Giorno per giorno nell’arte | 22 settembre 2022

Al Museo Nazionale del Bargello entra un nucleo di 16 cere barocche | La Polonia chiede alla Russia di restituire sette dipinti | In Ucraina sono state distrutte antiche statue sacre | A Istanbul sta per essere terminato il nuovo Istanbul Modern | A Cosenza sono state scoperte sei tombe «a cappuccina» | La giornata in 15 notizie

«La strage degli Innocenti» di Giovanni Battista Piamontini (dopo il restauro), una delle cere donate al Museo del Bargello di Firenze
Redazione |

Il Museo Nazionale del Bargello si arricchisce di un nucleo di 16 cere barocche donate dal marchese Lionardo Lorenzo Ginori Lisci che, dal 2023, saranno esposte nella Sala della Scultura Barocca. La selezione del gruppo concordata da Paola D’Agostino, che dirige il museo, Marino Marini e Dimitrios Zikos, comprende la «Flagellazione» di Alessandro Algardi, il «Vaso con il Trionfo di Nettuno», ideato da Massimiliano Soldani Benzi, il «Massacro degli Innocenti» di Giovan Battista Piamontini da un modello di Giuseppe Piamontini. A seguito della donazione è stata avviata una campagna di restauri e cinque cere, grazie all’accurato intervento di Francesca Rossi, sono presentate oggi 22 settembre. A breve sarà pubblicato il bando per la realizzazione delle nuove vetrine che, insieme al moderno impianto di climatizzazione realizzato nel 2021, consentirà di esporre le cere in sicurezza e programmare una rotazione per presentare tutte le opere donate. La collezione risale al marchese Carlo Ginori, fondatore dell’omonima Manifattura nel 1737, la prima in Italia a plasmare il cosiddetto «oro bianco». [Laura Lombardi]

Le autorità polacche chiedono alla Russia di restituire sette dipinti che, affermano, sono stati sequestrati dai suoi musei e palazzi durante la seconda guerra mondiale dalle forze sovietiche e che ora possono essere rintracciati nel Museo Pushkin di Mosca. Piotr Glinski, ministro polacco della Cultura e del patrimonio nazionale, ha annunciato che lo Stato ha presentato una richiesta formale di restituzione ai funzionari russi. La comunicazione è stata effettuata durante una conferenza organizzata per lanciare il progetto intitolato «Cornici vuote» in cui, come suggerisce il nome, lo Stato polacco e 12 musei statali presentano cornici vuote di opere perdute insieme a didascalie che le descrivono. Tra le opere elencate dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia compaiono l’«Adorazione del Bambino» di Lorenzo di Credi (1510-20), «perduta dalla collezione prebellica della Società degli amici delle scienze di Poznań» e un «Ritratto del pittore» della cerchia di Valentin de Boulogne (1750-1800 ca), «perduto dalla collezione prebellica del Museo di Belle Arti della Slesia a Breslavia». Il ministero ha un database online dettagliato delle «opere perdute» della Polonia. [Sophia Kishkovsky]

In Ucraina diverse statue sacre poloviciane (relative cioè alla popolazione turca dei Poloviciani, nota anche col nome di Cumani) conosciute come baba di pietra, datate dal IX al XIII secolo, sono state distrutte durante i sei mesi di occupazione russa di Izyum. Città strategica nella regione di Kharkiv, Izyum è stata liberata dalle forze armate ucraine il 10 settembre. Vi sono state trovate anche centinaia di fosse comuni. Il 18 settembre la storica dell’arte e giornalista Oksana Semenik, che posta su Twitter immagini di arte ucraina, ha pubblicato le foto dei baba sul monte Kremenets prima e dopo l’occupazione, stimolando nei lettori il confronto con altre azioni di questo genere. [Sophia Kishkovsky]

