Giorno per giorno nell’arte | 23 novembre 2021

Il programma di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022 | Il Garage Museum di Mosca si espande nel Padiglione esagonale a Gorky Park | La riqualificazione della Tomba di Agrippina | Due frammenti inediti scoperti alla Bodleian Library di Oxford | La giornata in 16 notizie

Un render del nuovo Padiglione esagonale al Gorky Park a Mosca. Cortesia: Sanaa e Garage Museum of Contemporary Art
Redazione |

Per Procida Capitale Italiana della Cultura 2022 è stato presentato il programma, che prevede 150 eventi con 350 artisti provenienti da 45 diversi Paesi; il tutto in 330 giorni, a partire dal 22 gennaio. Il tema comune è «La cultura non isola». La Regione Campania ha programmato lo stanziamento di 8.730.412,63 euro, mentre il Ministero della Cultura ha già messo a disposizione 1 milione di euro. [Il Mattino]

Il Garage Museum of Contemporary Art di Mosca si espanderà nello storico Padiglione esagonale a Gorky Park, costruito nel 1923 come il Padiglione delle Macchine e degli Utensili nell’Esposizione Agricola Pansovietica. [The Art Newspaper

A Bacoli (Na) parte l’accordo di sponsorizzazione per la riqualificazione della Tomba di Agrippina, che veniva presentata ai viaggiatori del Grand Tour come il sepolcro di Agrippina, uccisa nel 59 d.C. per ordine del figlio Nerone. In realtà il monumento di epoca imperiale, parte di una villa marittima, è quanto resta di un piccolo teatro costruito nel I secolo d.C. che venne poi trasformato in un ninfeo-esedra. L’intervento è eseguito in sinergia con il Parco archeologico dei Campi Flegrei. [Il Mattino]

Alla Bodleian Library dell’Università di Oxford sono stati scoperti nella rilegatura di un libro del 1528 due frammenti inediti: uno di un’antica versione del Roman de Tristan di Beroul; l’altro del poema finora ritenuto perduto Siège d’Orange. Il frammento del Tristano e Isotta è databile al XII secolo ed è quindi una delle fonti più antiche del testo. Il ritrovamento è dovuto a Tamara Atkin, docente della Queen Mary University di Londra. [Queen Mary University of London]

Secondo il rapporto El mercado español del arte en 2021, elaborato per l’Instituto de Arte Contemporáneo su incarico della Fundación La Caixa, il mercato dell'arte spagnolo nel 2020 ha sofferto un crollo del 37%, ma si sta risollevando grazie alle vendite online. [El País]

A causa del rialzo dei casi di Covid in Germania, è chiusa al pubblico perlomeno sino al 12 dicembre la mostra dedicata a Johannes Vermeer e ospitata alla Gemäldegalerie Alte Meister. [The Art Newspaper]

Anne-Marie Beckmann, Brett Rogers, Yto Barrada, Jessica Dimson e Yasufumi Nakamori, i giurati di uno dei contest fotografici più seguiti al mondo, hanno svelato i nomi dei quattri finalisti: a disputarsi il Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2022, e le 30mila sterline che mette annualmente in palio, saranno Deana Lawson, Gilles Peress, Jo Ractliffe e Anastasia Samoylova. Il nome del vincitore sarà annunciato il 12 maggio come sempre nella sede della Photographers’ Gallery di Londra, dove il premio è nato 26 anni fa. I progetti che sono valsi le quattro nomination, realizzati negli ultimi 12 mesi sotto forma di libri o mostre, saranno esposti in una collettiva che aprirà il prossimo marzo nell’istituzione londinese, per proseguire durante l’estate nella sede della Deutsche Börse a Eschborn/Francoforte. [Chiara Coronelli]

Articolo-inchiesta di Lou Fritel sulla distruzione programmata del Teatro di Nizza, in Francia. Inaugurato nel 1989, l’edificio deve essere raso al suolo per lasciare il posto a un bosco urbano, voluto dal sindaco Christian Estrosi. Il teatro trasloca temporaneamente a gennaio in quattro sedi diverse temporanee, attendendo sedi stabili. [Le Figaro]

Il 19 novembre il premio della 34ma Biennale d'Arte Grafica di Lubiana è stato assegnato all’artista berlinese Johannes Paul Raether. Il Research Residency Award e il premio del pubblico sono andati entrambi a Mario Mu, anch'egli berlinese; menzione speciale della giuria al collettivo praghese Bcaa System.  

