Giorno per giorno nell’arte | 23 febbraio 2022

La scena artistica russa teme l’ostracismo dell’Occidente | Niente «Corona di Montezuma» per il Messico | Dal Pnrr 8,2 miliardi a Roma per infrastrutture e turismo | La National Portrait Gallery chiude dopo 30 anni il contratto di sponsorizzazione con BP | La giornata in 14 notizie

La corona di Montezuma
Redazione |

La scena artistica russa teme l’ostracismo dell’Occidente. Mentre l’Europa Occidentale si prepara a imporre sanzioni alla Russia dopo la decisione del presidente Putin di inviare truppe a Luhansk e Donetsk, il mondo dell’arte russo teme una severa punizione di un settore culturale già da tempo isolato su scala internazionale. [Il Giornale dell'Arte]

Colonialismo e restituzioni: ancora niente corona per il Messico.
La precolombiana «Corona di Montezuma» è un manufatto unico nel suo genere e la sua pluricentenaria assenza dal Messico è una spina nel fianco di attivisti e politici centroamericani, che più e più volte ne hanno chiesto invano la restituzione all’Austria, dove nel XVI secolo risultava parte delle collezioni dell’arciduca Ferdinando II del Tirolo. Anche la fantasiosa azione ora inscenata dai cineasti Yosu Arangüena e Sebastian Arrechedera, coadiuvati da Xokonoschtletl Gómora, ha sortito un rinnovato no alla restituzione, motivato ancora una volta dai rischi legati al trasporto. Il museo ha salutato tuttavia con favore «l’intervento artistico» in quanto «interessante contributo al dibattito in corso sull’eredità postcoloniale dei musei etnografici». Il pacifico intervento degli attivisti è consistito nel prendere a prestito della audioguide alla cassa del Weltmuseum di Vienna e di restituirne poi altrettante di uguale modello, che però al posto della consueta spiegazione sulla corona contenevano un appello di Gomora. [Flavia Foradini per «Il Giornale dell’Arte»]

Dal Pnrr 8,2 miliardi a Roma per infrastrutture e turismo. Giovannini: alle infrastrutture oltre 7,6 miliardi di fondi Ue e complementari. Garavaglia: 500 milioni per i sei progetti di Caput Mundi, al Mef nascerà una società per gestirli. [Il Sole 24 Ore]

La National Portrait Gallery chiude dopo 30 anni il contratto di sponsorizzazione con BP. Una portavoce dell’azienda petrolifera britannica ha dichiarato che BP sta cercando nuovi modi per il miglior uso delle risorse, in modo di raggiungere per il 2050 il traguardo di zero emissioni. [The Art Newspaper]

In un momento di alta tensione internazionale tra la Russia e il resto del mondo, l’arte diventa un modello di dialogo. È stata infatti appena annunciata l’inaugurazione il prossimo autunno del Generator: USF Contemporary Art Museum a San Pietroburgo, una galleria di circa mille metri quadrati destinata a mostre, progetti e residenze, nata in collaborazione con l’Università della Florida meridionale. Questo nuovo spazio rafforzerà gli scambi tra gli studenti e gli artisti affermati ed emergenti dei due Paesi e sarà riservato a progetti innovativi che utilizzano tecnologie digitali all’avanguardia. Ospiterà inoltre incontri e programmi aperti al pubblico e sarà a ingresso gratuito. [Jenny Dogliani per «Il Giornale dell’Arte»]

Si terrà il 24 febbraio alle 17 il prossimo appuntamento di «Musei Italiani. An International Speech», il ciclo di incontri della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura sul Sistema museale nazionale, dedicato al dialogo internazionale. L’organizzazione è curata dalla Direzione generale Musei in collaborazione con il Museo Nazionale Romano e la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, con il supporto di Ales. L’evento si svolgerà in diretta digitale dal Museo Nazionale Romano sulla piattaforma di formazione a distanza della Fondazione. Per partecipare è sufficiente registrarsi alla piattaforma e iscriversi all’appuntamento in catalogo.

Dopo due anni di chiusura al pubblico a causa della pandemia, il 19 febbraio 2022 ha riaperto la serra tropicale del Muse di Trento, che torna visitabile a piccoli gruppi di visitatori e con l'obbligo di mascherina Ffp2 (eccetto i bambini con età inferiore di sei anni). [Ansa]

Il Giardino Monumentale di Valsanzibio (nel comune di Galzignano Terme, Pd) riapre al pubblico sabato 26 febbraio. Nove ettari di terreno con un percorso simbolico che porta alla Salvezza, progettato dal fontaniere Luigi Bernini, fratello più giovane di Gianlorenzo Bernini, tra sculture, fontane, peschiere, scherzi d’acqua, pensato e realizzato dalla famiglia Barbarigo quando Venezia venne sconvolta della peste del 1630. [Il Gazzettino]

Al Museo Nazionale del Bargello di Firenze dal 23 febbraio il Salone di Donatello rimane chiuso al pubblico per consentire le operazioni di allestimento temporaneo per la mostra «Donatello, il Rinascimento» che aprirà al pubblico il 19 marzo al Bargello e a Palazzo Strozzi.