A Istanbul sta per essere terminato il nuovo Istanbul Modern, firmata da Renzo Piano. Quando la prima edizione della Biennale di Istanbul venne inaugurata nell’autunno del 1987, la Turchia non aveva un museo d’arte contemporanea. Oggi in città sono spuntate molte istituzioni dedicate all’arte. Lo hanno fatto sotto l’occhio vigile e la minaccia tacita del regime di Recep Tayyip Erdogan. L'inaugurazione di Istanbul Modern nel 2004, in un ex magazzino nel quartiere di Karaköy, con vista sul Bosforo, ha introdotto nella mentalità collettiva il concetto di un museo che non esponeva affreschi bizantini o arazzi ottomani, ma artisti turchi contemporanei. Dopo quattro anni di lavori, durante i quali la collezione è stata temporaneamente esposta in un vicino edificio ottocentesco, una nuova costruzione di cinque piani di 15mila metri quadrati progettata da Renzo Piano sul terreno della sede originale del museo dovrebbe aprire entro la fine dell’anno e potrebbe farlo durante la 17ma Biennale di Istanbul, che si è aperta il 17 settembre e proseguirà fino al 20 novembre. [Osman Can Yerebakan]

Sei tombe «a cappuccina», risalenti presumibilmente al II secolo a.C., sono state scoperte a Cosenza. Il ritrovamento archeologico, effettuato in via Popilia, nei pressi del ponte di Santiago Calatrava, è avvenuto in seguito ad alcuni scavi preventivi da parte dell’Enel sotto la guida della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Cosenza. All’interno delle tombe, complete di corredi funerari, sono stati recuperati anche altri reperti, tra cui alcune ampolle. Il tutto è poi stato inviato ai laboratori della Soprintendenza. [Redazione]

I musei francesi si illuminano di meno. Se la Tour Eiffel spegne le sue luci scintillanti ogni sera, anche la piramide del Louvre e altri monumenti in tutta Europa stanno rispondendo alla crisi energetica in corso con una varietà di misure che vanno dal simbolico al pratico. Il ministro della Cultura francese Rima Abdul Malak ha dichiarato al canale televisivo francese France 2 che l’iconica piramide di vetro del Louvre non verrà più illuminata dopo le 23. Seguirà il castello di Versailles, che spegnerà le luci entro le 22, un’ora prima di al solito. [Redazione]

Gli archeologi dell’Ufficio statale bavarese per la protezione dei monumenti (Bayerisches Landesamt für Denkmalpflege, BLfD) hanno scoperto alla fine di agosto, a Ensdee, un villaggio della Germania sudorientale, nella tomba di una donna databile al VII secolo d.C. una sedia pieghevole. «È la seconda scoperta in Germania di una sedia pieghevole in ferro risalente all’Alto medioevo», spiega il professor Mathias Pfeil, direttore del BLfD. [Redazione]

La Biennale di Gwangju lavora in anticipo. In anticipo sull’apertura, prevista per il prossimo aprile, la Biennale di Gwangju 2023 ha comunicato i nomi dei primi 58 artisti (su un totale stimato di 80) partecipanti alla mostra, organizzata dal senior curator della Tate Modern Sook-Kyung Lee. Ecco alcuni nomi: Farah Al Qasimi, María Magdalena Campos-Pons, Latifa Echakhch, Sky Hopinka, Christine Sun Kim, Minjung Kim, Tanya Lukin Linklater, Guadalupe Maravilla, Noé Martínez , Alan Michelson, Vivian Suter, Alberta Whittle, Emily Kame Kngwarreye, Lucia Nogueira e Kim Lim. [Redazione]

Il Musée d’Orsay e il gruppo Lavazza hanno annunciato l’acquisto di un’opera dello scultore piemontese Giacomo Ginotti (1844-1897), «La petroliera vinta»
, per le collezioni del museo parigino. L’esemplare in questione, proveniente da una collezione privata italiana, è un bronzo realizzato dall’artista nel 1887 e fuso dalla fonderia Mazzola di Torino. Raffigura una donna del popolo legata da corde che le stringono le braccia e i seni, e trae ispirazione dalle figure delle «petroliere» all’epoca della Comune di Parigi, nel 1871, quando diversi edifici vennero dati alle fiamme dai comunardi. Il Gruppo Lavazza entra con questo intervento nel novero dei mecenati del d’Orsay. [Redazione]