È Anastasia Samoylova la vincitrice della prima edizione del KBr Photo Award, premio biennale aperto ad artisti spagnoli e internazionali, lanciato la scorsa estate dalla Fundación Mapfre che mette in palio 25mila euro per supportare e promuovere il progetto di un fotografo, purché mai esposto prima e mai presentato in altre competizioni. Nata a Mosca nel 1984 e residente a Miami, l’artista russo-americana è laureata in Belle Arti alla Bradley University e in Design Ambientale all’Università Statale Russa di Scienze Umanistiche. Il suo «Image Cities», che ha convinto all’unanimità la giuria composta da Carles Guerra, Thomas Weski, Sarah Meister e Urs Stahel, è un’indagine visiva dell’integrazione tra l’immagine fotografica e l’ambiente urbano, realizzata in diversi luoghi, tra i quali Mosca, New York e Londra. Oltre al riconoscimento in denaro, la Fundación Mapfre si occupa anche di produrre la mostra in cui sarà presentato il lavoro vincitore, programmata al KBr Center di Barcellona per il febbraio 2023. [Chiara Coronelli]

A Case Pente presso Sulmona (Aq) indagini radar e sopralluoghi di comitati hanno individuato nel terreno un grande edificio italico o romano. Rosanna Tuteri della Soprintendenza abruzzese ricorda che il sito è noto dal 1985 e ritiene le murature di età romana, forse una villa rustica, «come confermerebbero i numerosissimi frammenti fittili e ceramici sparsi». Una bella scoperta, ma lì la Snam ha progettato una centrale a compressione, dichiarata di pubblico interesse, contestata in loco e con i pareri negativi del Comune e della Regione Abruzzo. In una nota del 18 marzo 2019 l’allora soprintendente all’archeologia Rosaria Mencarelli aveva ipotizzato che l’impianto sorgesse altrove, ora potrà dare un parere dopo le indagini di archeologia preventiva: si vedrà quale interesse prevarrà. [Stefano Miliani]

Ha una nuova sala la «Pala di Sant’Onofrio» di Luca Signorelli nel Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo a Perugia: è la tappa di un progetto che prevede il riallestimento completo nel 2023 quando l’istituto celebrerà i suoi 100 anni e i 500 anni dalla morte di Perugino. Lo ricorda la curatrice e coordinatrice Chiara Basta precisando che l’istituto ha riallestito anche la Sala dei patroni e quella dedicata al «Santo Anello»: «Il nuovo allestimento è tematico, non più cronologico, perché sia più comprensibile a tutti». Cambiata l’illuminazione, le pareti sono dipinte di un grigio molto chiaro (prima erano di colori diversi), le opere sono su un fondo rosso, il museo ha creato una riproduzione tattile per non vedenti del Signorelli e un’app per vedere dettagli che dal vivo non si notano. [Stefano Miliani]

Un violino datato all’inizio del Settecento, appartenuto ai musicisti della Cappella Reale francese, alla fine del regno di Luigi XIV, sarà messo in vendita all'asta dal commissaire-priseur Aguttes, a Neuilly-sur-Seine, il 6 dicembre. Stime: 500-600mila euro. [Le Figaro]

