direttore generale per la diplomazia pubblica e culturale all’ambasciatore Pasquale Terracciano. [Governo.it]

Un trittico raffigurante «L’immagine di Nostro Signore Gesù Cristo», conservato nella Chiesa del Salvatore del Mondo del villaggio di Gurji nel Nord dell’Etiopia, finora attribuito a un maestro bizantino della metà del Quattrocento, potrebbe, secondo uno studio dello specialista francese Jacques Mercier, essere stato invece realizzato da un pittore senese del Trecento. [The Art Newspaper]

La cultura spopola su TikTok. La piattaforma, che è il sito più visitato del 2021, viene ultimamente presa d’assalto per la voglia di imparare: il filone di contenuti educativi raccolti sotto l’hashtag #ImparaConTikTok ha raggiunto oltre 24 miliardi di visualizzazioni. [Corriere della Sera]

A Roma il 27 dicembre le Terme di Caracalla saranno aperte dalle 9 alle 13 nel giorno di abituale chiusura (il lunedì). [Ansa]

Il comune spagnolo di Ourense, in Galizia, allarga la strada in modo che i grandi pullman possano accedere al monastero rupestre di San Pedro de Rocas, nonostante la sua fragilità. [El País]

All’Università di Hong Kong la statua che commemorava le persone uccise dalle truppe cinesi in piazza Tienanmen a Pechino è stata rimossa
dopo 24 anni. L’opera, alta 8 metri, raffigura 50 corpi lacerati e contorti accatastati uno sopra l’altro. Già a ottobre i funzionari dell’ateneo avevano ordinato la rimozione facendo riferimento a rischi legali non meglio specificati. [Il Sole 24 Ore]

Prendendo spunto da una mostra che si tiene al Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi sulla ceramica contemporanea, la giornalista specializzata Roxana Azimi analizza le ragioni del successo che sta avendo nel mercato dell’arte. [Le Monde]

Una lastra etrusca di terracotta dipinta, frammentaria, è rientrata in Italia dal mercato antiquario internazionale.
Il ritorno è stato reso possibile da una collaborazione tra pubblico e privato: la Fondazione Luigi Rovati l’ha acquistata per cederla allo Stato. Il frammento mostra un giovane, di profilo, caratterizzato da una ricca acconciatura con riccioli bruni sulla fronte e trecce di colore rossiccio che ricadono sulle spalle. Sulla testa indossa un cappello tipico dei viaggiatori nell’antichità e, in mano, tiene un lungo e sinuoso bastone, particolare che può rinviare a un uomo in cammino. D.F. Maras, L. Bochicchio e R. Zaccagnini che lo stanno studiando, hanno pensato che si possa trattare di un personaggio del mito raffigurato in atteggiamento di viandante e, in questa eventualità, propendono per riconoscervi Edipo. La lastra sembra databile intorno al 500 a.C. e s’inserisce in una produzione etrusca di particolare rilievo realizzata a Cerveteri, la cui conoscenza si è ampliata negli ultimi anni. Le lastre, realizzate tra la metà del VI e la metà del V secolo a.C., erano destinate a decorare le pareti di edifici privati e pubblici. L’opera è attualmente visibile nella mostra «Una pagana felicità. Massimo Campigli e gli Etruschi» allestita a Venezia negli spazi di Palazzo Franchetti (fino al 16 gennaio). [Giuseppe Maria della Fina]

Riallestita e illuminata a nuovo, l’«Aula Leonardi» della Pinacoteca Ambrosiana, dove sono conservate le opere dei leonardeschi Boltraffio e Salaì e un grande affresco di Bernardino Luini, è ora dotata di una teca ipertecnologica (un «climaframe» con dispositivi elettronici per la rilevazione costante di temperatura e umidità relativa) per la sua gemma più preziosa, quel «Musico» di Leonardo che è l’unico dipinto su tavola del maestro conservato a Milano. I lavori, realizzati grazie a Intesa Sanpaolo e Fondazione Ubi Banca Popolare Commercio&Industria, hanno interessato quello che fu l’Oratorio della Congregazione di Santa Corona (la corona di spine di Cristo), istituita nel 1497 da alcuni nobili milanesi per dare aiuto agli indigenti. Nel 1521-22 Luini, con i collaboratori, vi dipinse il «Cristo coronato di spine». Leonardo non poté vederlo, ma è probabile che prima fosse passato per l’Oratorio, avendo lasciato disegni della contigua chiesa di San Sepolcro, che nel 1584 si annetté quell’aula finché, nell’800, non fu acquistata dall’Ambrosiana. [Ada Masoero]

«Caravaggio cancellato» di Emilio Isgrò è l’opera che a mezzanotte del 24 dicembre verrà presentata nell’ex Sacrestia dell'Oratorio di San Lorenzo a Palermo, e rimarrà esposta fino al 17 ottobre 2022, 53mo anniversario del trafugamento della Natività di Caravaggio. Per la XII Edizione di «Next» l’Associazione degli Amici dei Musei siciliani ha chiesto all’artista di reinterpretare il tema della Natività, insieme al tragico episodio di cronaca avvenuto nel 1969: il furto dall’Oratorio di San Lorenzo dell’opera di Caravaggio. Al secondo posto nella Top Ten Art Crimes dell’Fbi, il furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi (1600) di Caravaggio rappresenta uno dei più grandi misteri della storia recente. Un’anteprima dell’opera di Isgrò è stata trasmessa in streaming la notte di Natale dello scorso anno. L’evento fa parte del progetto «Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia» promosso da Fondazione Sicilia e Amici dei Musei Siciliani in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò. In questi dodici anni diversi artisti, quasi sempre siciliani hanno reinterpretato la Natività in occasione di Next, tra gli altri: Laboratorio Saccardi, Francesco De Grandi, Studio Azzurro, Adalberto Abbate, Fulvio Di Piazza, Daniele Franzella, Alessandro Bazan, Francesco Simeti, Rori Palazzo e Igor Scalisi Palminteri. [Giusi Diana]

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