Per le Giornate europee del Patrimonio (24 e 25 settembre) Banca di Bologna, il Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater Studiorum e la Pinacoteca nazionale di Bologna aprono le porte di un gioiello del barocco cittadino: l’Oratorio di San Giovanni Battista dei Fiorentini, una delle sedi di rappresentanza della Banca, per celebrare il ritorno temporaneo (dal 24 settembre al 31 maggio) del capolavoro di Sebastiano Ricci «La nascita del Battista», realizzato intorno al 1695. La tela venne asportata dal suo ambiente originario durante le requisizioni napoleoniche e dal 1990 è esposta insieme ad altri capolavori del Seicento italiano nelle sale della Pinacoteca Nazionale. Fino al 29 maggio è prevista una serie di visite guidate gratuite. [Redazione]

Sempre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, la Pinacoteca Civica di Ancona propone in anteprima venerdì 23 settembre alle ore 17.30 un evento speciale, «L’occhio del restauro. Il ritratto di Francesco Arsilli di Sebastiano del Piombo. Restauro e tecnica esecutiva». Presentano i lavori i restauratori Giacomo Maranesi e Giulia M. F. Leggieri, e Giuseppe di Girolami di Art. & Co., Spin-off di Unicam. Verranno illustrate le fasi del delicato intervento di restauro dell'opera di Sebastiano del Piombo e ne verranno presentati per la prima volta al pubblico i risultati. [Marta Paraventi]

Una nuova serie tv di William Kentridge, artista versatile. L’artista sudafricano William Kentridge disegna con notevole velocità e con il senso d’invenzione e di divertimento di uno showman. Ha realizzato film e allestito produzioni di ogni tipo di spettacolo, dall’opera al teatro di marionette. Attraverso tutti questi generi trova sempre la sua cifra, come fa nella nuova serie televisiva «Self Portrait as a Coffee Pot», di cui tre episodi sono stati presentati in anteprima al Tiff (Toronto International Film Festival) il 12 settembre. Forse era solo questione di tempo, per un artista come Kentridge, il fatto di giungere alla televisione, o di farsi raggiungere dalla televisione, perché ha un modo naturale e diretto di parlare dell’arte e dei luoghi in cui si fa arte. [David D’Arcy]

Da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre torna a Firenze per l’ottavo anno consecutivo tourismA, il Salone dell’archeologia e turismo culturale organizzato dalla rivista «Archeologia Viva» (Giunti Editore). La manifestazione è organizzata con la collaborazione di Toscana Promozione Turistica e gode del patrocinio di Enit, Ministero del Turismo, Ministero della Cultura, Ministero degli Esteri, Regione Toscana, Comune di Firenze. [AgenziaCult]

Mostre che aprono

Torna alla sua XII edizione (22-28 settembre) «Video Sound Art», il festival di arte contemporanea attivo a Milano dal 2010 che riflette sulle trasformazioni del linguaggio installativo. Negli spazi del Teatro Carcano, dai sotterranei (dove troviamo la nuova installazione di Daniel De Paula, realizzata in collaborazione con la Galleria Francesca Minini di Milano) alla galleria, trovano spazio installazioni, video, performance, screening program, dopo il lancio del bando annuale a luglio, rivolto agli artisti e ai performer per produrre nuove opere. Il festival, a cura di Laura Lamonea, ha quest’anno come titolo «The life of things and the invisible qualities of objects» concentrandosi quindi sulla vita delle cose, sulle possibilità inesplorate che ogni oggetto custodisce in relazione alla storia, all’identità e alle relazioni sociali. Tra gli ospiti si segnala Mika Rottenberg, con il suo video «Cosmic generator», ma anche il progetto editoriale MacGuffin e il video «Feeling Thing» di Jo Bannon, presentato a luglio alla Tate di Londra e Letizia Cariello (Letia), con un’installazione complessa composta dall’opera video «Con te» e dalla scultura in tessuto «L’ombra mia mi ha fatto paura». Il festival, che va dedicando sempre più attenzione alla costruzione di percorsi espositivi in contesti abitati dalla comunità, lontani dai circuiti ordinari dell’arte contemporanea, è sostenuto da Fondazione Cariplo, Mondrian Fund e dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, con il patrocinio di Milano è Viva. [Laura Lombardi]