Andirivieni di direttori nel musei marchigiani. Dario Voltolini guiderà il Museo archeologico di Ancona (succede a Nicoletta Frapiccini che prosegue nella gestione del Museo archeologico di Urbisaglia e dell’Antiquarium di Numana), mentre la Rocca Demaniale di Gradara è stata affidata all’architetto Stefano Brachetti e la Rocca Roveresca di Senigallia verrà diretta dall’architetta Alessandra Pacheco. [Ansa]

Sotheby’s ha annunciato la vendita di un diamante «Fancy Vivid Blue». Si chiama «De Beers Cullinan Blue», è la più grande gemma di questo colore mai andata all’incanto e verrà messo all’asta il 27 aprile, durante la «Luxury Week» di Hong Kong, per una stima minima di 48 milioni di dollari. [la Repubblica]

Mostre che aprono
«Quando ero alle elementari, in Cina, ricorda Yan Pei-Ming, nato a Shanghai nel 1960 e cresciuto durante la Rivoluzione culturale di Mao, le lezioni iniziavano con “Viva il presidente Mao”. Era obbligatorio, lì come ovunque». Non stupisce che a 19 anni sia fuggito a Digione, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti. Né stupisce che abbia raggiunto la sua prima fama con i ritratti (inquietanti per le «dimensioni epiche»), proprio di Mao, esposti nel 1991 al Centre Pompidou. Da allora, il suo percorso è stato di crescita costante, dalla Biennale di Venezia nel 2003 alla mostra di ritratti al Louvre, nel 2009, fino a oggi quando ha all’attivo mostre nei maggiori musei del mondo. Yan Pei-Ming è ora a Milano, dal 24 febbraio al 9 aprile, nella personale «Wild Game» da MASSIMODECARLO. In mostra non i ritratti di Obama o Giovanni Paolo II, che gli hanno guadagnato fama internazionale ma «ritratti» di animali e paesaggi urbani, tutti costruiti con energiche pennellate declinate in una bicromia di bianchi e neri che li trasportano in una dimensione atemporale e universale. [Ada Masoero per «Il Giornale dell’Arte»]

«Giannetto Fieschi. L’esperienza dell’arte» è il titolo del duplice evento espositivo a Genova, al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (dove apre il 24 febbraio) e alla Galleria d’Arte Moderna (apertura il 27) che conclude il complessivo progetto «Giannetto Fieschi. Un’esposizione antologica», curato da Andrea B. Del Guercio. L’idea guida di entrambe le mostre, promosse dal Comune di Genova e dall’Archivio Giannetto Fieschi e visitabili entrambe sino al 30 aprile, è di trasformare le due sedi museali, che in una vita precedente erano state rispettivamente una villa ottocentesca affacciata sul mare e una dimora nobiliare immersa nei parchi di Nervi, in vere e proprie Case d’Artista e dunque in luoghi della creatività in cui, come enunciato dal curatore dell’iniziativa, il visitatore si trasforma in lettore della complessa opera artistica del pittore genovese. A Villa Croce saranno più di trenta dipinti, numerosi disegni e grafiche, oltre a una serie di autoscatti che rivelano il coté concettuale della sua ispirazione, ad accogliere questa immersione in una dimensione di habitat espositivo. Alla Gam di Nervi saranno invece esposte diverse opere pittoriche che, in opposizione al consueto monumentalismo delle sue grandi tavole, aprono alla più intima e famigliare dimensione della pittura da cavalletto. Sarà inoltre presente in mostra una cartella di serigrafie legate a uno degli ultimi grandi cicli pittorici di Fieschi, intitolato «Il Pericolo». Un ruolo fondamentale nell’ambito di questa peculiare ricostruzione della complessa e articolata fisionomia dell’artista ha giocato l’Archivio Fieschi, i cui materiali in mostra (carte, lettere, disegni e stampe) hanno rappresentato un prezioso e inesauribile supporto per ricreare l’intensità del suo suggestivo e ramificato percorso pittorico. L’esposizione è stata inoltre l’occasione per la preparazione di una ricca monografia del pittore di prossima pubblicazione, curata da Del Guercio e ricca di interventi critici e testimonianze storiche. [Matteo Fochessati per «Il Giornale dell'Arte»]

Mostre in corso
La «Pittura Analitica», conosciuta anche come «Nuova pittura», verso la fine degli anni Sessanta «sottintendeva una comune volontà di rimettere in discussione i fondamenti dell’atto del dipingere e di salvaguardare il ruolo di questa pratica nel momento in cui da più voci ne veniva preconizzata l’estinzione», per dirla con Alberto Mugnaini. Alcuni artisti, convinti che la pittura avesse ancora molto da dire, si concentrarono quindi sul medium e sui suoi strumenti linguistici: colore, segno, superficie e supporto. A uno dei principali esponenti del movimento, Gianfranco Zappettini, (assai noti sono i suoi «quadri bianchi» e le «tele sovrapposte») è dedicata la personale «The Golden Age», visitabile fino al 7 aprile a Torino nella galleria Mazzoleni. Esattamente due anni fa il pittore genovese è stato protagonista dell’omonima mostra a Londra in cui era esposta una parte della sua produzione più recente. L’attuale percorso espositivo evidenzia gli sviluppi dell’ultimo trentennio attraverso le serie «Al fine che traspare», «Il petalo d’oro», «Sullo sfogliar del fato», «La trama e l’ordito», «Lacrima divina», «Il codice degli dei», «La Luce Prima» e infine una limitatissima serie dell’anno 2000 in cui torna il bianco degli anni Settanta. Le opere sono frutto di una ricerca spirituale, sviluppatasi nell’approfondimento di dottrine filosofico-religiose quali Taoismo, Zen e Sufismo, che da anni Zappettini conduce e che l’ha portato a viaggiare tra Europa, Medio Oriente e Africa. L’arte, depositaria di conoscenza, è da lui intesa come un intermediario fondamentale per l’uomo. Tra i lavori più recenti esposti emergono i dipinti di colore oro: simbolo di perfezione e ricchezza morale, la preziosa cromia duetta con l’intensità tonale del nero attraverso forme che si giustappongono in una misteriosa intesa di equilibri. [Monica Trigona per «Il Giornale dell’Arte»]

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