Mostre che chiudono
«Maurizio Mochetti è un artista degli anni Settanta. Per come si presenta, con l’ironia e l’insolenza nelle quali nasconde pensieri complessi e lavoro ostinato, nella sua opera si avverte il desiderio, anzi la smania, di fare un gioco nuovo, di oltrepassare confini segnati, di accelerare i sensi, letteralmente di prendere il volo. Un vero artista degli anni Settanta questo ha e questo farà tutta la vita. Comincerà sempre tutto daccapo», dichiara Eduardo Cicelyn nel testo critico sulla mostra personale dell’artista romano (1940) allestita fino al 4 dicembre a Napoli, alla galleria Casamadre Arte Contemporanea. Più che un attraversamento temporale, questi lavori, datati tra il 1974 e il 2019, sono una riflessione sullo spazio e sulla capacità dell’oggetto di rinnovarsi nei diversi contesti. Il posizionamento dei due calchi di un gruppo scultoreo proveniente da una delle case tardoantiche di Ostia (IV secolo d.C.) induce a una ridefinizione dello spazio da percorrere («Processo di paragone/Amore e Psiche», 1974); ruota liberamente a 360° «Freccia nera» (1974), opera sospesa orizzontalmente all’altezza dell’asse ottico; diversi gli stimoli degli «Aereo-razzi» (dal 1977 al 2019): uno ha sulla parte anteriore della fusoliera uno specchio che riflette l’immagine dell’osservatore a sostituzione dell’armamento; di un altro viene visualizzato il prolungamento della traiettoria attraverso due punti rossi, posti su pareti opposte; «Bang - Da una dimensione all’altra» (2016), invece, è un modello di aereo in parte inglobato nel muro; «Camouflage-Natter-Pelle» (1979), «Camouflage en Rouge» (1987), «Camouflage Natter pixel grigi» (2019), attraverso diverse soluzioni di camuffamento, mettono in scacco la certezza della percezione visiva. Tra gli altri lavori in mostra «È tutta un’altra storia» (2014): su una pedana alcuni vasi di foggia e dimensioni diverse ostacolano la continuità della linea di luce laser che segna le pareti della stanza. «Il laser mi ha permesso di realizzare opere senza dimensione, quindi sempre più vicine all’idea», dichiara l’artista. [Olga Scotto di Vettimo]

«Transhumances II» è la seconda tappa del progetto di Galerie Philia, galleria di Firenze di design contemporaneo e arte moderna, che, dopo l’esperienza a Le Sauvan, villaggio nel Sudovest della Francia, fino al 2 dicembre «migra» (come evoca il titolo), a Palazzo Galli Tassi, in via Pandolfini, esponendo i lavori di designer emergenti, realizzati nel corso di una residenza estiva. Produzioni che riflettono temi cari al momento attuale (analoghi a quelli dell’ultima edizione della Biennale di Architettura a Venezia): la sensibilità verso la salvaguardia del pianeta e dei suoi prodotti e l’idea di comunità e condivisione, messa fortemente in crisi dalla recente pandemia. Provenienti dalla Francia, dal Canada, dalla Germania e dai Paesi Bassi, gli artisti designer hanno dunque sperimentato a Firenze le tecniche creative del Rinascimento, utilizzando tinture naturali, estraendo pigmenti di colore da fiori o da altri materiali organici. Si sono cimentati con la terracotta dell’Impruneta (Elisa Uberti), con i diversi legni usati nel Rinascimento (Cedric Breisacher), con la pietra paesina (Sylvia Eustache Rools), con la terra di Siena e altri pigmenti (Flora Temnouche), con il cristallo (Frédéric Saulou). Hanno creato oggetti ispirati a strumenti antichi come il pendolo di Galileo (Jérôme Pereira) e riscoperto l’importanza della lavorazione a mano di forme (Willem van Hoof) e si sono misurati con la tecnica della scagliola (Isac Elam Kaid), un tempo usata in simulazione del marmo. Philia (con sedi a Ginevra, New York e Singapore) predilige un approccio interculturale, non legato a un filone specifico, ma aperto a una visione più eterogenea. [Laura Lombardi]

Addii
A Baghdad è morto il 18 novembre, all’età di 89 anni, il fotografo Latif Al Ani (conosciuto come «padre della fotografia irachena»). Solo in anni recenti sono stati riscoperti i suoi scatti di una Baghdad cosmopolita, in piena modernizzazione, dagli anni Cinquanta ai Settanta, prima della salita al potere di Saddam Hussein. Suoi scatti vennero esposti nel padiglione iracheno della Biennale di Venezia del 2015. Nel 2018 la Sharjah Art Foundation ospitò una grande retrospettiva della sua opera. [The Art Newspaper]

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