«La fotografia significava esplorazione e scoperta. Volevamo mostrare ciò che nessun pennello poteva fare e infrangevamo tutte le regole. Anche i soggetti erano nuovi: carta strappata, foglie morte, pozzanghere… La gente pensava che fosse spazzatura! Ma andare contro le regole apriva le porte a nuove possibilità». Sono parole di Ilse Bing (1899-1998), di cui la Fundación Mapfre presenta la prima retrospettiva in Spagna. La mostra (23 settembre-8 gennaio) allestisce 200 immagini che ripercorrono una carriera iniziata nel 1929 come fotoreporter, fino ai primi anni ’60, quando Bing abbandona l’inseparabile Leica per dedicarsi a collage, opere astratte, disegni e poesie. Più che a una corrente specifica, i suoi lavori sono legati ai luoghi in cui visse: la sua città natale, Francoforte, la Parigi degli anni ’30 e la New York del dopoguerra, dove si esiliò nel 1941, dopo un anno in un campo di concentramento. Influenzata da Das Neue Sehen di Moholy-Nagy e dal Bauhaus, da Cartier-Bresson e Kertész, e dal Surrealismo di Man Ray, Bing rifuggiva da qualsiasi norma. «Siamo di fronte a uno sguardo e a una concezione della fotografia molto singolari, in cui modernità e innovazione formale vanno di pari passo con lo spirito umanistico e la coscienza sociale», commenta il curatore Juan Vicente Aliaga. [Roberta Bosco]

Il Kunstpalast di Düsseldorf presenta da oggi all’8 gennaio una mostra sull’opera di una delle fotografe più importanti della Germania, Evelyn Richter, scomparsa nel 2021 all'età di 91 anni. Nel 2020 aveva ricevuto il primo premio Bernd e Hilla Becher dalla città di Düsseldorf per il lavoro di una vita. In un periodo creativo di oltre 60 anni, Richter ha documentato i mondi della vita della Germania Est in modo tanto critico quanto empatico, ponendo sempre le persone al centro delle sue osservazioni. Si tratta della prima presentazione dettagliata del suo lavoro in un museo della Germania occidentale. [Francesca Petretto]

A Bonn le nature morte olandesi in dettaglio
. Bicchieri scintillanti e porcellana finissima, frutti succosi e spezie esotiche: nelle nature morte olandesi del XVII secolo l’occhio può vagare avidamente e scoprire tesori. La resa pittorica dei vari oggetti è spesso di una tale perfezione che si crede di avere davanti a sé gli oggetti reali. «Una libidine per gli occhi: nature morte olandesi in dettaglio», la nuova mostra al LVR-LandesMuseum di Bonn, aperta dal oggi al 19 febbraio, s’ispira al concetto di «mostra lenta»: in 14 vetrine, presenta una natura morta centrale per ogni caso e invita i visitatori ad ammirare la bellezza dei dipinti e a scoprire le storie che si celano dietro i loro dettagli. Altri oggetti come mappamondi, libri e bicchieri veneziani, ma anche oggetti di uso quotidiano mai esposti al di fuori dei Paesi Bassi, raccontano la vita nel Seicento. Una festa per i sensi e allo stesso tempo una visione rivelatrice dei destini invisibili che si celano dietro le immagini e i loro oggetti. [Francesca Petretto]

© Riproduzione riservata «Ritratto di Francesco Arsilli», di Sebastiano del Piombo (particolare)
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